Foggia
Dota (Uil-Tucs): “Finalmente chiarezza e non interpretazioni”

Mazal riscuoterà i tributi del Comune di Foggia

La sentenza del Tar depositata oggi

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Foggia. Il Tar Puglia accoglie il ricorse di Mazal contro la revoca del contratto deliberata dal Comune di Foggia nel 2015 e condanna l’ente al pagamento delle spese processuali per 10 mila euro. La sentenza è stata depositata oggi, il giudizio di merito risale al 9 novembre scorso. In sostanza il Tar contesta che la cessione del ramo d’azienda da Aipa a Mazal, scaduto il primo anno di contratto, richiedesse un nuovo iter, cioè il “soggetto subentrante” acquisisce i requisiti di chi cede. Dunque Mazal può proseguire nel suo mandato di 7 anni per la riscossione dei tributi a Foggia fino al 2020. Due erano state le delibere di Palazzo di città di revoca del contratto. Nella seconda, quella risalente a settembre 2015, era stata annullata quella precedente che aveva ufficializzato il passaggio fra le due aziende. Uno studio di carte e documenti e di confronto fra pareri dei dirigenti su cui il Tar ha espresso decisione definitiva portando, come paradigma di riferimento, sentenze del Consiglio di Stato e del Tar stesso.

Per quanto riguarda i rapporto fra ente e Mazal, è stato avviato un tavolo per la rinegoziazione del contratto anche perché molti pagamenti ora si effettuano con F24. Come la procedura si
chiuderà al momento è incerto.

Il segretario generale della Uil-Tcs Elio Dota commenta la sentenza. “Ha fatto chiarezza su una serie di interpretazioni del Comune, ora si tratta di capire come andrà questo tavolo. I lavoratori hanno vissuto mesi di fibrillazione, sospesi per 32 giorni, poi in amministrazione giudiziaria, con stipendi arretrati da riscuotere”. Mazal è una società gestita da un amministratore straordinario nominato dal Mise, a Foggia dà lavoro a 56 persone. Ultima fase di fibrillazione quest’estate quando hanno minacciato lo sciopero per scongiurare la chiusura nell’attesa del Tar.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 02.12.2016)



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