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Crisi: spread Btp cala sotto i 200 punti; Letta: fatto gran lavoro

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Letta, Premier (Ph:lettera43.it)

(ansa) Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco cala sotto la soglia psicologica dei 200 punti base (199) per la prima volta dal 6 luglio 2011. Il tasso sul decennale è al 3,93%. La Spagna torna a fare meglio dell’Italia sul fronte dello spread: i bonos spagnoli viaggiano ora a 195 punti base mentre l’Italia risale sopra 200 a 201. Il tasso pagati dai due titoli decennali viaggia rispettivamente a 3,89% e 3,94%.

Mercati azionari europei leggermente in rialzo in avvio dell’ultima seduta della settimana, con Milano (Ftse Mib +0,8%) che sfrutta il recupero dello spread ed è di qualche frazione la migliore. Accelerano Wdf (+3%) e Autogrill (+2%). Le banche sostengono il listino (Bpm +2%, Intesa +1,3%, Unicredit +1,1%) con la sola Mediolanum che appare debole (-1,2%). Piatte Fiat (-0,7%) ed Exor (-0,1%) dopo la corsa di ieri

Telecom: vola in Piazza Affari, +7% – Le ipotesi di un’accelerazione sulla vendita di Tim Brasil, finora sempre seccamente smentite dall’azienda, spingono ancora Telecom in Borsa: dopo una partenza già molto forte, il titolo ha toccato una crescita del 7% a 0,758 euro, tra scambi già superiori alla media quotidiana recente. Sempre calma Telefonica (+0,4%) a Madrid

Un risultato “concreto” dice il premier Letta che ora vede “le condizioni perchè il Paese riparta” . Finchè lo spread “ballava oltre i 500 punti abbiamo pagato interessi in più – ha spiegato – ora invece abbiamo risorse disponibili” per il lavoro e imprese. Si avvera così il pronostico del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che a ottobre scorso aveva previsto uno spread a “200 punti nel 2014 e a 100 nel 2017″ e, tra lo scetticismo generale, lo aveva scritto nero su bianco nel Def. Oggi il ministro evidenzia che si tratta di una opportunità per liberare risorse a sostegno della crescita e ”alleggerire il carico fiscale”.

In merito all’andamento dello spread il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, commenta come segue: “Lo spread che a inizio anno si aggira attorno ai 200 punti base, scendendo anche sotto tale soglia, indica che i mercati apprezzano l’operato del governo, il suo impegno per il mantenimento della stabilità dei conti e per l’avvio delle riforme, sia istituzionali che economiche. Ho sempre sostenuto che livelli più elevati di spread fossero influenzati da fattori di carattere speculativo improntati all’incertezza politica. Oggi, pur mantenendo la dovuta cautela suggerita dalla volatilità dei mercati, possiamo essere più fiduciosi perché le prime indicazioni sono favorevoli. Le previsioni che avevamo descritto nella Nota di Aggiornamento al Def si stanno attuando. Di particolare rilievo è il dato sui rendimenti, sotto il 4%. Questo si tradurrà in una minore spesa per interessi sul debito pubblico e nella possibilità di avere a disposizione più risorse per investimenti e per alleggerire il carico fiscale. Inoltre La riduzione dello spread si rifletterà in migliori condizioni di accesso al credito per imprese e famiglie.” (fonte Mef)



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