L’edilizia speculativa a Vieste
di Lazzaro Santoro
Pubblicato il 3 marzo, 2010
Vieste – L’OSSERVAZIONE diretta, lo studio e la riflessione sono strumenti molto utili per interpretare le dinamiche territoriali di Vieste. Non sorprende il silenzio di molti. E non sorprende la momentanea carenza di lavoro nell’edilizia alla vigilia delle amministrative. Il problema occupazionale legittima e conferisce valore alla speculazione edilizia. E’ un copione che conosciamo tutti benissimo. La speculazione edilizia crea consenso elettorale. Le speculazioni edilizie a Vieste hanno sempre preceduto le elezioni amministrative vinte dal centro destra. Speriamo soltanto che il piano urbanistico esecutivo della zona C1 di espansione intensiva in località Scialara, votato all’unanimità, non preveda case per turisti. La costruzione di case per turisti, oltre a costituire una pura follia nella pianificazione turistica del territorio, è la più odiosa delle speculazioni. Il territorio non va venduto. Va gestito. L’apertura di nuovi cantieri beneficia la collettività nel breve periodo. Nuovi investimenti abitativi sono giustificati soltanto quando da “un’accurata ricognizione delle unità immobiliari ad uso abitativo già esistente e da provate dinamiche sociali”, in un contesto di edilizia popolare, emerge la necessità di costruire nuove case. Ma solo per i residenti. E applicando i principi della bioarchitettura. E’ la ristrutturazione dell’esistente il vero business, l’unico ammesso. Ma questa è un’altra storia.
Oggi, vorrei invitarvi a riflettere su un disegno elaborato da menti raffinatissime. La dispersione urbana ha avuto un ruolo fondamentale nella trasformazione del territorio di Vieste. Iniziata con l’edificazione abusiva di agglomerati turistici sulla fascia costiera (poi condonati in base alle leggi statali n. 47/1985 e n.724/94) e proseguita con il ricorso alla pianificazione urbanistica ufficiale, la dispersione urbana ha cambiato il modo d’uso del territorio locale (il modello insediativo tradizionale accentrato) e ha determinato la nascita della città diffusa. Per città diffusa s’intende “una tipologia di occupazione del territorio periurbano connotata da alcune specifiche “patologie: discontinuità dell’urbanizzato accoppiata a crescente segregazione funzionale e sociale, riduzione nell’intensità d’uso delle risorse territoriali non giustificata dalle dinamiche di crescita demografica ed occupazionale, perdita di habitat naturali e di biodiversità, incessante incremento della mobilità su gomma, con effetti di sovra consumo di energia, di congestione delle infrastrutture stradali e di elevato inquinamento ambientale, impossibilità di fornire un adeguato servizio di trasporto collettivo”.
I condoni edilizi, le strutture pubbliche costruite fuori dal centro abitato (Scuola Alberghiera, Fondazione Turati, Polivalente), il Centro Vacanze Pugnochiuso, la legge regionale 20 gennaio 1998 n. 3, la rete idrica, la rete fognaria, i tasselli della città diffusa. La presenza sul territorio di opere pubbliche ha creato i presupposti della contiguità edilizia e ha legittimato la lottizzazione dei terreni adiacenti (costruzione di villaggi, alberghi, piani particolareggiati ad iniziativa privata). E’ possibile affermare l’esistenza di un disegno politico che abbia mirato alla valorizzazione economica dei terreni di determinate persone? Una valutazione imparziale è possibile solo conoscendo determinate informazioni, come ad esempio la titolarità delle proprietà terriere confinanti con le strutture pubbliche alla vigilia di importanti decisioni pubbliche che hanno avuto ad oggetto la costruzione di opere pubbliche. Per poi confrontarle all’indomani della decisione pubblica. Forse non è un caso che alcune opere pubbliche siano state costruite nelle immediate vicinanze di determinati terreni passati improvvisamente di mano.
Il Centro Direzionale di Baia di Campi rischia di giocare un ruolo determinante nell’ulteriore diffusione della città diffusa e del degrado del territorio. Le recenti proposte di organizzare la Borsa del Turismo Religioso e il Sistema Turistico Regionale presso il Centro Direzionale di Baia di Campi, rientrano nella logica di legittimare la lottizzazione dell’intera baia (in progress) e di tutta la costa da Vieste a Baia di Campi. Gli incendi degli ultimi anni che hanno interessato la zona costituiscono un altro tassello della città diffusa. Gli incendi, a nord e a sud di Vieste, tracciano le direzioni dei futuri insediamenti residenziali e turistici.
