Capitanata

Dossier immigrazione. Pellegrino: “A Foggia lo straniero è un problema”


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La presentazione, questa mattina, del XXI dossier sull'immigrazione (st)

Foggia – CINQUE milioni in Italia, 95.709 sul suolo della regione Puglia, 20.557 in terra di Capitanata. Dal generale al particolare, sono questi, in estrema sintesi, i numeri sciorinati all’interno del XXI Dossier Statistico sull’Immigrazione, realizzato da Caritas/Migrantes e inerenti gli stranieri regolarmente residenti sul territorio nazionale. La presentazione del Dossier, il solito prezioso (e corposo) manuale annuale, è avvenuta, questa mattina, presso l’Aula Convegni della sede di Via Gramsci dell’Università degli Studi di Foggia, nel capoluogo.

Residenza migrante, bene San Giovanni. Stando ai numeri contenuti all’interno della statistica, rispetto al 2009 (i dati si riferiscono al 31.12.2010), la regione di Levante ha visto un incremento della residenza straniera. Il trend ha fatto infatti registrare un progresso del 13,5%. Sul totale, poi, il 53,7% è donna. Il comune pugliese con il tasso più alto di cittadinanza migrante è Lecce. Nella città capoluogo salentina, risiedono 6058 immigrati, per una percentuale che si attesta al 6,3% (praticamente il doppio rispetto a Foggia, ferma al 2.8%%, più che altro investita da una fenomenologia in nero). Nella top three, c’è San Giovanni Rotondo. L’associazione cattolica registra, nella città di San Pio, una presenza residenziale straniera che supera il 4% (4,1%). In generale, comunque, i maggiori del Comuni dauni non brillano per accoglienza: San Severo è al 2,5% e Cerignola e Manfredonia non raggiungono nemmeno il 2% del totale di cittadinanza (1.9%). Il tasso più basso è quello constatato a Taranto, fanalino di coda di questa speciale classifica con poco più di un immigrato residente ogni 100 jonici.

Occupazione. Il dossier aiuta inoltre a capire il contributo fondamentale della manodopera straniera al fenomeno produttivo italico. Secondo Caritas/Migrantes, infatti, l’occupazione straniera sul suolo pugliese tocca il 76%. Sfatando, una volta per tutto, il cattivo giudizio che vuole gli stranieri nulla facenti. Traducendo la percentuale in stima, sono 72.863 gli stranieri lavoratori. Di questi, la maggior parte è di cittadinanza rumena (18 mila unità e oltre, il 24.7%); ma entrano in graduatoria anche gli albanesi (8838 unità, 12.1%).

Istruzione. 13.649 bambini e ragazzi migranti, regolari e non regolari, frequentano le classi miste della terra di Puglia. Numericamente, la maggior parte di questi sono negli istituti baresi (6102), foggiani (3.107) e leccesi (2.177). E i giovani migranti sono, di certo, una panacea sociale. In un’Italia sempre più invecchiata e tendente alla morte culturale, con i giovani ed i cervelli in rapida fuga dalla regione, il tasso degli immigranti over 65 è di un misero 3.5%.

Risorsa o problema? L’interrogatorio dell’oggi e del domani è questo. L’immigrazione, quindi, è un problema o una risorsa? A sentire un impacciato Pasquale Pellegrino, per Foggia non ci sono dubbi: è un problema. Di fronte ad una platea che, a tratti, non può fare a meno di sgranare gli occhi stupita di fronte alle sue parole, l’Assessore si limita a giustificare l’immobilismo del Governo comunale con la scusante della crisi economica. “Se mi chiedete se l’immigrazione sia un problema o una risorsa non posso che rispondere che certamente è un problema”, la sua argomentazione. Ed è un problema perché “c’è gente sfruttata al 1000 per mille”, per la mancanza di fondi per gli Alberghi diffusi. Ma anche perché, a Palazzo di Città, manca del tutto una politica sociale capace di valorizzare le competenze – tanti – presenti. Infatti, Pellegrino, a domanda del giornalista di Frontieratv, Emiliano Moccia, glissa così la questione della Consulta dei migranti, prevista dallo statuto comunale: “Ci sono cose più urgenti, se non risolviamo prima questi, non possiamo affrontarne altri”. E devia sulla città sporca e sulla Tarsu che, dopo tanti mugugni, i foggiani hanno deciso di pagare.

Di tutt’altro tenore, il ragionamento di Edgard Serrano, docente di Sociologia all’Università degli studi di Padova, fra i curatori del rapporto. Quasi per confermare e rimbrottare il ragionamento del fuggitivo Pellegrino, il professore sudamericano, conferma come “in Europa, perchè l’Italia è in Europa, ci sono due indirizzi riguardo alle politiche della migrazione. La prima, securitaria, che vuole i migranti come un problema; la seconda, invece, che li vede come una risorsa”. L’Italia, spiega Serrano, ha scelto il primo campo, quello delle “politiche restrittive sugli ingressi”; quello dell’immigrazione come “minaccia per la collettività”. L’ha fatto un decennio addietro, approvando l’ormai tristemente famosa Legge Boss-Fini. “I migranti – accusa Serrano – sono una risorsa, per il Governo italiano, soltanto quando pagano le tasse”. Eppure, nell'”Italia decadente” di inizio Millennio lo straniero, con il suo carico di diversità può costituire la risposta. “Dobbiamo andare oltre la crisi, insieme”, lavorare “per la coesione sociale”, favorire “gli ingressi legali per estirpare la tratta, il mercato nero ed illegale, le mafie”, incominciare a parlare al plurale. Non più “io”, dunque. Piuttosto, “Noi”. Così, “incominciamo ad usare la dicitura noi pugliesi” includendovi “tutti”. Per dare una risposta definitiva, finalmente, alla domanda delle domande: “Gli immigrati sono parte della comunità o sono una comunità a parte?”

