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Orta Nova: rugby, che passione! Comincia la nuova stagione

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Orta Nova . Placcano, spingono, calciano, corrono dietro ad una palla bislunga…: sono i ragazzi e le ragazze dell’Orta Nova Rugby sotto la guida del prof. Giuseppe Trapani, tecnico federale, e della presidente prof.ssa Tonia Prudente. La stagione 2016-2017 ha avuto inizio ufficialmente: giovedì 30 settembre è terminata la preparazione fisico-atletica per i ragazzi e le ragazze under 14 e da ottobre gli allenamenti si tengono ogni mercoledì e venerdì dalle 15.30 alle 17.00 presso il campo ‘Fanelli‘ sito ad Orta Nova in via Carlo d’Angiò messo a disposizione con nuovi spogliatoi dall’Amministrazione comunale.

Tutto è cominciato nel 2006 per una passione verso il rugby nata presso il Centro universitario sportivo frequentato da Giuseppe Trapani. Successivamente sono state organizzate dallo stesso delle attività rivolte agli alunni della scuola primaria ‘Zingarelli’ di Orta Nova a seguito delle quali è giunto l’invito a partecipare ai tornei regionali da parte della Federazione Italiana Rugby. Oggi l’Orta Nova Rugby rappresenta un centro polo per tutti gli appassionati e interessati a tale sport per l’intera area del Foggiano e della Puglia del Nord rispetto all’assetto organizzativo dato dalla Federazione Italiana Rugby al territorio nazionale. Polo affiancato in tutta la Puglia solo da un altro centro referente per l’area del Barese e della Puglia del Sud situato nella città di Modugno.

Gli allievi sono organizzati in categorie secondo il criterio dell’età: under 10, under 12 e under 14. E le ragazze di età superiore ai 18 anni compongono la squadra dei seniores: questa ha preso parte negli ultimi anni ai campionati regionali fino ad approdare al torneo nazionale che si tiene nel comune di Calvisano (provincia di Brescia) ottenendo risultati di una certa importanza.

Le atlete della squadra seniores hanno creato due pagine ufficiali su Facebook, l’Orta Nova Rugby official girls e l’Orta Nova Rugby girls attraverso le quali è stato indetto qualche tempo fa un sondaggio per stabilire quale dovesse essere la denominazione del gruppo ai tornei. Risultato: Le Fenici è diventato l’appellativo in cui esse si riconoscono.
E osservando le foto pubblicate sul social network dalle ragazze sembra proprio che loro siano come la Fenice mitologica: pronte sempre a rinascere e a ricominciare.

Il Rugby appare generalmente come uno sport rude agli occhi di chi non ne conosce le regole e le dinamiche se non in modo superficiale. E quelle zuffe in mezzo al campo, le mischie, il contatto fisico possono dare l’idea di uno sport violento e disordinato.

Così non è.

C’è contatto, è vero. Ma alla fine tutto serve per imparare a comportarsi. Il rugby è uno sport di squadra che privilegia la socialità ed il valore del gruppo. Chi già conosce questo sport sa che non si vincono le partite se non si gioca tutti insieme, se non si raggiunge un’armonia che coinvolge tutti i membri della squadra.

Tale sport dunque ha le carte in regola per “svolgere presso i giovani un ruolo educativo importantissimo”, come afferma il tecnico Giuseppe Trapani, soprattutto nei contesti dove i ragazzi faticano a trovare punti di riferimento e modelli adeguati. Questo per la sua etica, le sue regole e la valorizzazione del gruppo. Molti adolescenti troppo esuberanti sono riusciti ad investire nel rugby la loro energia e sono diventati punti di riferimento per i compagni di squadra. Altri, con poca fiducia nelle proprie capacità, hanno trovato nei propri compagni la sicurezza necessaria per superare i propri complessi e le proprie paure.

PH RUGBY ORTA NOVA

PH RUGBY ORTA NOVA

Il Rugby inoltre favorisce lo sviluppo motorio dei piccoli: fino ai 12 anni si gioca senza porte, senza mischia, senza colpi e con un numero ridotto di giocatori, maschi e femmine insieme. L’allenamento consiste nell’imparare a correre, saltare, rotolare acquisendo quelle funzionalità che possono tornare utili in tutte le attività sportive. Uno degli aspetti più affascinanti e distintivi del Rugby è poi il ‘terzo tempo’: il momento conviviale del dopo partita nel quale i componenti delle squadre contrapposte si ritrovano a mangiare e a far festa e dove non ci sono più avversari come non ci sono vinti né vincitori. Con il terzo tempo il Rugby insegna ai piccoli, e non solo a loro, che le partite sono un gioco in cui ci si impegna, ma soprattutto ci si diverte nel rispetto di ognuno.

“L’Orta Nova Rugby accoglie al suo interno anche ragazzi extracomunitari svolgendo l’importante funzione di integrazione ed inclusione a cui vengono oggi chiamate tutte le agenzie educative operanti in ogni dove” dice ancora Giuseppe Trapani.

Ma, si chiederà qualcuno, in particolare l’essere donna o ragazza e l’essere rugbista sono concetti che possono convivere?

Certo.

Essere rugbista, anche se sudata e sporca di fango, non fa perdere la femminilità, anzi la completa perché, ricoprendo tale ruolo, si è spinti a lottare per un sogno e per una passione con tutto se stessi. Il fisico non è importante, nel rugby servono atlete di tutte le taglie: ciò che conta è il cuore, il coraggio di sfidare le proprie paure e di farlo insieme a delle compagne, accettando le sfide.

…Giocare a rugby per una donna può rappresentare una protesta o una forma di emancipazione. In realtà costituisce solo un modo, e forse uno dei migliori, per ritrovare se stesse e la propria voglia di andare avanti con entusiasmo. …E per chiunque e per i ragazzi in generale può costituire, così come sostiene la presidente Tonia Prudente, “un’occasione in più per abbandonare una strada cattiva, le attività oziose e per imparare a lottare … nel rispetto dell’avversario”.

Daniela Iannuzzi



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