Manfredonia
Relatore dell’evento sarà il prof. Enzo di Salvatore

Manfredonia, “La Riforma Costituzionale e il Referendum del 4 dicembre”

Troppe volte, il premier Renzi ha affermato che questa riforma è necessaria Poichè catapulterebbe il paese in un ipotetico futuro, ma è vero?

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Manfredonia , 2 novembre 2016. Si svolgerà domenica mattina 6 novembre 2016 – ore 11.00 nell’Auditorium intitolato a C.Serricchio, presso Palazzo dei Celestini, il primo evento pubblico organizzato dal Comitato locale per il “No” alla riforma CostituzIonale, relatore dell’evento sarà il prof. Enzo di Salvatore, docente di diritto Costituzionale all’Università di Teramo, cofondatore del coordinamento nazionale No Triv.

Il prof. Di Salvatore illustrerà La riforma Costituzionale entrando nel merito, facendo chiarezza sulle troppe inesattezze e incongruenze fin ora affermate riguardo al senato, l’abbattimento dei costi della politica, all’abbattimento del bicameralismo Paritario, alla riforma del titolo V e le competenze decisionali in materia Territoriale.

Troppe volte, il premier Renzi ha affermato che questa riforma è necessaria Poichè catapulterebbe il paese in un ipotetico futuro, ma è vero? E quale futuro? La verità è che questa riforma tutto promette di essere tranne ciò che sembra, si vuol far credere che il problema, nel nostro paese sia legato alla Carta Costituzionale, nulla di più falso e tendenzioso, i veri problemi in italia, lo sanno tutti ormai, sono legati alla politica e al modo di fare politica, la crisi economica, la mancanza di lavoro, la forte pressione fiscale, il forte indebitamento pubblico, questi sono i veri problemi del paese a cui il Premier Renzi non riesce a dare risposte ne porre rimedio, cercando invece, di deviare l’attenzione mediatica, affermando che è la Costituzione ad aver bisogno di un cambiamento, in realtà questa pessima riforma, sottrare diritti e costringe il paese a tornare in dietro nel tempo, quando la parola DEMOCRAZIA era un sogno custodito nell’animo dei padri e delle madri costituenti, che tanto hanno lavorato per rendere al paese giustizia e verità tramite la Carta Costituzione che oggi Renzi, vuoe cambiare.

Antonella Umbriano – Coordinamento del comitato



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Commenti


  • Raffaele Vairo

    La riforma costituzionale Renzi-Boschi accentra il potere verso l’alto: dal Parlamento al Governo; dal Consiglio dei ministri al capo del Governo; dalle autonomie territoriali allo Stato; dagli elettori a una piccola frazione degli eletti.
    Il combinato disposto della riforma costituzionale e dell’Italicum (la nuova legge elettorale che è anticostituzionale, infatti la vogliono cambiare) consegnano molte decisioni fondamentali ad una falsa maggioranza dominata dal capo del partito e sostenuta di fatto da poco più di un quarto dei consensi elettorali. Questa maggioranza è in grado di decidere da sola sui diritti fondamentali di libertà, sull’indipendenza della Magistratura, sulle regole dell’informazione, sui principi dell’etica pubblica, sui privilegi e sulla condizione della classe politica, sulle leggi elettorali e perfino su ulteriori revisioni della Costituzione. Il controllo dei lavori parlamentari da parte del Governo e lo stravolgimento del sistema delle garanzie costituzionali, infine, indeboliscono i contro poteri che fanno da contrappeso al predominio di una fittizia maggioranza. Infatti, la riforma costituzionale prevede poi che questa maggioranza (falsa) di eletti (che rappresenta una minoranza di elettori) voti la fiducia al Governo e faccia le leggi ordinarie. Non solo. Con ben 340 seggi alla Camera, tra l’altro, potrà:
    a) influenzare l’approvazione delle riforme costituzionali;
    b) condizionare l’elezione degli organi di garanzia, quali il Presidente della
    Repubblica, i membri del Consiglio Superiore della Magistratura e i giudici della Corte costituzionale;
    c) controllare il sistema pubblico dell’informazione (RAI).
    In altri termini, si va verso una deriva oligarchica del nostro sistema dove i cittadini non conteranno quasi più nulla, soprattutto nella scelta dei propri rappresentanti. Il nostro Paese, se passasse la riforma, perderebbe la sua natura di Repubblica parlamentare trasformandosi, di fatto, in una sorta di premierato assoluto!


  • Maurizio Tizzani

    Io voto SI, perché…

    1 – addio bicameralismo: si supera il famoso ping-pong tra Camera e Senato, con notevoli benefici in termini di tempo;
    2 – il fatto che solo la Camera sia chiamata a votare la fiducia al governo implica l’instaurazione di un rapporto di fiducia esclusivo con quest’ala del Parlamento;
    3 – la diminuzione del numero dei parlamentari e l’abolizione del Cnel produrrà notevoli risparmi;
    4 – grazie all’introduzione del referendum propositivo e alle modifiche sul quorum referendario migliora la qualità delle democrazia;
    5 – il Senato farà da “camera di compensazione” tra governo centrale e poteri locali, quindi diminuiranno i casi di contenzioso tra Stato e Regioni davanti la Corte costituzionale.