Parole chiave: Borsa del Turismo Religioso, Centro Vacanze Pugnochiuso, città diffusa, dispersione urbana, Vieste
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Da quando mi diletto con la scrittura, con il dispiacere di molti, sono diventato il destinatario di delazioni incredibilmente orchestrate. Neanche i politici del Politburo avrebbero potuto fare meglio. Chi scrive è a conoscenza del rischio di essere influenzato intenzionalmente. Il rischio è considerato accettabile. Le delazioni, dal contenuto completamente falso e/o non dimostrabile, evocano scenari raccapriccianti. I millantati conoscitori della realtà locale farebbero impallidire l’ex magistrato Emiliano. Nei primi posti della cangiante top ten degli uomini da calunniare, a seconda dell’umore politico, ma può essere anche il frutto di un sapiente depistaggio, troviamo l’amatissimo Mimì Spina, Nobiletti Michele, Clemente Mauro, Aldo Ragni, l’Architetto Forte e l’immancabile Ingegnere Chionchio. Non si offendano gli esclusi. C’è sempre tempo.Al momento, in attesa dei play off, gli esclusi dal Politeama sono: Lapomarda Michele, D’Errico Antonio, Devita Angelo, Falcone Giuseppina, Giuffreda Antonio, Prencipe Saverio, Nobile Ersilia, Zaffarano Raffaele. Per un lungo periodo Nobiletti Michele ha battuto tutti. L’Onorevole ritornerà in auge appena è eletto sindaco. Nelle ultime tre settimane, la persona che ha catalizzato le attenzioni dei delatori è il lanciatissimo Aldo Ragni, candidato alla carica di consigliere regionale. State calmi. Delatori e il consigliere festeggeranno insieme: si conoscono benissimo. Si amano. Più o meno.C’è chi mi ferma per strada, chi mi chiama di sera al telefono di casa, chi mi spedisce missive. Devo girare con un rottweiler e staccare il telefono. I delatori sanno scrivere molto bene. Hanno studiato e asseriscono di conoscere il funzionamento della politica. Ma non hanno gli attributi per scrivere, ma non solo per scrivere, e beccarsi una querela per diffamazione a mezzo internet. Agiscono nell’ombra della falsità della politica e, conseguentemente, mandanti, esecutori e vittime, si salutano, mangiano insieme e fanno commenti scurrili sulle mogli degli altri. Più o meno. I delatori si candidano a giocare un ruolo da playmaker (con prevedibili risultati disastrosi) per mettere insieme, in vista delle amministrative, una moltitudine di armate Brancaleone. I delatori, ultimamente, sono diventati astutamente silenziosi. Come la volpe del Tavoliere, finiranno in pasto ai lupi. Dal canto mio, fiutato il pericolo, non bisogna essere D’Avanzo, per non correre il rischio di escludere qualcuno dalle eventuali ed esclusive responsabilità politiche, mi limito a studiare le delibere del Consiglio Comunale del Comune di Vieste votate all’unanimità dei presenti. Di destra e di sinistra. I fenomeni da me indagati, come ad esempio la speculazione edilizia, hanno una rilevanza talmente generale che i destinatari dei miei articoli sono potenzialmente migliaia. Di destra e di sinistra. Uomini politici e non. Cerco di raccontare i costumi e di interpretare gli scenari futuri.
Se i delatori, esecutori e mandanti, avessero gli attributi, sempre più rari, scenderebbero in campo per una sana e leale competizione politica. Per vincere. Le delazioni appartengono alla Stasi. Altri tempi.
Lazzaro Santoro
IL SILENZIO DI UNA POLITICA CIECA E SORDA ALL’UTOPIA VIESTANA (Michele Eugenio Di Carlo)
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Non solo non ho udito le parole giuste, ma davanti alla possibilità che nasca a Vieste una lista civica che stimoli l’inefficienza e l’apatia dei partiti, ormai visti e vissuti come strumenti di un potere sempre più personalizzato, non ho sentito una sola voce, neanche da chi ne avrebbe avuto l’onere e l’obbligo. Eppure, il progetto della nascente associazione “Utopia viestana” si basa su tematiche precise, illustrate nei dettagli dai suoi promotori, riguardanti interessi pubblici che, realmente e concretamente, sono vilipesi e sacrificati sull’altare di una mal compresa e del tutto inconsistente”ragion di stato”. Il tentativo, seppur con toni aspri e polemici, di voler offrire un contributo partecipativo alla nascita della nuova amministrazione del 2011, guardando idealmente alla politica delle tematiche da affrontare, mettendo al centro della discussione le persone, il loro valore, la loro domanda di senso; la ferma volontà di liberare le mille energie bloccate, affinché idee, speranze, passioni civiche, esperienze nuove e vecchie, possano incidere nei cambiamenti necessari e non più rinviabili in una città allo stremo delle forze; l’ attivismo etico, politico, culturale di chi intende fermamente combattere le vecchie e deleterie pratiche oligarchiche, le gerarchie autoreferenziali, le deleghe dall’alto, le cooptazioni dei “signori feudali”, che utilizzano la politica per imporre partite personali e di potere fine a sé stesso, viene vissuto dal mondo politico, imprenditoriale e culturale della città col silenzio.
Il silenzio di chi preferisce tacere, e lavorare nell’ombra ai danni della città, perché è sempre più complicato e impegnativo, avvolte arduo, rispondere a chi offre una soluzione semplice, naturale, scontatamente chiara ai problemi, non avendo scheletri nell’armadio e interessi personali da difendere. Il silenzio, tipica risposta di una vecchia classe dirigente, malata di conservatorismo, ormai logora, dannosa, che inquinata la vita sociale e culturale, mal sopporta il protagonismo del nuovo che potrebbe proporsi, avanzare, mettere in dubbio consolidate logiche di potere marcito e infettato dalle mille clientele e dai centomila ricatti.
E’ così che il bilancio già infelice degli ultimi 20 anni di amministrazione rischia di farsi disastroso, annichilendo le identità, annientando i saperi, allontanando le intelligenze. Il governo della città che dovrebbe includere le diverse anime, mediante un accordo politico-culturale condiviso, continua ad escludere e a dividere, ad allontanare e respingere chi vede la politica come la vera essenza del vivere civile, quella di favorire gli interessi pubblici del territorio mettendo il freno ai troppi interessi privati, disgreganti e disarmonici.
E il silenzio è anche dei giovani. I sedicenti giovani attualmente al governo, in maggioranza e all’opposizione, apparsi non a caso già “vecchi” dopo pochi mesi, visti ora come i “dinosauri” della politica locale e che continuano, senza progetto e senza idee, a generare sfiducia, malessere, distacco, qualunquismo e … a proporsi in maniera indecente e indecorosa. Dove sono i nuovi dirigenti che quattro anni fa dovevano vincere “la casta”?
I partiti, ormai ridotti ad un gruppo di amici inesperti, possessori di pacchetti di tessere , maestri del nulla e predicatori dell’effimero, hanno escluso i portatori di politica autentica, esclusi dalla reale partecipazione, impossibilitati a portare avanti la propria proposta, sfiancati da lunghe e accese discussioni senza senso, ospiti mal sopportati, vox clamantis in deserto, che vanamente hanno lamentato la disattenzione totale verso la difesa e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale materiale ed immateriale, tacito assenso alle infauste logiche dello sviluppo mancato attraverso la cementificazione.
Le dinamiche e le logiche della filiera del cemento, come spiegato da celebri economisti e da illuminati garganici, oltre ad essere il filo conduttore di un certo modo di governare con la criminalità d’ alto bordo, è quanto di più deleterio possa accadere ad un territorio come il nostro, che ha assolutamente bisogno di realizzare uno sviluppo sostenibile nel rispetto dei suoi beni materiali e immateriali per poter allungare la stagione delle attività lavorative nel campo turistico ed ancorare la nuova generazione di giovani, altrimenti già pronta e confezionata per l’ennesima corrente migratoria.
Ma per tanti, troppi, il silenzio è ancora la migliore delle dichiarazioni , perché per tanti, sempre troppi, è la maniera di caratterizzare la propria inazione politica. Un silenzio rotto, qua e là, da timide dichiarazioni di candidatura a sindaco, che non dicono niente, che non aggiungono altro e che non danno le risposte alla cittadinanza attiva che vive la politica con passione, fuori dai palazzi.
(da Lazzaro Santoro)
Ciao! Vi ricordate il writer di Cagnano Varano? A “Vittoria sei una troia”, ha aggiunto: “Vittoria sei fare solo la troia”. E’ proprio incazzato. Michele “pensa seriamente, oramai con cognizioni di fatto, di aver sopravvalutato una persona”. Io mi chiamo Lazzaro. Anche all’università quando sfasciavo le teorie economiche di illustri liberisti, Nobel dei capitalisti, il professore ripeteva: “pensavo che lei fosse più intelligente”. E io ripetevo tra me e me: “ la fregn d’ sor’t”. Agli esami, per timore di essere bocciato, studiavo le fregnate del pensiero dominante. Fioccavano le lodi e i professori erano contenti. Ero il più bravo. Andare controcorrente è sempre sconveniente. Ma diverte tantissimo la libertà di manifestazione del pensiero. Non c’è Augusto Don Mimì o Rosiello a darmi i voti questa volta. E neanche lo stipendio.
E’ sabato 19 giugno 2010. Coordinate geografiche: decine di fanciulle in calore svestite in sensuali abiti neri cacciano maschi in via d’estinzione. Sullo sfondo il Faro di Vieste. Ci siediamo di fronte al Municipio. L’amico Giorgio è stordito da tanta bellezza e sfrontatezza. Ma andrà a letto da solo. La pattuglia dell’Arma dei Carabinieri è attivissima. I giovani uomini dello Stato sono belli; le fanciulle sognano.
Incontriamo Palma. Anche lei è in calore. Ha caldo in una serata di Ponente. Vuole da Giorgio qualcosa di fresco, un gelato. Palma incurante dello stress della menopausa preferisce i maschi trentenni. I maschi trentenni preferiscono le ventenni (anche Giorgio preferirebbe le ventenni, mica è scemo). E’ da poco passata la mezzanotte. Palma rientra a casa. Le ventenni vanno al Quasenada. Palma non la da, le ventenni la danno, Giorgio non lo da, i trentenni lo danno. Palma caccia i trentenni nei sogni, le ventenni cacciano i trentenni al Quasenada. Giorgio non caccia.
Due generazioni di donne si confrontano: modi diversi di essere single.
I maschi trentenni e le fanciulle ventenni si stordiscono d’amore sulle spiagge del Gargano. Palma e Giorgio stanno dormendo nei rispettivi letti.
La Pfizer, “che ha prodotto la celebre pillola blu, ne sta ora elaborando una versione femminile”.
E’ solo l’anteprima di una calda estate.
Lazzaro
Devo dirtelo, caro Lazzaro, anche se non ci conosciamo: devi scrivere un libro, hai uno stile pirotecnico e brioso, da narratore più che da giornalista (se posso permettermi)! Un saluto, Lucia Piemontese
I giovani e la Lista Civica Utopia Viestana – Domenica 20 giugno si è tenuto il primo incontro intorno all’idea di costituire a Vieste la Lista Civica Utopia Viestana. I lavori sono iniziati con il mio personale ringraziamento al dott. Infante, agli avvocati Chionchio e Pellegrini, per l’archiaviazione del procedimento per peculato a carico del Sindaco e della Giunta di Vieste. I promotori hanno ritenuto opportuno fissare alcune linee guida e princìpi assolutamente inderogabili, lasciando la formulazione delle regole e delle tematiche all’assemblea degli iscritti dell’associazione politica da cui nascerà la Lista Civica. Le linee guida dell’associazione politica sono: conflitto di interessi, trasparenza amministrativa, sviluppo locale improntato ai principi della sostenibilità. I promotori hanno fissato dei criteri di candidabilità per la lista dei candidati della Lista Civica, per il direttivo e per la squadra di governo (quest’ultima non potrebbe provenire esclusivamente dalla lista dei candidati della Lista Civica ma essere formata parzialmente da persone diverse dai consiglieri comunali eletti). Sono esclusi coloro che si trovano in una qualsiasi forma di conflitto di interesse e tutti i candidati nelle precedenti competizioni amministrative, in qualsiasi lista. Gli aspiranti candidati alla carica di Sindaco, Consigliere Comunale, Assessore, sono scelti per formare la lista dei candidati alle elezioni, su proposta del Direttivo dell’associazione politica, sulla validità delle idee progetuali, sulle capacità professionali e sui meriti imprenditoriali, dall’Assemblea dell’associazione politica all’unanimità e, qualora ciò non fosse raggiunto, a sorteggio. E’ garantita le pari opportunità di candidatura tra i due sessi e l’equa rappresentazione dei giovani under 30. Ulteriori criteri di esclusione e la specificazione del conflitto di interesse saranno individuati dall’assemblea degli iscritti dell’associazione politica.
La nostra idea di Lista Civica è di correre da soli, senza apparentamenti politici. Il linguaggio omologante delle delibere comunali che hanno lottizzato il territorio, la loro votazione all’unanimità, le dimenticanze, i compromessi, i silenzi, la scarsa credibilità del Consiglio Comunale e della Giunta, i motivi di questa scelta. Qualora l’associazione politica non riuscisse a redigere una Lista Civica, essa continuerà ad esistere e funzionare per prepararsi alle prossime amministrative. Nell’ipotesi in cui l’associazione politica non riuscisse a redigere una Lista Civica, sono esclusi apparentamenti politici.
Qualora riuscissimo a redigere una Lista Civica, una squadra di governo, un programma, questi saranno comunicati all’opinione pubblica nel mese di dicembe 2010, prima della competizione elettorale.
L’assemblea degli iscritti è aperta anche a coloro che hanno fatto le amministrative a Vieste, in qualsiasi formazione politica. Tuttavia, come ho già scritto sopra, è escluso l’accesso alla Lista Civica, al direttivo e alla squadra di governo. Questa associazione politica non è un partito personale che troppo spesso, partendo dalla necessità di coinvolgere in maniera strumentale i giovani, abbiamo visto e continuiamo a vedere a Vieste, a destra e a sinistra. Chiediamo a tutti coloro con competenze ed esperienze politiche di entrare a far parte dell’assemblea degli iscritti e mettersi a disposizione dei giovani. In questa fase iniziale non siamo interessati all’esplicitazione del programma che in ogni caso non può che partire dalla Carta di Firenze Comuni a Cinque Stelle e da una corretta gestione degli usi civici e della TARSU e di altre forme di entrate per il bilancio comunale, qualità delle acque di balneazione, rapporti tra politica e burocrazia così come disciplinato dal Testo Unico degli Enti Locali, recupero e gestione del territorio con esplicito riferimento a Molinella, Palude Mezzane, Defensola, Chiesola, speculazione edilizia (zero consumo di territorio o limitato esclusivamente alle esigenze delle cooperative “emarginate” dal Piano Integrato e al reale bisogno di abitazioni) , pianificazione del turismo, inquinamento acustico, welfare, discarica comprensoriale, raccolta differenziata, opere incompiute. La nostra priorità è la seguente: persone, idee e programmi. Cerchiamo persone libere dal silenzio e coraggiosi. Cerchiamo persone che siano liberi di affrontare le criticità del territorio.
Invito gli amici che non si riconoscono nell’UDC, S.E.L., P.D, P.D.L. di Vieste ad aderire all’ambizioso progetto di rilancio della nostra cittadina e a confrontarsi sulla base del merito, delle capacità e delle idee. Invito il presidente del Comitato per la tutela del mare del Gargano, prof. Michele Eugenio Di Carlo, ad abbandonare antiche ed apparentemente contraddittorie alleanze con coloro che in Consiglio Comunale non hanno fatto opposizione a discapito dei valori in cui il professore ha sempre creduto, e di mettersi a disposizione dei giovani in questo progetto. Invito gli amici di Cittadinanza Attiva ad aderire al nostro progetto. Invito gli amici Antonio Bosco e Ruggieri Rocco, che non avranno mai spazio in una lista di maggioranza, ad aderire alla nostra iniziativa. Non è intenzione del sottoscritto candidarsi nella Lista Civica o far parte della squadra di governo. Tuttavia, dopo un colloquio con gli altri promotori della Lista Civica, ritengo opportuno per dare concretezza e per evitare ingerenze esterne contrarie ai valori dell’associazione politica, far parte del Direttivo e , soltanto se assolutamente necessario e come extrema ratio (ma sono sicurissimo che riusciremo a scovare una ventina di giovani super competenti e con gli attributi), far parte della Lista Civica e/o far parte della squadra di governo (di Lazzaro Santoro)
Comunicato stampa ‘Comitato per la Tutela del mare del Gargano’ – Lavori lungo la costa di San Menaio –
La notizia, riportata dalla Gazzetta di Mezzogiorno, sezione Capitanata, che la Capitaneria di porto di Vieste abbia posto sotto sequestro il cantiere per i lavori che si stanno eseguendo lungo la costa tra San Menaio e Monte Pucci, in territorio di Vico del Gargano, ci sorprende e ci allarma, nonostante le ultime notizie parlino di un avvenuto dissequestro. Ci sorprende perché sui lavori riguardanti il consolidamento di una fascia costiera per oltre un chilometro con una spesa di circa un milione e trecentomila euro, resta il dubbio sulla valenza tecnico-economica, pur assumendo la correttezza amministrativa della pratica. Ci allarma, invece, l’impatto ambientale che tali lavori arrecano nell’immediato ad una delle fasce costiere più belle del Gargano e le conseguenze anche a medio e lungo termine sui delicati equilibri esistenti tra mare, terra, moto ondoso, venti, correnti marine e vegetazione costiera; equilibri che qualora alterati producono, sempre e comunque, danni irreversibili sia all’ambiente naturale sia alle opere realizzate in maniera poco oculata dall’uomo. Ci chiediamo, inoltre, se tali lavori corrispondano ad una volontà precisa e seria di sviluppare la mobilità sostenibile sul territorio o se trattasi di un semplice spreco di risorse pubbliche senza una finalità ben indirizzata, oltre ad un ulteriore sfregio al paesaggio costiero del Gargano. Riduttiva ci appare la tesi di voler salvaguardare la pubblica incolumità; risultato raggiungibile con interventi meno drastici e sostenibili, tipo il consolidamento ecologico di sponde e versanti attraverso le tecniche di ingegneria naturalistica, ormai ampiamente utilizzate in Europa, soprattutto quando si interviene in aree ad alta valenza paesaggistica ed ambientale. Ricordiamo, qualora fosse necessario, che lo sviluppo sostenibile del nostro territorio passa necessariamente attraverso la ferma volontà di tutelare il nostro patrimonio materiale e immateriale; volontà che non può prescindere da politiche di salvaguardia della costa e del paesaggio costiero, anche ai fini di incentivare l’occupazione giovanile e ancorare al proprio territorio le nuove generazioni. Auspichiamo che, anche al fine di non creare facili allarmi, su lavori che modificano i rapporti tra costa e mare e che interessano il paesaggio e l’ambiente naturale, gli organi competenti e le amministrazioni agiscano di concerto con associazioni e cittadinanza attiva”, firmato Armando Quaglia (Segretario), Valentino Piccolo (vice-Presidente), Michele Eugenio Di Carlo (Presidente).
sono un cittadino viestano e parlo da cittadino viestano… qui a Vieste fino agli anni ‘70 ancora non si conosceva il turismo come lo intendiamo oggi noi; i più poveri agricoltori o “ortolani” avevano dei terreni vicino le spiagge o sulle spiagge stesse, ognuno aveva un suo “orto”, un pezzo di terreno con cui riusciva a vivere giorno dopo giorno…
poi arrivò il turismo, una vigna che stava in contrada Scialara venne distrutta per fare posto agli stabilimenti balneari, altri costruirono una propria “attività” abusivamente, ora con il condono si riesce a rimediare agli sbagli del passato… poi c’è contrada “Petto”, 30 anni fa lì i terreni venivano sottovalutati e svenduti, ora hanno interamente costruito anche su quella collina, sempre un po’ abusivamente e un po’ legalmente, alla maniera tipica viestana diciamo.
Questo è un breve riassunto.
La politica turistica viestana è nata male e morirà male…
Com’è nata male? Gli stabilimenti balneari con tutto quel cemento,sono un attacco alla natura; in Sardegna, se provi solo a costruire una “baracca” sulla spiaggia, dopo un giorno gli abitanti te la fanno sparire o la disruggono in meno di un giorno…
Più si costruirà e più si toglierà il futuro ai giovani di Vieste.
Coloro che hanno 10.000 m2 di campagna, poi non possono costruirsi una piccola villetta da 200 m2, e devono accontentarsi di 50-60 m2, molti rifiutano quindi di costruire; altri poi inziano a costruire villette abusive in zone ben nascoste tra alberi e pini, se poi le forze dell’ordine bloccano il fabbricato, allora bisognerà aspettare diversi anni prima che si rimettano le carte in regola e possano ripartire i lavori…
Scheletri di fabbricati abbandonati in alcune zone del nostro paese, nuovi quartieri popolari e villaggi turistici che riescono a far lavorare il cittadino viestano per 3 mesi all’anno, ecco l’immagine che il turista ha del nostro paese.