Manfredonia
"Imporre in modo unilaterale scelte non condivise non è affatto lungimirante"

Territorio Zero Manfredonia appello per il No al Referendum costituzionale

"Con il sì il Governo di turno potrà con molta libertà approvare progetti ad alto impatto ambientale"


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Manfredonia. Il 4 dicembre gli italiani avranno occasione di pronunciarsi su una riforma costituzionale che, lungi dal rendere più moderno, veloce ed efficiente il “sistema Paese”, interrompe un percorso federalista intrapreso in questi anni e mortifica la tradizione regionalista italiana, imprimendo alle relazioni tra Stato, Regioni e Comuni, una svolta centralista. L’articolo 117 riformato riconduce nelle mani esclusive dello Stato la competenza legislativa su molte quelle il governo del territorio, la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, le attività culturali e il turismo, le infrastrutture strategiche, l’energia. Inoltre introduce con la c.d. “clausola di supremazia”, un principio che consentirà al Governo di “intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale”, in pratica rendendo costituzionale quel processo che ora viene affrontato nel dibattito parlamentare e che in tema di ambiente e salute ha spesso mortificato il dialogo politico e sociale con il territorio.

In questo modo, il Governo di turno potrà con molta libertà approvare progetti ad alto impatto ambientale senza che le Regioni, i Comuni e i cittadini possano rivendicare il diritto a partecipare a tali decisioni, un diritto garantito dalle normative europee, prima fra tutte la Convenzione di Aarhus.

Questa riforma è votata al fallimento perché la centralizzazione che introduce comporta più lentezza e burocrazia nei processi decisionali, e non meno, e favorisce – come dimostra chiaramente il caso della “Legge Obiettivo”- corruzione e ritardi delle opere inasprendo i conflitti. Così sicuramente avverrà quando il governo cercherà di imporre sulla testa dei cittadiniinfrastrutture “strategiche” e grandi opere critiche per la tutela ambientale (depositi di scorie nucleari, inceneritori, rigassificatori, progetti petroliferi, gasdotti, oleodotti etc). Indipendentemente dalla effettiva necessità di tali opere, occorre osservare che la realizzazione di qualsivoglia progetto realmente utile, richiede trasparenza, condivisione, consenso e partecipazione dei cittadini sia direttamente, attraverso l’interlocuzione con i movimenti sociali e le associazioni nelle quali essi si esprimono, sia indirettamente, attraverso i loro Comuni e Regioni di riferimento.

Imporre in modo unilaterale scelte non condivise non è affatto lungimirante. E finirà per far entrare l’Italia in contraddizione persino con gli obblighi assunti sul piano internazionale per il contenimento delle emissioni in atmosfera di CO2, la de-carbonizzazione del sistema produttivo, e la transizione energetica verso un nuovo modello ispirato alla generazione distribuita di energia e alla diffusione delle fonti di energia rinnovabile, all’utilizzo razionale delle risorse del territorio e all’efficienza energetica. E proprio sul tema dell’energia questa riforma contraddice la storia. In una fase in cui in tutto il mondo si sta ragionando di transizione verso un modello energetico distribuito e rinnovabile, la proposta è invece caratterizzata da uno spirito reazionario di isolamento dei territori e di negazione della capacità di ogni singolo individuo di partecipare al cambiamento. Con questa riforma NON si facilita il processo di trasformazione degli individui da semplici consumatori passivi, delegittimati e de-responsabilizzati a protagonisti del loro futuro destino energetico. Con questa riforma NON si permette la diffusione dei “prosumer” (produttori consumatori) di energia come parte integrante di una smart grid in cui la micro-generazione locale di elettricità e calore ha il valore anche di una innovativa funzione sociale di “rete”.

Questa riforma è anche in totale contraddizione con lo sviluppo tecnologico e le nuove strategie energetiche dell’Unione Europea che proprio in questo momento con la Energy Union va nella direzione di conferire più potere (e non meno) alle autonomie regionali per quanto riguarda le decisioni sui temi ambientali, e incoraggia, con il programma “Smart Europe”, un nuovo protagonismo delle Regioni nella realizzazione dei progetti del piano di investimenti e crescita dell’UE sul modello della Regione Haut de France dove è in corso di realizzazione un piano per una rapida transizione verso una economia digitale, circolare e condivisa di Terza Rivoluzione Industriale.

La riforma non solo restringe gli spazi di effettiva partecipazione dei cittadini alle decisioni che riguardino il loro futuro, ma non tutela alcun bene comune e espone l’ambiente e il territorio ai rischi di una gestione non sostenibile e scriteriata, motivata solo da interessi di pochi. Il NO a questa riforma costituzionale va considerato come la premessa per un reale cambiamento che miri ad estendere anche ad ambiente, clima e integrità del territorio, la tutela che l’articolo 9 della Costituzione riserva al solo paesaggio, introducendo il calcolo dei costi ambientali e sociali indiretti nelle scelte di politica economica, e permettendo ai cittadini di partecipare alle decisioni relative al proprio destino energetico con l’esercizio della sovranità e vocazionalità in ambito territoriale, attraverso le loro Regioni e loro Comuni. Cambiamento SI ma con i cittadini, i territori, i beni comuni come protagonisti. E per fare questo occorre allargare il sistema di diritti, gli spazi di democrazia e le occasioni di partecipazione delle collettività.

