Manfredonia

Lavoro: il record della Germania, i dati in Capitanata, la lettera di Anna da Manfredonia

Di:

(Ph: www.lettera43.it )

Roma – IN Germania è ancora record per i posti di lavoro, con 41.8 milioni di persone occupate nel 2013: un aumento di 232mila nuove occupazioni. Settimo anno consecutivo – per i tedeschi – con nuovo record per il lavoro. Lo comunica – fonte Rassegna.it – l’Ufficio statistico federale, precisando che – grazie alla creazione di “232mila nuovi posti di lavoro” – si è registrata in Germania una crescita economica dello 0,5%. Nel 2011 e nel 2012 il numero di posti di lavoro creati era stato quasi il doppio, superando il mezzo milione all’anno. Per l’anno in corso gli esperti prevedono una crescita economica che potrebbe arrivare anche al 2%.

QUI ITALIA, PROVINCIA DI FOGGIA. Per l’Italia, a livello territoriale (dati forniti dal Settore Politiche del Lavoro della Provincia, riferiti agli iscritti ai Centri Provinciali per l’Impiego) i disoccupati in Provincia di Foggia sono invece aumentati nel corso del 2013, passando dagli 84.120 di gennaio agli 88.648 di maggio (+4.128). Anche per questa categoria di tratta di un trend regolare nel tempo, e purtroppo negativo: i disoccupati erano 79.807 a ottobre 2011, e 79.832 a ottobre 2012. Va rilevato il forte peggioramento dell’indicatore negli ultimi dodici mesi, con una crescita di ben 8.816 unità.

FOCUS OCCUPAZIONE/DISOCCUPAZIONE/INOCCUPATI PROVINCIA DI FOGGIA

LA LETTERA DI ANNA: “MAI PIU’ A MANFREDONIA, PERCHE’ STOCCARDA PER IL LAVORO? CON LE DOVUTE ECCEZIONI, CONTRATTI FLESSIBILI E PAGHE MIGLIORI”. Solo 2 mesi fa, Stato aveva pubblicato una testimonianza di una ragazza di Manfredonia emigrata in Germania per ragioni di lavoro: “con le dovute eccezioni, contratti flessibili e paghe migliori”. Queste le motivazioni che hanno spinto Anna, 33 anni – residente a Stoccarda, in Germania – a rifiutare di tornare a Manfredonia. Manfredonia, città dove la ragazza è nata e vissuta fino a 25 anni. “E’ bene sapere il tedesco prima di partire, per avere più possibilità. Ma per impieghi nella ricerca scientifica e nell’ingegneria sono assunti anche coloro che parlano il solo inglese. Un altro mondo, direi, rispetto alla Capitanata, rispetto a Manfredonia”. “Emigrata? Vorrei rispondere come Troisi: no, in cerca di nuove esperienze”. Di lavoro.

NEL 2012 9.258 ITALIANI TRASFERITISI IN GERMANIA. Lavoro. Stessa motivazione che spinge sempre più italiani a trasferirsi in Germania. I dati dell’ufficio statistico federale – resi noti da Rassegna.it – sono del resto eloquenti: nel 2012 sono stati 9.258 (+1,8%) i cittadini che dal Bel Paese si sono riversati in terra tedesca, con una “tendenza che si inserisce in un flusso generale di aumento dell’immigrazione verso Berlino che nel 2012 ha fatto registrare oltre 282mila arrivi di stranieri (+4,1%), l’aumento più alto dal 1993”. L’anno scorso sono stati oltre 7,2 milioni gli stranieri residenti nel Paese, “e quasi 115mila hanno ottenuto il passaporto tedesco”.

“DALLA FUGA DELLE BRACCIA A QUELLE DEI TALENTI”. “Cosa è cambiato oggi rispetto a quanto emigravano i nostri antenati, padri, prima e dopo la Guerra? Prima erano le braccia ad emigrare, per fare lavori umili, oggi sono soprattutto (ma non soltanto) i cervelli che scappano, perché dopo anni di studio, sacrificio, master e contromaster ci vediamo offrire soltanto dei posti al di sotto delle nostre capacità”, continua Anna.

Secondo una statistica di Eurostat (fonte: Repubblica 02.01.2013) in Italia nel 2012 si è registrato un forte incremento – più 29 per cento – di laureati che hanno scelto l’espatrio: oltre 10mila e 600. Nel 2010, erano poco più di 8mila e 200. Le mete più gettonate sono i Paesi europei: Germania, Svizzera, Regno Unito e Francia. Ma anche Stati Uniti e Brasile. “Stati che possono sfruttare le competenze acquisite dai laureati italiani in anni e anni di studio nella terra natale senza avere speso un solo euro per la loro formazione“.

“Razzismo? Pian piano nel loro mondo dimostrando che – anche se nato in Italia – non corrispondi a tutti i cliché sugli italiani: chiassosi, disordinati, imbroglioni”. In considerazione dell’odierno episodio di cronaca a Kent, in Inghilterra (ucciso un italiano ipoteticamente per motivi razzisti-occupazionali), i tedeschi mostrano intolleranza nei confronti degli emigrati, a prescindere dalla loro azionalità? “Diciamo che rispetto al clima caloroso a cui siamo abituati in Italia qui la gente è un po’ diffidente verso gli stranieri e fatica un po’ ad accettarti come parte del gruppo. Ma insistendo un po’ e mostrando buona volontà (ovvero dimostrando che – anche se nato in Italia – non corrispondi a tutti i cliché sugli italiani: chiassosi, disordinati, imbroglioni e sempre in ritardo) riesci pian piano a farti spazio nel ‘loro’ mondo. Dall’altra parte poi ci sono molti tedeschi che per indole sono aperti al nuovo e allo straniero, e con loro è tutto molto più facile”, dice Anna.

