Cronaca

Annullamento congresso Sinistra Italiana, Rizzi “Facciamo chiarezza”


Di:

”Care e cari compagni,

Sicuramente saprete che la situazione politica attuale, in merito a Sinistra Italiana, è particolarmente delicata e so che state seguendo le cronache di questa fase di incertezza in tutta la Sinistra. L’annullamento del nostro congresso non è che la conferma di questa condizione di ‘stallo’.

Era già tutto previsto. Del resto conoscevamo bene i personaggi e non potevamo che aspettarci un esito del genere.

Noi continuiamo a impegnarci e a fare il nostro dovere.

Per sintetizzare la situazione, vi allego il test di un bel post del compagno Fabrizio Delprete pubblicato su Facebook qualche ora fa (e che anche io ho condiviso).

Le cose, precisamente come sono andate.
Perché il tempo delle prese in giro e delle falsità è bello che sepolto.
Questo congresso, così truccato, not in my name.
#SinistraItaliana
::::
#SinistraItaliana
::::
“Abbiamo letto con un certo stupore e imbarazzo la nota di alcuni componenti della commissione congressuale. Non tanto per la ricostruzione soggettiva dei fatti, quanto per aver messo nero su bianco i motivi, non regolamentari, ma politici attraverso i quali si è fatto in modo di limitare la partecipazione degli iscritti al congresso. Un fatto grave, determinato da soggetti che dovrebbero essere “di garanzia” e che invece candidamente ammettono esattamente ciò che Scotto ha denunciato: si è piegato a colpi di maggioranza il regolamento e vietato i congressi a centinaia di persone per “l’unità del partito ed evitare conflitti”.

Curioso che in base al principio dell’”unità del partito” si impedisca la partecipazione delle persone, si costringa gli iscritti e le iscritte a un votificio di pochi senza poter discutere e partecipare. Prendiamo atto che una parte della commissione – quindi contraddicendo il principio del largo consenso stabilito dal regolamento, che verrà poi valutato in altre sedi – forgi su di sé, aggiungendo in calce al testo persino il nome del candidato segretario non membro effettivo della commissione, il concetto di unità. Un partito che ha paura di discutere e partecipare non è il nostro partito. Pensare che l’unità del partito, cioè l’unità di una parte di ceto politico, possa impedire la partecipazione dei singoli militanti che magari hanno idee diverse da quel ceto politico che si è auto cooptato prima nell’organismo esecutivo e poi propostosi come commissione di garanzia (una cosa mai vista in un contesto democratico), rimanda ai tempi dello stalinismo. Pensavamo che stessimo facendo una cosa nuova, non un soggetto politico al servizio di un gruppo di persone autonominatesi che vuole gestire tutto sulla pelle dei militanti.

Tre commissioni di garanzia fa, Claudio Grassi, uno dei firmatari della nota, e Alfredo D’Attorre avevano chiesto di poter svolgere congressi dislocati. Questo alla luce del fatto che città e paesi in tutta Italia avevano raggiunto un radicamento e un insediamento reale che rendeva letteralmente impossibile fare un unico congresso. Sarebbe stata impedita la possibilità di partecipare e discutere agli iscritti in un congresso, tra l’altro, fondativo.

Questa richiesta è stata da subito appoggiata dalla maggioranza della commissione. In un secondo momento, alcuni hanno cambiato idea senza che se ne sapesse i motivi. Nelle riunioni successive è stato posto il problema e abbiamo rinunciato a partecipare perché la decisione sarebbe stata presa a strettissima maggioranza, quindi in modo illegale, come si è fatto pure in seguito, in quanto il regolamento, a tutela di tutti, parla di “decisioni da prendere in base al largo consenso”. Lo abbiamo fatto per responsabilità, perché avrebbe sancito la rottura definitiva. Si è andati avanti come se nulla fosse, senza nemmeno degnarsi di far notare che mancava metà commissione e uno dei due coordinatori aveva fatto mettere a verbale la sua contrarietà alle decisioni prese.
Vietare la partecipazione è una decisione incomprensibile da ogni punto di vista. Per noi, è un elemento inaccettabile. Ma siamo felici che almeno si sia detta la verità: si è impedita per “l’unità del partito”, quindi per evitare la discussione. In pratica, alcuni componenti della commissione di garanzia (sic!), con persone che nemmeno ne fanno formalmente parte e con il candidato alla segreteria presente, hanno stabilito quale sia la linea politica e la conseguente unità del partito. Alla vigilia di un congresso fondativo in cui gli iscritti e le iscritte, non il ceto politico autonominatosi, avevano il diritto di stabilire in un confronto democratico linea e gruppo dirigente. Prendiamo atto.