Territorio Zero Manfredonia

Territorio Zero Manfredonia appello per il No al Referendum costituzionale ultima modifica: 2016-12-02T18:03:12+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Mister X

    Condivido, proprio cosi e ve lo dice uno che lavora a Roma.


  • U strusciator

    Il ragazzo della foto per certi aspetti e un piccolo grande eroe, sempre impegnato nella divulgazione dell’informazione, sempre attivo e presente..
    quante volte l’ho visto solo con un tavolino una penna e dei fogli in attesa che qualcuno firmasse una petizione. Bravo!


  • Albertino

    Il governo nella persona di renzi ha preso impegno che energas non arriverà a manfredonia. Abbiamo parlamentari e consiglieri che possono vigilare motivo per cui votare SI altrimenti mandano tutti a casa e menale, con i tecnici di turno che da sempre sono vicini ai gruppi industriali, farà ciò che vuole


  • Il massone sipontino.

    Io voterò SI per aiutare Renzi e anche Energas.


  • Il vaccaro di San Spiriticchio

    Dovendo anche tutelare il mio parco bovino,
    voto no naturalmente.


  • SI al referendum SI all'ITALIA

    Chi vota no è come quel marito che si taglia l’ucc.. x far dispetto alla moglie..o si da una martellata sulle pal…
    Roba da matti!!!!


  • stufo

    Io voto no per evitare che il Senato diventi un bivacco di politici imbroglioni e impresentabili e comunque i ceffi li devo scegliere io.


  • Marco

    Il senato è già un bivacco, e non lo abbiamo mai votato. Sono sempre stati decisi dai partiti con le loro liste.

    Riduciamo i senatori e togliamo loro stipendi e poteri.

    Si al referendum


  • RE MANFREDI

    Figli miei prima di andare a votare meditate bene!
    Meditate e attenzione agli ipocriti.


  • Gianni

    Se metti una lama sotto il mento e fai sì con la testa –viceversa, se dici no vai lisciò liscio!


  • Duosiciliano Patriottico

    Due parole se passa il SI’: REGIONALISMO DIFFERENZIATO

    Col regionalismo differenziato, le regioni più ricche (Centro e “Norde”) avranno libertà di scelta, mentre quelle più povere (il Sud, trasformato in colonia interna da 155 anni a questa parte, dopo l’invasione senza alcuna dichiarazione di guerra del florido e ricco Regno Delle Due Sicilie) saranno soggette alle decisioni del governo centrale di Roma.
    Ecco la scenetta che si svolgerà se vincerà il SI’:

    Menale va a Roma da Renzi e dice:”Renzi, posso costruire l’Energas?”
    “Dove lo vuoi costruire?”
    “A Manfredonia, in provincia di Foggia.”
    “Aaahh ok, vai tranquillo allora, la Puglia è povera e non ha libertà di scelta!”
    “Ma hanno fatto un referendum contro la sua costruzione il 13 novembre e la popolazione ha detto NO.”
    “Ti ho detto che la Puglia ed i suoi Comuni sono poveri e non hanno libertà di scelta, fai quello che vuoi!”

    Mi raccomando dunque, votate SI’, così il mostro è assicurato!

    #IoVotoNO


  • Mik

    Ma chi e costui? Che cosa ha fatto per mambredonia. Cret…. e stup…. fess…. (direbbe il generale)


  • Andate via da Manfredonia!

    Chi vota si vota Energas


  • Antonello Scarlatella

    Caro Si al Referendum.
    Questa è una tua chiave di lettura….molto personale.
    A noi quell ‘ oggetto che tu hai nominato ce l ha già tagliato il mondo della finanza unitamente alla sua servitù la politica.
    Quindi cosa si deve tagliare più l italiano? I figli ormai sono già all estero, ragazzi formati nelle università Italiane che non trovano collocazione in Italia visto che il lavoro è riservato solo ai leccaculo dei partiti, le aziende sono tutte chiuse, i pignoramenti aumentano…..cosa c’è più da perdere…. Almeno salviamo un po di dignità.. Al resto ci penserà la caritas.
    Forse vincerà il si…bene. Se gli italiani vogliono continuare ad essere schiavi si accomodino pure.
    Questo referendum voluto da Jp Morgan e troyca servendosi della mediocrità politica porterà in caso di vittoria del si solo potere ai primi due soggetti citati e più potere alla classe politica nulla di più.


  • fan Scalatella

    Bravo condivido!


  • fan Scarlatella


  • GEMAMASI (Gestione Mentale Masse Sipontine)

    Questo tipo mi pare ingestibile..

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