Manfredonia
Manfredonia, 23.11.2016 Avv. Celestino M. Robustella

“Il Venezuela”


Di:

Manfredonia. ”Ho sentito scandire da mio nonno Celestino il nome di questo meraviglioso paese latino americano innumerevoli volte, contornato da racconti ricchi di aneddoti, luoghi e personaggi. Ascoltando le sue parole, quasi sempre commosse, mi immedesimavo negli eventi da lui rappresentati.

Oggi, infatti, quasi posso dire di esserci stato in Venezuela, di aver passeggiato per le sue vie, visitato “Il silencio”, “El pulpo”, “Plaza Venezuela”, conosciuto il Generale rivoluzionario Simòn Bolìvar, il Presidente Romulo Betancourt e il dittatore Perez Jimenez. È proprio grazie a quest’ultimo discutibile personaggio, in verità, che mio nonno si trovava in quella nazione, avendo lo stesso fatto immigrare tra il 1952 e il 1958 circa un milione di europei, tra i quali 300.000 italiani, che hanno modificato e sviluppato notevolmente l’economia locale, in particolare della Capitale Caracas.

E propri lì che nonno ha vissuto per tredici anni, dal 1956 al 1969, lavorando con passione ed orgoglio, giorno e notte. Quando confessava di riuscir a confezionare 25 giacche a settimana stentavo a credergli, ma, poi, venivo puntualmente smentito dai video in 8 mm, che lui gelosamente custodiva, in cui venivano ritratti ambienti di lavoro che si univano a quelli di vita e prendevano corpo i volti degli ormai “noti” personaggi, le vicine di casa “la sig.ra Odulia” e “Ines Gonzales”, gli amici di sempre “Peppino” Masotti e “Renzo” Renzulli.

Col tempo mi è stato chiaro, invero, quale fosse il motivo per cui il nome di questo paese lontano venisse dal nonno sempre anticipato dall’articolo determinativo, “Il Venezuela”, perché rappresentava per tutte quelle persone, “fuggite” dalla loro patria, la ragione di un riscatto sociale, la opportunità di concedersi una vita dignitosa e serena, meritandosi, per ciò solo, la deferenza che si concede ai “grandi”.

Quel paese, seppur dopo anni di sacrifici, aveva reso, infatti, mio nonno un uomo, gli aveva consentito di vestire sé e i propri cari, di confezionare le divise di stimati militari e gli atleti venezuelani alle olimpiadi romane del 1960, di perfezionare, così, la sua arte, quella del cucito, di “farsi una proprietà”, come si dice dalle nostre parti, di amare la propria moglie Consiglia e di crescere la propria figlia Filomena.

Il Venezuela, dopotutto, gli aveva donato l’onore di ritornare in patria, nella sua tanto amata città, Manfredonia. Seppure a mezzo del nipote di quel noto “Tettino” … Grazie Venezuela.

(Manfredonia, 23.11.2016 Avv. Celestino M. Robustella – From Associazione per la cooperazione italo – venezuelana di Manfredonia – Puerto la Cruz)

“Il Venezuela” ultima modifica: 2016-12-02T15:15:33+00:00 da Redazione



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Commenti

  • ..A UN ANNO DALLA SCOMPARSA DEL NOSTRO CARO CELESTINO SCARANO

    Celestino Scarano detto Tettino
    ti ho conosciuto da sempre, mi parlavi del Venezuela quando non sapevo dove si trovava non sapevo della sua esistenza però notavo in te l’ emozione la gratitudine verso quella terra tanto lontana che ti ha dato tanto.
    Per una strana sorte dopo tanti anni mi è toccato a me conoscere questa meravigliosa terra ed ho capito la tua emozione perché ti scendeva sempre una lacrima mai hai dimenticato il Venezuela.
    Sei stato un sarto affermato hai vestito alti ufficiali delle forze armate Venezuelane per tanti anni, chi poteva immaginare che in quelle uniformi che sfilavano giorno dopo giorno in Venezuela c’era un pò di Manfredonia un pò di Italia.
    Il ricordo più grande di te è stato quello del 2 Giugno 2013 all’inaugurazione della Piazza Simon Bolivar mi hai rivolto lo sguardo mi sono avvicinato ho visto i tuoi occhi pieni di lacrime di gioia ti ho abbracciato e mi hai sussurrato “grazie per questo momento” mi hai trasmesso la gratitudine l’amore di un vecchio emigrate che mai ha dimenticato il VENEZUELA sei riuscito a farmi commuovere e a farmi dimenticare i tanti sacrifici fatti per l’ inaugurazione.
    Adesso ti vedo in cielo, incontrando a Simon Bolivar, offrendo la tua arte di cucirgli un’ uniforme.
    Ciao Tettino


  • mike

    Come non posso ricordare il mio grande ‘cumbe’ Tettino?
    Grazie Celestino per questo bel ricordo
    Tuo nonno con mio padre lavoravano nella stessa bottega a fino alla sua partenza per Il Venezuela
    Tutti in famiglia abbiamo un bel ricordo di lui, di Consiglia
    Un abbraccio caloroso a Filomena e tutta la famiglia
    Grazie di nuovo Celestino ( mi hai emozionato) Ciao

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