Capitanata

Asl, truffa per i ventilatori polmonari: 6 arresti. I nomi, le reazioni (V)


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La conferenza stampa di questa mattina (st)

Foggia – COMPLESSIVI 6 arresti (due detenuti in carcere e quattro ai domiciliari) oltre a 11 soggetti iscritti nel registro degli indagati. In totale 76 reati contestati fra cui, i più gravi, quella di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falso e corruzione propria. In ballo, 240 mila euro scaturenti da fatture gonfiate sull’acquisto di ventilatori polmonari. Una mala gestione tutta interna alla struttura sanitaria della Capitanata, che poggiava sulla partecipazione attiva di medici, dirigenti e funzionari e che trovava, nelle società fornitrici una sponda scontata. A scardinare il sistema, sono stati, a seguito di una lunghissima indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, i carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione di Bari.

I fatti. “Gravissimi ed allarmanti”, li definisce il sostituto procuratore del Tribunale del capoluogo dauno, Antonio Laronga. L’indagine dei Carabinieri ha permesso infatti di far luce su una “situazione allucinante” che, pure, si verificava senza coperture ed alla luce del sole. In sostanza, l’Asl acquistava, a prezzi maggiorati, protesi in quantità superiore rispetto al necessario. Per esempio, un ventilatore, di listino stimabile attorno ai 1000-1200 euro, poteva essere acquisito sborsando un importo fino a cinque, sei volte gonfiato. A fornire il materiale all’Ente sanitario erano due società settentrionali, con filiali anche in Puglia, fra Bari e Taranto: la Medicair Italia Srl e la Vitalaire Italia spa. Al’interno dei computer sequestrati presso le sedi locali di entrambe le imprese, file contenenti informazioni di primaria importanza. Tra questi, i Nas hanno potuto rinvenire documenti in cui erano riportati i prezzi di listino di ogni singola protesi e, accanto, la maggiorazione applicata.

I nomi. Una truffa in piena regola dunque, aggravata dal coinvolgimento di più d’un pezzo grosso della sanità pugliese. Le manette ai polsi, infatti, sono scattate per Paride Morlino (classe 1960) primario di pneumologia presso il nosocomio di San Severo (dove è stato trasferito a seguito della chiusura della struttura di Torremaggiore), già indagato dai Nas di Bari per una vicenda inerente l’ospedale levantino.

Con Morlino, in carcere è stata notificata l’ordinanza per Nazario Di Stefano, impiegato presso l’Ufficio patrimonio dell’Asl foggiana. Era dalle sue mani, stando alla ricostruzione degli inquirenti, che passavano tutte le pratiche d’acquisto dei ventilatori.

Ai domiciliari, si trovano invece Matteo Manzella (classe 1956, dirigente poliambulatorio Asl sede di San Severo, originario di Torremaggiore) e tutti i rappresentati delle società: sia quelli nazionali come Jacopo Bellinati, direttore delle vendite della Medicair Italia (classe 1972), sia tutti i ‘basisti’ come il barese Michele La Gioia (cl.1964), responsabile Medicair Puglia e Basilicata e Giovanni Vierti (1960), napoletano, numero uno delle vendite della Vitalaire spa per il Mezzogiorno e le Isole.

I particolari. Tutti i protagonisti della truffa, messa in atto nel triennio 2007-2009, erano in stretta connessione. Conditio sine qua non del successo di un’operazione di così vasta scala. Per il Procuratore di Foggia, Vincenzo Russo, non è che “la base dell’iceberg, ora ci tocca risalirlo tutto”. In effetti, l’ennesima dimostrazione di una mala sanità dell’affare che s’annida al di sotto anche di azioni normali in cui, il controllo, dovrebbe costituire la pratica. Ed invece, a motivare gli arrestati, era l’interesse economico, in un circuito di denaro che, alla fine, ritornava sempre lì, nelle tasche dei soliti noti. Tramite le maggiorazioni sulla vendita dei ventilatori polmonari, infatti, Medicair e Vitalaire si assicuravano fondi sovrabbondanti non solo per la copertura delle spese dei materiali. Ma, soprattutto, utilizzavano parte di quel capitale ‘reinvestendolo’ nelle mazzette a dirigenti, funzionari e primari. Per esempio, Morlino e Mansella ricevevano forti sponsorizzazioni delle loro iniziative. Il dirigente di poliambulatorio, addirittura, incassò 4000 mila euro per una giornata di formazione al Nord. Tutto ciò, chiaramente, al fine di oliare il sistema che avrebbe consentito loro di assicurarsi il monopolio della fornitura in tutta la provincia di Foggia.

