Editoriali

Vendola, la Crisi e la leadership della Sinistra


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Matteo Renzi e Nichi Vendola. (Fonte immagine: qn.net)

Bari – “LE notizie che arrivano da Roma sono inquietanti: l’idea che qualcuno pensi di togliere al Sud gli 8 miliardi di euro del cofinanziamento che lo Stato fa rispetto ai fondi comunitari, per noi e’ come sentire suonare le campane a morto”. La crisi economica”. Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha commentato oggi, insieme agli assessori Nicola Fratoianni e Alba Sasso, i dati relativi spesa comunitaria al 31 ottobre 2011.

Secondo Vendola, nella lettera inviata nei giorni scorsi dal Premier Silvio Berlusconi alla Commissione Europea, è insita ”una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari”. ”L’argomento antico – ha spiegato Vendola – e’ che il Sud non spende e non sa spendere, e che noi meridionali siamo tutti dei ‘cialtroni’. Oggi noi presentiamo dei dati che sono la dimostrazione dell’esatto contrario: siamo capaci di spendere e rendicontare”.

Per questa ragione (e non solo) Nichi si è detto più contrario a ogni forma di governo tecnico allargato (o di responsabilità nazionale come dir si voglia) nel quale convergano buona parte del centrosinistra e ha invocato le elezioni anticipate. Al contrario Italia dei Valori Antonio Di Pietro e il Partito Democratico di Pierluigi Bersani di sono dichiarati favorevoli a un Governo di transizione. Le ragioni dello scalciare di Vendola è semplice: da una parte si va registrando costantemente la crescita di consenso di facce nuove (o presunte tali) come Matteo Renzi, cosa che ha scatenato più di un brivido nel seno del quartier generale della Sinistra italiana.

Un sondaggio dell’Ipsos rivela infatti che il sindaco di Firenze è il leader col più alto tasso di gradimento (58%). Molto dietro Bersani (42%) e Vendola (43%). Eccp perché ambedue i leader politici hanno lanciato in questi giorni critiche pungenti a Renzi. Da una parte Vendola lo ha definito “un vecchio” e un uomo “di destra” che copierebbe quello che è stata la sua scalata, dall’altra Bersani ha bollato come “degli anni 80” le 100 proposte espresse dal Rottamatore nei tre giorni della Leopolda.

“La crisi che stiamo vivendo non è una crisi breve, è una crisi lunga di sistema. Bisogna quindi mettere in campo strategie politiche che nessun tecnico può improvvisare. La scelta sul chi paga la crisi non spetta ad un tecnico, è una scelta politica. E penso – ha sostenuto il leader di Sel – che debba essere un governo con una forte legittimazione democratica che può essere in grado di operare una svolta nel paese. Svolta quanto mai necessaria ed urgente”.

Aspetto non trascurabile è inoltre legato alla legge elettorale che, di fatto, molti temono, anche nello stesso centrosinistra. L’abolizione del cosiddetto Porcellum costituisce un rischio troppo grande perchè questa legislazione possa permettere sia abolita tramite scelta referendaria, il cui risultato sarebbe, senza dubbio, schiacciante.

Allo stato attuale le elezioni anticipate costituiscono l’evento più probabile dato che Silvio Berlusconi (e anche una parte della Sinistra) non intendono perdere la possibilità di far eleggere unilateralmente i propri “protetti” votati da nessuno, dall’altra alcuni esponenti politici, come lo stesso Vendola, sono troppo impegnati a farsi campagna elettorale per guardare in modo maturo alle vere emergenze economiche di questo ultra indebitato paese dell’Unione Europea.

a.delvecchio@statoquotidiano.it

Vendola, la Crisi e la leadership della Sinistra ultima modifica: 2011-11-02T22:17:33+00:00 da Agostino del Vecchio



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