EditorialiStato prima
A cura di Nino Sangerardi

Il lavoro al tempo di Renzi, Emiliano e Trump

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Roma. Accade nelle Puglie,fine anno 2016.Exprivia Projects srl,100% proprietà di Exprivia spa,specializzata in servizi di call center e contact center è impegnata in lavori di back office(attività senza contatto diretto con il cliente) per conto di Enel spa. Un bel giorno, 19 ottobre scorso,l’azienda comunica agli operatori del back office pro Enel la fine del lavoro in data 15 novembre 2016.Comuque il termine originale della prestazione risulta il 31 dicembre prossimo. Pertanto Exprivia Projects invita i 58 addetti,ingaggiati a tempo indeterminato,al trattamento seguente: dimettersi in modo volontario per poi offrirsi ad altra ditta.Quest’ultima è la Network Contacts srl di Molfetta(Bari)–posseduta da Cattolica Popolare e Activa srl,presidente e amministratore delegato Lelio Borgherese — che si è aggiudicata il contratto back office con la medesima Enel spa.

Turbamenti e incredulità tra le maestranze. In primo luogo quelle assunte prima dell’entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro denominata Jobs Act e quindi protetti dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. A dicembre 2015 Exprivia spa ottiene una diversa commessa : il servizio front office di Enel spa. “Pare irragionevole—sostengono i lavoratori di Exprivia Projects—la proposta di lasciare il posto di lavoro,potendo continuare a svolgere l’attività su altra committenza(Front office Enel)”.

Sul punto Exprivia avrebbe dichiarato che la nuova condizione produttiva rinviene dalla necessità di salariare 295 persone del call center di Almaviva srl che faticavano in Sicilia per le operazioni front office di Enel spa.

Nonostante dubbi e paure i 58 impiegati di Exprivia Projects inviano la loro candidatura a Networks Contacts per riprendere il mestiere di back office di Enel spa. Sorpresa. I vertici della società notificano che le possibilità lavorative cambiano profondamente. Ecco: solo contratti part time a tutele crescenti,senza i diritti previsti dall’art.18 dello Statuto dei lavoratori.
Dunque il quadro d’industria post moderna mostra che per alcuni(dipendenti di Almaviva spa trasmigrati in Exprivia spa) si propone di utilizzare la clausola sociale che mantiene le salvaguardie preesistenti, per altri(dipendenti di Exprivia Projects che dovrebbero trasferirsi a Network Contacts srl) tale occasione non viene contemplata.

Trattasi,per caso, di discriminazione tra lavoratori o di scelte imprenditoriali rispettose delle nuove regole ideate dalla politica finanziaria globale e,in subordine, nazionale?
Exprivia spa,sede legale a Molfetta in via Adriano Olivetti,nasce nel 2006 dalla fusione di Abaco information service con Aisoftware. Gli azionisti sono Abaco Innovazione spa 46%,Merula srl 2,35%,Azioni proprie 6%,Flottante sul mercato 44,5798%.Quotata nel comparto Star-Mta di Borsa Italiana,succursali in Messico,Spagna,Shangai,Guatemala,Ecuador,Hong Kong.

Una forza lavoro di milleottocento professionisti,tra i suoi clienti Finmeccanica, Enel,Poste Italiane,Eni,Banca Intesa San Paolo,Regione Puglia,Comune di Bari. Ha chiuso i primi nove mesi del 2016 con ricavi consolidati pari a 101,7 milioni di euro rispetto ai 106,1 del 2015. La posizione finanziaria netta al 30 settembre passato è negativa per 41 milioni di euro a fronte di -36,3 del 31 dicembre 2015. Il patrimonio netto del Gruppo al 30 settembre 2016 è 73,8 milioni stante i 73,4 milioni al 31 dicembre 2015.

Presidente e amministratore delegato Domenico Favuzzi,dal 2013 presidente di Confindustria Puglia , consiglieri di amministrazione Alessandro Laterza,Gianfranco Viesti, Vito Albino,Angela Stefania Bergantino,Rosa Daloiso,Valeria Savelli,Dante Altomare,Mario Ferrario. Ultimamente Exprivia spa—proprietaria di Acs srl ubicata anche nella Città dei Sassi– ha stilato una profferta di accordo con il Comune di Matera in quanto capitale europea della cultura 2019. La compagine molfettese vuol essere partner “… alla ideazione e progettazione di soluzioni tecnologiche innovative…. e attivare un centro di competenze nel settore dell’industria creativa e culturale per una smart city”. Senza oneri per l’Amministrazione comunale,intende collaborare al progetto “ Centro di documentazione e biblioteca digitale della Riforma Fondiaria” da realizzare presso il Borgo La Martella. Durata della convenzione 36 mesi,rinnovabili.

Non è dato sapere se c’è stata risposta della Giunta capeggiata dal sindaco avv. Raffaello De Ruggieri.

Nelle stanze del Ministero sviluppo economico è stato siglato l’accordo tra Gruppo Natuzzi e sindacati. Prevede la nascita della New Co(nuova società) per gestire la fabbrica di Ginosa(TA),investimento di 5 milioni euro, riassunzione dei 215 dipendenti dichiarati “ in esubero” e cassa integrazione in deroga da parte della Regione Puglia.”Grazie all’impegno delle parti siamo riusciti—afferma Natuzzi—a dimostrare che si può ridare opportunità di lavoro anche a collaboratori che erano fuori dalla produzione da oltre 12 anni”. Di parere diverso Cosimo Borracino, presidente della II Commissione della Regione Puglia. Sostiene che la convenzione sottoscritta a Roma “immagina la formazione della New Co che al posto di Natuzzi spa deve riaprire lo stabilimento di Ginosa. .Ciò provocherà l’annullamento di tutti i contratti esistenti e la sottoscrizione di quelli nuovi, a discapito delle progressioni acquisite dai lavoratori nel coro degli anni,concedendo all’azienda sgravi fiscali destinati alle nuove assunzioni. Grazie al famigerato Jobs Act si spaccia per nuovi ingaggi lavoratori già inquadrati,costringendoli a una riduzione del reddito e dei diritti per non perdere il lavoro. Nell’accordo firmato si stabilisce che potranno essere assunti dalla New Co solo coloro che avranno risolto il contenzioso aperto con la Natuzzi.Un modo per costringere quei lavoratori che avevano fatto la vertenza a scegliere tra il far valere i propri diritti o mantenere una minima possibilità di tenersi il posto di lavoro. Tutto questo è inaccettabile!”.

Natuzzi spa è quotata alla Borsa di New York dal 1993. Nel 2015 ha chiuso il Bilancio con una perdita di 16,5 milioni di euro(49,4 milioni nel 2014), il fatturato di 488,5 milioni, al 31 dicembre 2015 i collaboratori del Gruppo santermano sono 5.633.

Presidente e amministratore delegato Pasquale Natuzzi, consiglieri di amministrazione Antonisa Perrone(moglie di Natuzzi),Vincenzo Perrone,Giuseppe Antonio D’Angelo,Dimitri Duffeleer,Cristina Finocchi Mahne,Ernesto Greco,Stefania Saviolo.

(A cura di Nino Sangerardi, Bari 02.12.2016)

Il lavoro al tempo di Renzi, Emiliano e Trump ultima modifica: 2016-12-02T18:24:43+00:00 da Nino Sangerardi



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