Coltivazione pomodoro, Campo: definire il prezzo su base provinciale | Economia

Coltivazione pomodoro, Campo: definire il prezzo su base provinciale

coltivazione_pomodoro_bgFoggia – “L’INVOLUZIONE della trattativa tra produttori e industriali per la determinazione del prezzo di riferimento del pomodoro ci offre l’opportunità di utilizzare in chiave federalista la presenza in Capitanata della più grande industria di trasformazione dell’oro rosso”. E’ la premessa politica compiuta da Paolo Campo, segretario provinciale del Partito Democratico, alla richiesta di “convocazione del Tavolo Verde istituito presso la Provincia di Foggia, allargato alle organizzazioni di produttori ed alle imprese che hanno impianti di trasformazione in Capitanata, per verificare la possibilità di costruire una strategia condivisa da attuare a livello di bacino meridionale”. La proposta ha come obiettivo la “valorizzazione del nostro distretto produttivo, che può contare dallo scorso anno sulla maggiore quantità di materia prima prodotta e trasformata – continua Campo – Un primato costruito anche grazie alla virtuosa sinergia tra istituzioni e parti sociali che ora può e deve generare reddito a vantaggio dell’intera filiera”. Oltretutto, potrebbe essere questa la sede in cui “definire anche la strategia operativa da attuare per tutelare proprio le coltivazioni di pomodoro dalla diffusione dell’insetto che rischia di bruciare i raccolti della prossima stagione”. La determinazione su base provinciale del prezzo di riferimento del pomodoro da industria per la Capitanata “può essere un’innovazione positiva indotta della crisi globale, da valutare con grande attenzione e, nel caso della Provincia di Foggia, andando oltre le competenze amministrative e burocratiche. Più volte il gruppo consiliare del PD ha sollecitato l’assessore Santarella a svolgere un ruolo dinamico rispetto alle evoluzioni, negative o positive che siano, del comparto agricolo – sottolinea Paolo Campo – assumendo la responsabilità che deriva naturalmente dall’essere amministratore della seconda provincia agricola d’Italia. Per il bene dell’agricoltura di Capitanata, siamo pronti a contribuire con le nostre proposte e la nostra azione istituzionale – conclude il segretario provinciale del PD – ma è indispensabile che l’Amministrazione attivi un confronto politico e programmatico su basi nuove e innovative per la risoluzione dei nodi strutturali del comparto agricolo”.

LA POLEMICA A DISTANZA FRA PRENCIPE E SANTARELLA – “L’assessore Savino Santarella farebbe bene ad occupare il proprio tempo e le proprie energie alla soluzione dei problemi del comparto agricolo foggiano, piuttosto che a compiere esercizi di polemica elettoralistica in difesa del ministro leghista Zaia, destinato a passare alla storia come il liquidatore dell’agricoltura meridionale”. Questo il commento di Antonio Prencipe, capogruppo del PD, alle dichiarazioni dell’assessore provinciale all’Agricoltura “dal quale gli agricoltori e la comunità foggiana attendono risposte su come, concretamente e rapidamente, la Provincia intende muoversi per sostenere il settore primario”. “Basta una semplice lettura delle norme che regolano la dichiarazione dello stato di crisi del comparto agricolo – continua Prencipe – per comprendere quali siano i torti di Zaia e le ragioni dell’assessore regionale all’Agricoltura. A questa valutazione tecnica se ne può aggiungere una politica e scoprire che solo le regioni governate da Lega e PdL hanno ottenuto benefici dal Governo; mentre al Sud, ad eccezione della Sicilia autonomista, dobbiamo elemosinare l’assegnazione delle risorse e dei contributi che ci sono stati assegnati dall’Unione Europea e dallo Stato italiano”. “Santarella eviti le polemiche elettorali e ci dica, invece, come intende rispondere alla nostra proposta di utilizzare la Tosap per sostenere le aziende in crisi finanziaria o a quella di istituire l’osservatorio dei prezzi per tutelare produttori e consumatori dalle speculazioni. Oppure – incalza il capogruppo del PD – si impegni a trovare il modo di svolgere un ruolo attivo nella trattativa tra produttori e trasformatori di pomodoro, che ad oggi si annuncia a dir poco disastrosa per i nostri agricoltori. Se fosse confermato il prezzo indicato dagli industriali, a settembre ci ritroveremmo con la crisi del settore e gli agricoltori sempre più disperati”. “Di lavoro da fare per tutelare, sostenere e valorizzare l’agricoltura e l’agroalimentare ce n’è tanto, l’assessore Santarella e la Giunta Pepe non si sono dimostrati all’altezza del compito – conclude Antonio Prencipe – un motivo in più per porre fine alla inconsistente esperienza amministrativa della destra a Palazzo Dogana e consentire agli elettori di scegliersi amministratori all’altezza delle emergenze e delle sfide da affrontare per risollevare la Capitanata dalla crisi e costruire un futuro migliore”.

COSA AVEVA DETTO SANTARELLA – “IL pressapochismo politico e la superficialità tecnica della Regione Puglia si rivelano ancora una volta pericolosissimi nemici dell’agricoltura della nostra regione e della Capitanata. Piuttosto che urlare alla discriminazione politica, il presidente Vendola e l’assessore Stefàno farebbero bene ad assumersi, una volta tanto, le loro responsabilità”. Così Savino Santarella, assessore provinciale alle Politiche agricole, commenta la mancata dichiarazione di crisi per l’agricoltura pugliese da parte del Governo nazionale a causa di irregolarità tecniche nella formulazione della richiesta. “Quello che è accaduto – afferma Santarella – rappresenta la beffa che la Regione Puglia ha inflitto, dopo il danno, agli operatori agricoli pugliesi. L’assenza dei requisiti necessari perché l’Unione Europea potesse adottare il provvedimento nella richiesta avanzata dalla Regione Puglia ha poca attinenza con la polemica politica o con le presunte angherie della Lega Nord. Questa sciatteria riguarda invece dati di fatto inoppugnabili, che neppure il populismo del governatore può riuscire ad oscurare”. “Non siamo mai stati appassionati sostenitori della politica del ministro Zaia – aggiunge l’assessore provinciale – ma in questo caso, purtroppo, non possiamo che ammettere che ha ragione. È bene, dunque, che dopo questa pessima figura si smetta di inveire contro il governo Berlusconi e si cominci a dire la verità agli agricoltori della Puglia. La Giunta regionale ammetta con onestà la sua inadeguatezza di fronte alle difficoltà del comparto agricolo, che avrebbe bisogno di attenzione e di interventi efficaci”. “Dal canto suo – conclude Santarella – la Provincia di Foggia continuerà ad essere convintamente al fianco delle rivendicazioni degli operatori agricoli, le cui istanze sono state miseramente calpestate con questo scivolone della Regione Puglia”.

COLTURA POMODORO – La coltivazione del pomodoro in Italia ha un’estensione totale di circa 130.000 ettari. Di questi circa 107.000 ettari sono coltivati come pomodoro da industria, destinato alla trasformazione industriale. Oltre ai prodotti classici della trasformazione, il concentrato ed il pelato (90% del totale), l’industria conserviera produce anche polpa triturato, succhi, cubettato, passata, ecc. Puglia fra le prime regioni in Italia per la coltivazione con oltre 35mila ettari di superficie coltivate, seguita da Emilia Romagna e Sicilia. Nei giorni scorsi è stato firmato il prezzo del pomodoro per il 2010, a Parma, tra i rappresentanti degli agricoltori e quelli dell’industria. Per Coldiretti “il prezzo di 70 euro a tonnellata franco azienda agricola, con un calo di 9,50 euro rispetto all’anno scorso, è antieconomico per l’agricoltore, visto che il costo nei campi è a volte superiore, Contemporaneamente l’industria si trova a fare i conti con i prezzi del mercato mondiale, mentre la riduzione delle semine nei nostri campi dovrebbe portare a un sottoutilizzo degli impianti industriali”.

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