Foggia

Luigi Filannino “Cardiochirurgia, Chirurgia Vascolare e Piano Sanitario”

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Foggia. E’ incredibile notare come non ci sia stata nessuna reazione, da parte dei media locali o da parte dei semplici cittadini, alla notizia che la Struttura di Cardiochirurgia non sia stata assegnata agli Ospedali Riuniti di Foggia, come in un primo momento era stato promesso dal Governatore della Regione Puglia.

Quello che più irrita è il fatalismo negativo di questa città , che accetta passivamente la sottrazione continua di istituzioni e infrastrutture a favore di altre realtà regionali, che gradualmente l’hanno depauperata anche di istituzioni essenziali. La Cardiochirurgia è, in ordine di tempo, l’ultima occasione persa per far fare un salto di qualità alla sanità foggiana, assegnandole una istituzione indispensabile alla cura delle patologie cardiache. Del resto, avendo già in ospedale una cardiologia interventistica operativa, come si può pensare di risolvere “con urgenza” eventuali complicazioni mandando il paziente a Casa Sollievo?

Basti pensare che alla Struttura di Cardiologia afferiscono annualmente oltre 62 mila pazienti con problemi cardiologici, provenienti da un territorio provinciale che coinvolge 61 comuni e che ha oltre 640 mila abitanti, risultando una delle province più estese d’ Italia. La distribuzione attuale nella Regione Puglia delle unità di cardiochirurgia è quanto mai risibile: 4 a Bari, 2 Lecce, 1 a Brindisi, 1, a Taranto, 0 a Foggia.

Ma quale è il contributo e la voce dell’ Università in questa importantissima tematica? Solo una prima dichiarazione di soddisfazione nell’ apprendere della “promessa” di realizzare a Foggia tale istituzione. Dopo il cambio di indirizzo politico, dall’Università e da chi la rappresenta non è arrivato alcun commento. Eppure dal 2006 l’Università di Foggia ha acquisito in organico un professore associato di cardiochirurgia che evidentemente svolge altre funzioni.

In tale situazione risulta evidente che la Cardiochirurgia non si farà. Ma già esiste un altro presidio “salvavite” che non è stato mai fatto: la Chirurgia Vascolare. Sarebbe interessante anche in questo caso conoscerne i motivi più o meno oscuri. L’estrema necessità di realizzare una struttura di chirurgia vascolare negli Ospedali Riuniti di Foggia, sempre data per imminente e mai realizzata , è dovuta alle stesse motivazioni già esposte per la Cardiochirurgia. In un’epoca in cui sono in costante aumento le malattie vascolari come le arteriopatie di natura aterosclerotica (stenosi o occlusioni arteriose, dilatazioni aneurismatiche), non si riesce a dotare il nostro ospedale di una struttura specialistica cosi importante ed essenziale. La rottura di un aneurisma toracico o addominale è una evenienza non rara, gravata da una mortalità molto alta (dal 45 al 55% dei pazienti). Due terzi dei pazienti colpiti muoiono prima di arrivare in ospedale e di quelli che arrivano il 25% muore prima di entrare in sala operatoria. Queste percentuali di mortalità sono destinate ad aumentare quando si è costretti ad effettuare il trasporto di un paziente con aneurisma rotto dell’aorta, in gravi condizioni, in un presidio situato a quaranta chilometri di distanza, con strada in salita, con innumerevoli tornanti e in condizioni atmosferiche non sempre ideali.

Come si fa a non pretendere di avere un presidio specialistico in città, che possa garantire interventi veramente tempestivi e definitivi? Buona parte di questi pazienti, tempestivamente assistiti, potrebbero essere operati, tra l’altro, anche in anestesia locoregionale con la chirurgia endovascolare. Questa nuova branca si avvale della possibilità di posizionamento, relativamente rapido e sicuro, di una endoprotesi vascolare nell’arteria lesionata, introdotta da una arteria periferica. Quante vite umane avrebbero la possibilità di salvarsi!
Le convincenti motivazioni e i drammatici dati statistici fanno capire che è arrivato il momento di “pretendere” che la nostra città sia dotata di questi presidi. Non è più possibile continuare a rinviare la realizzazione di istituzioni indispensabili alla salute dei cittadini foggiani.

Cari Politici locali e regionali, Cari Direttori generali dell’Ospedale e della ASL, rendetevi conto tutti che non esistono problemi più impellenti del “rischio per la salute dei cittadini” di questa città e di questa provincia.

Il Presidente APS (Dott. Luigi Filannino)



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Commenti


  • Francesco

    Mi sono operato a San Giovanni Rotondo in cardiochirurgia è’ veramente un reparto all’avanguardia a pieno ritmo. Troppe parole per Foggia ma niente fatti. Ringrazio Casa Sollievo della Sofferenza

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