Questo abbiamo denunciato, nei luoghi atti a farlo, da settimane: il sequestro di un processo politico e di un congresso in cui da tempo è deciso chi deve essere il segretario. A prescindere da regole, linea politica e partecipazione delle persone. Prima della politica viene la dignità delle persone, per questo comprendiamo chi in questi giorni si è speso, come Arturo Scotto e come migliaia di compagne e compagni, per affermare un punto di vista che gli è stato negato di esprimere e che si è cercato di far ritirare grazie ad offerte e offertine di posti. Per poi fare interviste in cui si recitava che “sarebbero stati gli iscritti a decidere il gruppo dirigente”. Quanta ipocrisia.

Avevamo chiesto di istituire da subito una sub-commissione che verificasse il tesseramento. Invece sono stati forniti a persone esterne i dati puntuali sul tesseramento e passato veline ai giornali mettendo in dubbio l’operato di tante e tanti iscritti, salvo poi verificarne la veridicità e la validità. Compagne e compagni a cui nessuno ha chiesto scusa, tanto meno i componenti della commissione che hanno messo in giro inutili veleni.

Giornalisti, componenti della commissione di garanzia che firmano la lettera, esponenti di associazioni di alcuni parlamentari, singoli iscritti hanno avuto accesso al tesseramento senza averne diritto e iniziato a chiamare gli iscritti per verificare i motivi della loro iscrizione. Questo ha comportato che alcuni iscritti hanno fatto denuncia alla Procura della Repubblica perché avevano chiesto l’anonimato in quanto a rischio nei propri luoghi di lavoro. Una cosa che da tempo non si verificava in un luogo in cui c’è fiducia reciproca. Nessuno di noi ha chiamato alcun iscritto, nessuno di noi ha mai avuto accesso ad elenchi, nessuno di noi ha mai saputo i numeri del tesseramento e chi era iscritto.

Ci auguriamo, al contrario, che la commissione faccia luce su quei casi in cui il tesseramento è effettivamente esploso e che sembrava non destare preoccupazioni sui membri della commissione firmatari della lettera, nonostante le nostre richieste. Non abbiamo trovato da nessuna parte sul sito di sinistra italiana la notizia delle dimissioni di uno dei due coordinatori della commissione di garanzia, né tanto meno della sua contrarietà messa a verbale delle decisioni prese.

Infine, si può fare tutto, tranne mettere in dubbio le parole di un compagno come Arturo Scotto e fregarsene di migliaia di iscritti che si sono sentiti traditi da queste decisioni. A Scotto in queste ore è stato offerto qualunque tipo di accordo nel segreto delle stanze dagli stessi che sui giornali si facevano paladini del voto degli iscritti. Ha rifiutato perché il tema era la partecipazione, non gli accordi tra ceto politico. L’ipocrisia fa parte da tempo delle anomalie della sinistra, di quel tipo di politica che di giorno esprime una forte radicalità e di notte tratta nelle stanze chiuse. Non ci appartiene. E ci dispiace che ancora non ve ne siete liberati.”
Danilo Borrelli
Marco Furfaro
Maria Pia Pizzolante
Stefano Quaranta

Io continuerò a tenervi costantemente informati ma vi prego di farlo anche voi tramite i giornali e i social.
Domenico Rizzi

Annullamento congresso Sinistra Italiana, Rizzi “Facciamo chiarezza” ultima modifica: 2017-02-03T12:12:43+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This