    Scusate se è poco, e se fino ad ora siete contenti di come stanno andando le cose in Italia, siete contenti di come si muovono e legiferano le due camere, allora votate per il NO, ma poi è inutile che vi lamentate, vuol dire che le cose vi vanno bene così.

  • Votare NO è da Masochisti, è come nel 1946 che si votò per la Repubblica o la Monarchia. Il meridione votò per la Monarchia. Meno male che il resto d’Italia votò per la Repubblica ed ora siamo un popolo libero.
    Adesso si sta proponendo la stessa situazione. Ovvero volete togliere un pò di parlamentari mangiapane a tradimento? Volete togliere la possibilità ai consiglieri Regionali di stabilire il loro stipendio e i loro vitalizi rubandoli al popolo? Il meridione dice NO. Vi sembra una cosa logica?
    Per me qualcosa non quadra, Sappiate che la Costituzione l’hanno già cambiata molte volte da destra a sinistra senza che ne avessero fatto un dramma nessuno. Ora tutti i partiti di opposizione dicono NO, vi siete chiesti perchè? Certamente non per il bene del popolo ma solo per la loro poltrona che con la nuova legge gli verrebbe tolta.
    IO VOTERO’ CONVINTAMENTE SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII


  • IO VOTO NO

    IO VOTO NO, perché…

    1- I risparmi del nuovo Senato “dimagrito e non più retribuito” SONO IRRISORI (una quarantina di milioni all’anno, senza contare i RIMBORSI SPESE per sindaci e consiglieri rwgionali provenienti da ogni parte d’Italia).
    Questo piccolissimo risparmio non giustifica la RISCRITTURA di 47 articoli su 139 della Carta. PER RISPARMIARE LA STESSA CIFRA, SAREBBE BASTATO DECURTARE DEL 10% LO STIPENDIO DI DEPUTATI E SENATORI.
    iL M5S LO HA PROPOSTO E LA CAMERA NON LO HA PRESO IN CONSIDERAZIONE.

    2 – Il nuovo Parlamento sarà formato da membri in gran parte NON ELETTI dai cittadini, ma NOMINATI DALLA CASTA (i 2/3 dei deputati, col meccanismo dei capilista bloccati; e tutti i senatori scelti dai Consigli regionali e dal capo dello Stato).

    3 – Alla Camera si prevede un ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA al partito più votato. Anche se rappresenta il 25% dei votanti, si accaparra il 54% dei seggi. Premio non di maggioranza, ma di minoranza…

    4 – Oggi per presentare una legge di iniziativa popolare bastano 50 mila firme; in futuro ne occorreranno 150 mila (IL TRIPLO).
    Idem per i referendum abrogativi: in cambio di un modesto abbassamento del quorum (dal 50% più uno degli aventi diritto alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni per la Camera), le firme da raccogliere salgono da 500 mila a 800 mila.

    5 – Mentre nasce il cosiddetto “Senato delle Autonomie e dei Territori”, le autonomie territoriali SCOMPAIONO.
    Nel rapporto Stato-Regioni si prevede la “clausola di supremazia” dello Stato centrale, attivabile dal governo onnipotente… Si ripristina il famigerato “interesse nazionale” che, prima della riforma del 2001, veniva usato discrezionalmente da Roma per vampirizzare le autonomie. Le Regioni ordinarie conteranno molto meno, mentre le 5 a statuto speciale (spesso folli centri di spesa e spreco) saranno più forti di prima.

    6 – La “riforma” REGALA L’IMMUNITA’ PARLAMENTARE a 100 fra sindaci (21), consiglieri regionali (74) e rappresentanti del Quirinale (5) che, non essendo stati eletti per fare i senatori o non essendo proprio stati eletti tout court, non hanno diritto a un simile privilegio… Il che fa prevedere che si candideranno a Palazzo Madama i primi cittadini e i consiglieri con la coscienza sporca oppure già inquisiti che rischiano arresti, intercettazioni e perquisizioni e aspirano allo scudo per mettersi al riparo.

    Di OTTIME RAGIONI per votare NO ce ne sono altre, ma non voglio annoiare gli utenti.

    Se siete contenti di stravolgere una COSTITUZIONE varata da illustri giuristi e costituzionalisti con una scritta da VERDINI, BOSCHI, ALFANO ed altri dubbi personaggi SIMILARI, allora votate Si…ma poi non vi lamentate dell’AUTORITARISMO in cui piomberemo.

    IO VOTO NO


  • Roberto Trotta

    VOTO SI

    Oligarchica del nostro sistema dove i cittadini non conteranno quasi più nulla?