L’inchiesta ha permesso inoltre di appurare un sistema di raccomandazioni ai limiti del lecito. Come quello, ad esempio, che tira in ballo A.L., consorte di Di Stefano, coordinatrice delle inservienti di Sanitaservice (società in house facente capo alla Regione Puglia). Gli inquirenti hanno scoperto una missiva indirizzata dal numero uno della società, Antonio Di Biase, da qualche mese nel mirino della giustizia e della stampa prima per vicende collegate alla questione strettamente gestionale, poi per l’aggressione al giornalista del giornalista del quotidiano l’Attacco di Foggia, Michele Iula. Di Biase avrebbe sponsorizzato il trasferimento della A.L. presso l’Ufficio patrimonio dell’Asl. “Un posto delicatissimo per una persona che non ha competenze in materia”, l’annotazione a margine di Laronga. Non se ne fece nulla per l’obiezione del numero uno dell’Ufficio, De Francesco.

I timori di Russo: “La politica intervenga”. “Questa vicende, come tutte le altre vicende simili già indagate e scoperte, fanno emergere un quadro inquietante che rivela anche una certa debolezza della politica”. Come sempre, non usa mezzi termini il procuratore. Per essere amareggiato, è amareggiato. Non fa anzi nulla per nasconderlo. “Questo esodo di denaro in un luogo vitale come la sanità ci colpisce non poco. E colpisce, soprattutto, i cittadini, la comunità intera”. Il procuratore d’origini partenopee prova a spiegare, anche attraverso questi eventi, gli accadimenti degli ultimi mesi: “Se le strutture sanitarie chiudono, si i posti letto si riduzono, se i servizi per le persone scadono, è anche per colpa di questa continua emorragia”. E sulla politica: “Non è penalmente responsabile, ma altre responsabilità evidenti”.

Vitalair: “Noi estranei”. In merito agli ultimi sviluppi dell’inchiesta della Procura di Bari relativa a truffe a danno della Asl di Foggia, Vitalaire dichiara di essere estranea alle vicende addebitate a medici, funzionari pubblici e dirigenti di aziende private e ribadisce che: 1. VitalAire adotta codici di condotta che vincolano i propri collaboratori a mantenere in tutti gli aspetti dell’attività aziendale la massima integrità e il più assoluto rispetto delle leggi, e un sistema di auditing e di controllo interno verifica l’adesione ai principi di azione della società e il rispetto dei codici di condotta. In particolare l’azienda ha sancito nel suo codice etico rigidi principi che stabiliscono espliciti obblighi di rispetto delle leggi e di comportamento etico nell’ambito dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e per quanto riguarda la partecipazione a gare pubbliche.

2. VitalAire ha il massimo rispetto dell’azione della Magistratura, cui ha offerto la più ampia collaborazione quando richiesta, e auspica che venga fatta al più presto assoluta chiarezza sulla vicenda che vede coinvolto anche un suo collaboratore. VitalAire è la prima rete internazionale di assistenza e cure a domicilio, nella fornitura domiciliare di gas medicinali e di apparecchiature per la cura di patologie respiratorie, per la nutrizione enterale, le perfusioni e la fornitura di presidi medici.

Angelo Cera: “Chiudono gli ospedali, ma acquistano roba inutile?”. “I nuovi arresti operati dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Bari e dalla procura della Repubblica di Foggia dimostrano come il sistema sanitario pugliese sia gestito in maniera sbagliata e poco attenta ai bisogni della cittadinanza, a cui vengono spesso negati i livelli minimi essenziali di assistenza sanitaria”. È quanto dichiara il segretario provinciale dell’Unione di Centro e deputato dello scudocrociato Angelo Cera, in merito all’ennesimo scandalo che ha colpito la Asl foggiana, con gli arresti di medici e funzionari accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla corruzione per l’acquisto di ventilatori polmonari a pazienti deceduti. “Siamo concordi con il procuratore di Foggia, Vincenzo Russo – continua il parlamentare centrista – che ha parlato di episodi che minano la credibilità del settore sanitario e dello spreco enorme di danaro pubblico, mentre per una paventata carenza di fondi si sono chiusi tre presìdi ospedalieri in provincia di Foggia. E nonostante i recenti scandali che hanno colpito la locale Asl, tutti restano al proprio posto e nessuno controlla che la macchina sanitaria proceda senza intoppi. Si acquistano attrezzature elettromedicali inutili da un lato, mentre dall’altro siamo alle prese con la precarizzazione del personale sanitario e con la continua dilatazione delle liste d’attesa. Chissà se il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola – conclude Angelo Cera – si rende conto del disastro in cui è sprofondata la sanità foggiana e dell’intero comparto pugliese”.