ESPATRIATI, ITALIA-GERMANIA: ORA E’ FENOMENO WEB. “A riguardo vi consiglio di guardare anche il fenomeno che è nato sul web: blogger dall’estero e community di espatriati: due esempi: http://www.italianiamonaco.com/ e http://www.einespressobitte.com/”. Germania, sembra dunque dire Anna, “Du hast alles, wonach ich mich sehne”. Ovvero? “Germania, hai tutto ciò che desidero”.

raffaele.salvemini@live.it



Vota questo articolo:
9

Commenti

  • CARI POLITICI DEL –.. PRENDETE ESEMPIO …


  • gino

    siamo diventati i servi della germania, a loro il record del’occupazione, a noi il record della disoccupazione, tutto questo grazie a uel chiamamolo professore di mario monti che ci svenduti alla germania, che razza di persone è questo, nn voglio aggiungere altro, è la storia che lo giudicherà per quello che ha fatto.


  • Damiano

    È un disegno più grande di noi, tutto scritto , noi ne stiamo pagando le conseguenze, e continuando a piangerci addosso stiamo facendo il loro gioco.
    Serve ingegno, serve crederci


  • toninoled

    Questa crisi che stiamo attraversando in Italia, non e’ altro che il risultato di avere dei politici incapaci di svolgere il loro compito. Oggi stiamo assistendo quello che e’ successo circa 50 anni fa’, quando l’Italia aveva ” VENDUTO ” i suoi figli MINATORI per una manciata di carbone in cambio per ogni lavoratore che scendeva in miniera. Oggi, invece, sta CACCIANDO tutti quei suoi figli che potrebbero dare una vera svolta di rinnovamento lavorativo sia nella ricerca, che nella nuova produzione industriale. Non e’ accettabile che dei giovani talenti, dopo tanti anni di studi, vengano UMILIATI da certi “PADRONI” con un ricompenso lavorativo di 800 euro al mese, quando appena si affacciano in Europa si vedono quadruplicare il loro stipendio. Tutto questo succede perche’ fa’ comodo sia ai nostri PORCONI dei padroni e sia alla classe politica incapace di risolvere il problema della disoccupazione.


  • M. Di Candia

    Negli ultimi 20 anni siamo cresciuti con veline e mito dei calciatori, culi in tv a tutte le ore!! Illuso chi credeva che da tutto ciò potesse nascere genio.


  • Sting

    Pensiero personale………Io non critico chi va via, faccio gli auguri a tutta questa gente, che merita il meglio, e spero che un giorno possano rientrare nella terra natìa con qualche idea in più per il benessere della nostra comunità, vivere all’estero = arricchirsi mentalmente, ma c’è anche qualcuno che sa solo disprezzare e che quando torna nella città in cui è nata si comporta a dir poco da barbaro……cambiare si può, ma dobbiamo essere noi stessi gli artefici……


  • Emiliano

    Il lavoro record in Germania, la disoccupazione in Italia spinge molti giovani come me ad abbandonare il Paese. Da giovane medico veterinario, come molti altri coetanei, son costretto a lasciare tutto. Capita di pensare alle tante ore di studio che costringono a rimaner bloccati su una sedia davanti a dei libri che tenti di far tuoi con la passione ed il profondo interesse ed allo stesso tempo senti nel cuore quel piacere di studiare ciò che i soldi dei genitori ti permettono. Un padre ti guarda comunicandoti quel
    sacrificio fatto per consentirti di raggiungere quello che ti fa star bene e da ciò noi figli sentiamo il bisogno di darci un’altra soddisfazione non solo a noi stessi, ma anche ai genitori, un’autonomia economica. Quella non si può avere. Si percepisce che un successivo sacrificio sarà lo studio di una lingua nuova, la mia generazione è nata circondata dal solo inglese, non è più sufficiente, esser poliglotta sarà sicuramente l’arma vincente…Grazie per il piccolo sfogo e mi auto-auguro un IN BOCCA AL LUPO…


  • Redazione

    Auguri Emiliano, di cuore, ciao, Red.Stato


  • Giuseppe de Filippo

    Giovani (fuggiti e che fuggono ancora), lavoro (inesistente anche solo a livello progettuale), sistemi ragnatela, stanziamenti improponibili a Manfredonia.

    Fermo restando le oggettive difficoltà per qualsiasi amministratore italiano, chi chiede il voto ai cittadini (con l’intenzione di governare una Città, promettendo e ripromettendo prima, durante, dopo e ipoteticamente sotto nuove elezioni) non può liquidare il problema lavoro ad esempio con un link di un sito (qualunque) e/o con il qualunquismo o parallelismi improponibili; per il resto ci sono gli atti pubblicati che dimostrano cosa si è fatto e come si è speso in questi anni a Manfredonia.

    (Ps: Parenti, amici e conoscenti via da Manfredonia hanno trovato un lavoro, stabile e ben retribuito; hanno anche comprato un’abitazione; in Italia, of course).

    Giuseppe de Filippo – g.defilippo@statoquotidiano.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi