CronacaStato prima

“I terremoti hanno deformato area di 600 km quadrati”

GdL SAR, INGV - Centro Nazionale Terremoti

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Roma. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Gruppo di lavoro SAR del Centro Nazionale Terremoti – ha ricostruito, in dettaglio, l’andamento dei movimenti del suolo per ottenere informazioni importanti ai fini della valutazione della sequenza sismica successiva all’evento del 30 ottobre scorso (di magnitudo 6.5) che ha colpito le province di Macerata e Perugia. L’attività, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC), viene svolta dall’INGV e dall’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IREA di Napoli), centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati radar satellitari e della sismologia, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Di seguito, due immagini realizzate dall’INGV grazie all’uso dei dati radar acquisiti dai satelliti della costellazione Sentinel-1 del Programma Europeo Copernicus, sfruttando la tecnica dell’Interferometria SAR Differenziale.

Figura 1

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In figura è mostrato l’interferogramma differenziale ottenuto da dati radar del satellite europeo Sentinel-1: ogni frangia di colore rappresenta un abbassamento del terreno di circa 3 cm superiore alle frange adiacenti. L’ellissi indica la zona in cui si sono verificati i maggiori movimenti del terreno, più stretta a nord e più larga a sud, estesa in lunghezza per circa 40 km e in larghezza per circa 15 km. Verso l’interno dell’elisse il ribassamento del terreno aumenta fino a raggiungere, in prossimità del paese di Castelluccio di Norcia, circa 70 cm sulla verticale. Fuori dall’ellisse, a est e a ovest, il terreno è stato sollevato di alcuni centimetri. La linea verde rappresenta l’andamento approssimativo del sistema di faglie che ha originato i vari terremoti della sequenza. Sulla linea la punta dei triangoli indica il lato in cui i blocchi di Crosta Terrestre sono ribassati lungo le superfici di faglia. Le stelle verdi mostrano, invece, i tre eventi maggiori della sequenza. Le frange di colore mostrano un movimento del terreno complesso e che evidenzia due distinti fenomeni: la dislocazione sismica, ovvero lo scorrimento degli opposti blocchi di crosta terrestre lungo le superfici di faglia profonde che hanno causato i tre terremoti principali, e i movimenti molto superficiali e localizzati come scarpate di faglia, riattivazioni di frane e sprofondamenti carsici. Alla rottura direttamente legata al sisma (la dislocazione sulla faglia) è imputabile l’andamento concentrico generale delle frange colorate. Mentre le interruzioni, gli addensamenti o le piegature ad angolo acuto delle frange sono dovute a movimenti di rottura più superficiali. Questo è il contributo che i terremoti, ripetendosi nel tempo, forniscono alla costruzione dei paesaggi appenninici. Utilizzando questi e altri dati è possibile ricostruire nel dettaglio la posizione e le caratteristiche delle faglie profonde e ottenere, quindi, informazioni molto importanti per la valutazione della sequenza sismica.

Figura 2

IMMAGINE 2

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La seconda figura mostra in grigio i 2 piani di faglia attivati con il terremoto di Amatrice del 24 agosto scorso e una possibile ricostruzione (non un modello) del piano di faglia su cui sono probabilmente avvenuti gli eventi del 26 e del 30 ottobre, in rosa.

GdL SAR, INGV – Centro Nazionale Terremoti



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Commenti

  • Ma energas dice che non siamo zona sismica….


  • L'ìItalia trema e si muove


  • Redazione

    SCUOLA: QUASI 90% COSTRUITE SENZA CRITERI ANTI-SISMA

    CODACONS: COME E’ STATO REALIZZATO IL PIANO “SCUOLE SICURE” DEL GOVERNO CHE PREVEDEVA 400 MLN DI EURO PER SICUREZZA ISTITUTI?

    ASSOCIAZIONE PUBBLICA QUESTIONARIO PER VALUTARE LIVELLO DI SICUREZZA DELLE SCUOLE

    Di fronte ai numeri allarmanti diffusi oggi, secondo cui il 90% delle scuole italiane sarebbe costruito senza criteri anti-sisma, solo una su due disporrebbe dei certificati di collaudo e idoneità statica, e il 40% degli istituti si trova in aree a rischio sismico, ci chiediamo cosa si aspetti ancora per mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici del paese – afferma il Codacons – Nel 2014 il Governo, attraverso il Piano “Scuole sicure”, ha stanziato 400 milioni di euro per lavori sugli istituti scolastici, volti a realizzare 1.636 interventi di messa a norma e sicurezza. “Vogliamo capire ora come sono stati spesi questi i soldi, che tipo di interventi sono stati realizzati e quale sia il livello di sicurezza degli istituti scolastici italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il problema non è solo quello dei terremoti: di frequente nelle scuole si registrano cedimenti, con soffitti e controsoffitti che crollano mettendo in pericolo la salute di studenti e insegnanti, a dimostrazione che non ci si può ricordare della scurezza delle scuole solo in occasione di un sisma”.

    Per tale motivo il Codacons ha pubblicato nella pagina “scuola sicura” del sito http://www.codacons.it un questionario che i genitori possono compilare per valutare il livello di sicurezza degli edifici scolastici frequentati dai propri figli.

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