Sanita’: Poli Bortone (Io Sud), su arresti Foggia lettera a Marino. Come riferito all’agenzia Adnkronos la senatrice Adriana Poli Bortone componente della commissione d’inchiesta e responsabile nazionale, con Gianfranco Micciche’, di Grande Sud a proposito delle sei ordinanze di custodia cautelare notificate oggi dai carabinieri del Nas, dice di aver chiesto “con una lettera inviata al presidente della commissione d’inchiesta del Senato sul Servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, di riprendere immediatamente i confronti in commissione, invitando nuovamente l’assessore Fiore e il presidente Vendola a relazionare sugli arresti di Foggia, ma anche su altri casi scottanti della Regione Puglia”.

”Se la commissione – continua Poli – dopo gli arresti di oggi, non vorra’ intervenire davvero per far luce sulla sanita’ pugliese, bisognera’ assumere da parte di noi parlamentari delle iniziative forti. E’ impossibile che non si riesca a reagire nemmeno di fronte alle tante notizie sconcertanti che leggiamo quotidianamente. Vendola – conclude la senatrice – non puo’ pensare di essere stato eletto per fare le rivoluzioni in piazza o attraverso colti confronti televisivi: rappresenta la massima istituzione pugliese e deve comportarsi con la responsabilita’ istituzionale che gli elettori hanno inteso affidargli per la seconda volta”.

VIDEO, le dichiarazioni di Russo


p.ferrante@statoquotidiano.it – Riproduzione riservata

Asl, truffa per i ventilatori polmonari: 6 arresti. I nomi, le reazioni (V) ultima modifica: 2011-12-02T08:53:14+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • Massimo

    E’ SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG. Voi non avete la benchè minima idea di come funziona il mondo della protesica. Un fiume di soldi che, con la scusa di fornire ausili ad aventi diritto, ingrassa farabutti che dissanguano le casse della ASL. 6 arresti sono pochi. Perchè non provate a verificare quali aziende forniscono gli ausili protesici (carrozzelle, scarpe, letti, pannoloni, ecc.), se il numero di quelli acquistati corrisponde a quelli forniti e se effettivamente vengono forniti, se si fanno i collaudi, chi li fà e se le prescrizioni corrispondono effettivamente alla patologia, se gli stessi ausili vengono recuperati e, quando vengono recuperati, se il loro riutilizzo figura come una nuova fornitura. 6 arresti sono pochi. Scavate anche un pò negli anni scorsi e ci faremo tante risate. Fanno schifo e sembra che quanto più rubano, più diventano importanti. Sarebbe bello far pagare a questi farabutti le spese illecitamente sostenute dalla ASL.


  • Tessy

    Aggiungo, maggior controlli a medici che incassano soldi in medicheria…..approfittandosene della gente che in quel momento non pensa a qundo questi se ne abusano della sofferenza altrui! caro dott. R………


  • assolutozero

    I nas devono controllare anche le case di cura private,sai quante sorprese.


  • carla

    lo schifo, purtroppo, è in tutto il mondo,prima rubano e poi paga la povera gente che lavorano con onestà e responsabilità.
    basta nn ne possiamo più,perchè nn far pagare a queste persone gli aumente dell tasse?


  • carla

    SE AVVERRA’ IL CROLLO E PER COLPA DI QUESTE PERSONE PERCHE’ NN CI RIBBVELIIAMO SI DICE L’UNIONE FA LA FORZA ALLORA POPOLI COSA ASPETTIAMO DIFEDIAMO I NOSTRI DIRITTI


  • Redazione

    Grazie Claudio per la preziosa collaborazione PF


  • Redazione

    Onde evitare qualsiasi strumentalizzazione sulla notizia riportata – contenente anche il legame di parentela di uno degli arrestati – sono stati indicati solo i nominativi legati all’indagine. Dir. Stato


  • Bertino

    Buttate le chiavi a questi disonesti……………..


  • Anonimo

    che schifo lucrare sulla pelle dei malati


  • Pasquale Troiano

    Certa Gente che lavora nelle Amministrazioni Pubbliche, quindi di tutti
    quelli che pagano le tasse, meriterebbe di
    essere lasciata, sine die, nelle patrie
    galere in special modo quando si specula
    sulla salute dei cittadini, soprattutto di
    quelli indifesi. O no ? Finora, purtroppo,
    quelli che ne rispondono, ahimè, sono mosche bianche. Vero?


  • Anonimo

    per colpa di questa gente a manfredonia stanno chiudendo il nostro ospedale…giustizia!c’è gente che non ha un euro per mangiare!

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