    Questa riforma rende l’Italia un paese in linea con tutti gli altri (guardiamo soprattutto ai paesi più grandi), paesi nei quali non c’è alcun governo assolutista.

    Ci sono addirittura grandi stati (tipo Francia e Stati Uniti) che prevedono l’elezione diretta del capo dello stato, e non mi sembra siano esempi di poca libertà o mancanza di democrazia.

    C’è un altro paese nel mondo con il sistema del bicameralismo perfetto?

    C’è un paese al mondo in cui le due camere danno (o tolgono) a fiducia al governo?

    Guardiamo sempre avanti, ripeto, voto SI.


  • DOPPIO NO SECCO IL 13 NOVEMBRE E IL 4 DI DICEMBRE

    IO VOTO NO! LA COSTITUZIONE E’ SACRA E NON PUO ESSERE MODIFICATA DA UN GRUPPETTO DI CIALTRONI MENTITORI SERIALI /COMICI BARZELLETTIERI CON PARENTI INQUISITI E PREGIUDICATI. VOTO NO CON LA SPERANZA CHE SI POSSA BUTTARE GIU’ LA LOBBY CHE VUOLE CHE MANFREDONIA VIVA PER SEMPRE SOTTO IL COSTANTE INCUBO DEL PERICOLO E ANCHE DELLA DEVASTAZIONE DI QUEL POCO DI BUONO CHE E’ RIMASTO DEL TERRITORIO E DEL MARE!


  • Stefania L

    Antonella Umbriano dice che i problemi nel nostro paese non sono legati alla Carta Costituzionale, ma sono legati alla politica.

    Questa frase è un totale controsenso, visto che la politica E’ REGOLATA dalla Carta Costituzionale.

    E’ chiaro che se voti SI in qualche modo dai una mano a Renzi, ma se voti NO (altre che a alimentare le ambizioni di governo di Berlusconi, grillini, lega nord ed affini) legittimi gli stipendi quei politici bavosi che non schiodano da 40 anni. Diranno che il popolo si è espresso con il referendum ed è con loro.

    Votero’ SI.


  • Antonella Umbriano

    Egregia stefania, Che la politica sia regolata dalla carta costituzionale è cosa davvero nuova, la verità è che le leggi italiane, tutte quelle che fanno parte del nostro ordinamento giuridico, discendono dalla costituzione e, nell’ iter di formazione di nuove leggi, il legislatore deve fare attenzione che queste siano sempre conformi all’architettura della carta costituzionale. La politica, specie quella esercitata dai politici di oggi, trae fondamento ed ispirazione dai partiti, dalle strategie partitiche, talvolta è figlia delle lobbies, altre volte è frutto di dettami dei poteri forti come banche e poteri sovranazionali, come in questo caso, è mia opinione che questa riforma è stata concepita altrove e imposta al paese, come è stato con la modifica dell’articolo 18 della costituzione.
    Sei davvero convinta che questa riforma farà schiodare i soloni dalle poltrone del senato? Sei davvero convinta che questa riforma riduce i costi della politica?
    Sei davvero convinta che questa riforma, così come presentata sia necessaria al paese, che ci porti nel futuro?
    A parere mio questa riforma non serve a nessuno se non a Renzi per legittimare le scelte fatte da altri sulla nostra pelle, la nostra costituzione non ha nulla che non và, sopratutto parla di parità , democrazia, di dignità, evidentemente questi ultimi,sono valori che solo pochi eletti possono capire ed apprezzare.
    Io spero che tu venga a palazzo dei Celestini domenica, ad ascoltare il prof. Di Salvatore, lui chiarira le bene le idee su questa riforma. Ti aspetto.


  • Stefania L

    Antonella,
    la costituzione (oltre ai tanti altri principi di cui si occupa) disciplina gli organi istituzionali conferendo a questi (organi occupati da politici) una serie di poteri, i quali, tra loro indipendenti, si controbilanciano al fine di tutelare l’esistenza dei cittadini e degli individui stanziati sul proprio territorio.

    Dimmi tu se questa cosa non riguarda la politica.

    Che poi la politica anche abbia anche altre mille sfaccettature, questo nessuno lo mette in dubbio.

    Non andrò a nessun evento organizzato dai comitati per il NO, come non andrò a nessun evento organizzato dai comitati per il SI.
    Il nome stesso di quei comitati indica che sono di parte, e pronti solo a tirare l’acqua al loro mulino.

    Parteciperei invece volentieri a degli eventi che discutano della riforma costituzionale in modo equo ed imparziale, entrando nel merito degli articoli della riforma, senza farsi condizionare da nessuna bandiera politica.

    Oppure parteciperei a degli eventi dove siano presenti entrambi le controparti.

    Io ho deciso di votare SI leggendo (e decidendo per conto mio) l’unica cosa che dovrebbero leggere tutti, cioè, il testo della riforma costituzionale.

    Buona serata

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