p.ferrante@statoquotidiano.it
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Dossier immigrazione. Pellegrino: “A Foggia lo straniero è un problema” ultima modifica: 2011-12-02T17:07:54+00:00 da Piero Ferrante



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  • Redazione

    Immigrazione e lavoro, insediato alla Provincia di Foggia un tavolo tecnico promosso dall’Amministrazione provinciale, dalla società “Italia Lavoro” e dalla Prefettura

    Migliorare l’integrazione sociale degli immigrati presenti sul territorio di Capitanata anche attraverso una sinergia istituzionale che metta in campo azioni ed interventi sul fronte del rapporto tra occupazione e permesso di soggiorno. Sono questi gli obiettivi del Tavolo tecnico sull’Immigrazione insediatosi alla Provincia di Foggia nell’ambito dell’iniziativa promossa da Italia Lavoro (l’agenzia del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) e dall’assessorato provinciale alle Politiche del Lavoro d’intesa e in stretta collaborazione con l’Ufficio Territoriale del Governo.
    L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto PON “Programmazione e Organizzazione dei servizi di reimpiego degli immigrati”, al quale l’Amministrazione provinciale ha aderito.
    Al Tavolo tecnico siedono le istituzioni, le organizzazioni sindacali e gli organismi del Terzo settore che operano nei servizi per l’immigrazione e il lavoro sul territorio provinciale.
    Alla riunione di insediamento dell’importante organismo hanno partecipato l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Leonardo Lallo, e l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foggia, Pasquale Pellegrino. Erano inoltre presenti Loredana Lamorte (Direzione Territoriale Lavoro per la provincia di Foggia e referente dello Sportello Unico per l’Immigrazione), Antonella Matera (Ufficio Immigrazione della Questura di Foggia), Nicola Rosiello (Dirigente del Settore Politiche del Lavoro della Provincia di Foggia), Ernesto Festa (Dirigente del Comune di Foggia), Maria Luisa Mastropaolo (Anolf-Cisl), Lelio Pagliara (Operatore Territoriale del Progetto “Policoro”), Ernesto Cipriani (Direttore del Patronato Acli – Sportello per gli Immigrati), Iwan Sylwia (Mediatrice Culturale del Centro “Baobab”), Luigia La Porta e Jarczak Magdalena (Sportello Immigrati della Cgil), Romina Papetti, Daniele Morciano, Anna Di Pietro e Maria Rosaria Giusto (Italia Lavoro).
    «L’obiettivo di questa importante iniziativa – spiega l’assessore Lallo – è avviare una programmazione integrata delle politiche migratorie a livello provinciale, nonché rafforzare l’impatto dei servizi pubblici e privati sull’inserimento lavorativo degli immigrati». Un percorso che secondo l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro necessita «di un’ampia partecipazione delle istituzioni locali competenti in materia di immigrazione e lavoro, oltre che del fondamentale contributo dei privati, delle Agenzie per il Lavoro, delle associazioni di categoria e dei sindacati al fine di centrare gli obiettivi dello sviluppo e del consolidamento di metodologie e strumenti realmente efficaci».
    Al Tavolo tecnico, infatti, è affidato il difficile compito di proporre possibili interventi per migliorare i percorsi di integrazione sociale degli immigrati, soprattutto per quel che riguarda la possibilità di lavorare nel pieno rispetto dei diritti e i doveri previsti dalla normativa. In questa direzione nei prossimi mesi si lavorerà per concordare azioni di supporto soprattutto verso gli immigrati in cerca di lavoro, affinché la condizione di disoccupazione non comporti nel tempo la perdita del diritto di soggiorno e non spinga l’immigrato ad accettare per necessità un lavoro irregolare.
    «Le priorità della nostra azione – aggiunge Lallo – sono evidentemente di natura culturale e sociale e puntano chiaramente a combattere la piaga del “lavoro nero”, di cui sempre più spesso sono vittime i migranti. Da questo primo incontro è emersa dunque la necessità di una maggiore integrazione tra i sistemi informativi dei diversi enti coinvolti nelle procedure di rilascio dei permessi di soggiorno per lavoro». «In questo modo – evidenzia l’assessore provinciale – cercheremo di essere nelle condizioni di conoscere in qualsiasi momento la condizione lavorativa degli immigrati presenti sul territorio, così da mettere in atto azioni di intervento opportune per affiancarne il percorso di reinserimento lavorativo e sociale. Interventi di grande rilevanza, che entrano oggi nella fase operativa e che fanno parte a pieno titolo del “Patto per il Lavoro” recentemente approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale».
    La prossima riunione del Tavolo tecnico, già fissata per lunedì 19 dicembre alle 10.00 nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, si occuperà della definizione una bozza di Protocollo d’intesa tra Provincia di Foggia, Questura di Foggia, Direzione Provinciale del Lavoro e Prefettura per l’integrazione tra le rispettive banche dati di riferimento, e servirà a testare la potenzialità del sistema informativo “Sintesi”, al fine di produrre conoscenze utili sulla condizione socio-lavorativa degli immigrati presenti sul territorio di Capitanata.

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