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Una precisazione del direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni

Gorgoni su Piano riordino: “Percorso graduale con comunità locali e sindacati”

Il piano di riordino, così come deliberato lo scorso 29 febbraio, dovrà trovare la condivisione dei tavoli ministeriali e avere attuazione entro fine 2017

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Bari. Una precisazione del direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni in relazione all’attuazione del Piano di riordino ospedaliero approvato in giunta lo scorso 29 febbraio. “Le inevitabili e, per molti versi, comprensibili reazioni alla Delibera di giunta regionale 161 del 29/02/16 con cui è stato adottato lo schema di riordino della rete ospedaliera regionale, richiedono alcune precisazioni aggiuntive rispetto alle comunicazioni delle passate settimane sui motivi e sui criteri di un adempimento nazionale che ha alcuni limiti ma che rappresenta comunque un obbligo di legge e, noi riteniamo, anche una grande occasione di riforma dell’assistenza ospedaliera pugliese.

Il piano di riordino, così come deliberato lo scorso 29 febbraio, dovrà trovare la condivisione dei tavoli ministeriali e avere attuazione entro fine 2017: ciò significa che il passaggio dal vecchio al nuovo assetto potrà avvenire gradualmente, anche con la collaborazione delle comunità locali e delle organizzazioni sindacali.

Questo vale a maggior ragione per l’aspetto più doloroso del riordino – la chiusura dei punti nascita per comunità come Corato, Putignano, Galatina, Copertino – che potrà trovare un percorso graduale e condiviso senza mai pregiudicare il primario diritto alla sicurezza della donna e del bimbo che porta in grembo”.

Riordino ospedaliero, Lacarra: “Si assicurino le nascite sia Monopoli che a Putignano”. Sulla questione del Piano di riordino ospedaliero e sulle diverse implicazioni che questo avrà sui territori, interviene Marco Lacarra (Pd), presidente della III commissione Sanità. “Pur apprezzando il notevole lavoro svolto dal Governo in tema di riordino e pur condividendo la ratio complessiva, credo – spiega Lacarra – sia indispensabile che si riveda la decisione di sopprimere il reparto di Ginecologia di Putignano. E, infatti, è esigenza ineludibile quella di dotare sia Putignano che Monopoli di punti nascita che, qualora opportunamente organizzati e non de-strutturati, com’è stato fatto in passato, possono tranquillamente superare entrambi l’obiettivo minimo dei mille parti l’anno. Guadare prima al bacino di utenza di ciascun presidio ospedaliero – sostiene – è quanto mai indispensabile per garantire un servizio sanitario efficace”.

L’esponente del Pd in Consiglio regionale spiega che occorre, inoltre, “dare risposte immediate per quegli ospedali che sono oggetto di riconversione”. “Per questo – prosegue – è importante che si garantisca a Triggiano e Terlizzi un rapido ed immediato processo di realizzazione dei servizi che si intendono attivare all’interno delle rispettive strutture ospedaliere. A tal fine chiedo che immediatamente si mettano in moto tavoli operativi per completare le progettazioni e utilizzare le risorse che peraltro sono già disponibili, attraverso – conclude – il coinvolgimento dei rappresentanti delle istituzioni di quei comuni e dei cittadini interessati”.

Piano di riordino, Ventola: “Emiliano batte Trani-Canosa 2 a 0. Ma la partita non è ancora finita”. Dichiarazione del consigliere regionale dei COR, Francesco Ventola.
“Se fosse una partita di calcio, alla fine di un primo tempo giocato nella nebbia, perdiamo per 2 a 0. Infatti per l’ospedale di Canosa, sulla carta la Giunta Emiliano ha cancellato i posti letto per acuti e, quindi, reparti di Medicina e Geriatria, mentre sono scomparsi anche i posti per la lungodegenza così come indicati. Con la delibera di approvazione del Piano rispetto ai 71 posti previsti nel piano “Vendola” di dicembre 2012, Canosa risulta sede di Centro Risvegli e Riabilitazione post-acuzie, otre ai servizi territoriali di pertinenza del distretto socio-sanitario. Sono 40, invece, i posti letto dedicati rispettivamente: 20 per il recupero e la riabilitazione funzionale, 10 per la riabilitazione cardiologia, 10 per la riabilitazione respiratoria. Ovviamente non si parla più di orto-geriatria e quant’altro. Quanto a Trani, zero i posti letto previsti nella nuova rete mentre la struttura viene destinata a Centro integrato di servizi territoriali, oltre che sede di CoreLab provinciale, di hub farmaceutico territoriale e di UCCP – progetti, funzioni ed attività in parte ancora da redigere.

Per il nuovo ospedale di Andria, riscontriamo l’ennesimo impegno a realizzarlo, sul quale non faremo sconti a nessuno; da parte mia sarà una “marcatura a uomo”, per rimanere in gergo. E’ un quadro non chiaro sia perché quanto descritto nei vari Piani non ha mai trovato concreta attuazione – si tolgono reparti e servizi ma non si realizzano quelli nuovi, perciò dubitiamo anche stavolta – sia perché rimane la questione posti letto attribuiti all’ospedale di Andria ma strutturalmente ubicati nella struttura di Canosa. Capiremo in seguito. Certo è che al di fuori delle belle parole di circostanza e delle sigle “innovative” il risultato è quello che è: la ASL BAT risulta ulteriormente penalizzata. Dopo le chiacchiere, la realtà è che ci sono stati sottratti ulteriori 79 posti letto rispetto al 2012 cosicché, il dato già basso di circa 1,8 posi letto per 1.000 abitanti, si è ridotto a circa 1,6 rispetto ai 3,7 posti letto per 1.000 abitanti comprensivi dello 0,7 per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie previsto dal più recente decreto ministeriale( n. 70 del 2015) recante la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera.

Per Canosa, in particolare, la questione è ancora aperta in quanto il deliberato del Consiglio Comunale della sera del 29 febbraio scorso non è stato ancora oggetto di valutazione, visti i tempi di adozione. Sarà la proposta deliberata dall’Aula il riferimento su cui impegnarsi nei confronti della Regione Puglia. Ci sarebbe e ci sarà molto da dire sulla presunta concertazione e su una vergognosa gestione dei processi di partecipazione democratica. Si è assisti alla farsa di decisioni al buio, di un provvedimento vitale per la gente, ma tenuto nascosto, che condizionerà il quotidiano di tutti noi a partire dalla fasce sociali più deboli. Perciò, per ora è utile riferire sui primi esiti del percorso avviato. Vedremo il seguito della partita.

Oltre alla trasmissione al Ministero della Salute ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze il provvedimento è passato ora in Terza Commissione consiliare della Regione Puglia “Assistenza sanitaria e servizi sociali” che dovrà esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante. Ci sarà molto da battagliare nel secondo tempo di questa difficile battaglia. L’obiettivo è costringere Emiliano a portare il Piano in Aula per farlo discutere ed approvare in Consiglio Regionale, così come fece l’allora Presidente Raffaele Fitto. Serve l’impegno di tutti. Come minoranza mi batterò nel merito per difendere gli interessi del territorio. Di certo ci saranno anche gli altri Consiglieri. Ma chi ha condiviso il percorso politico e preso gli impegni con la gente deve dimostrare di sapersi far ascoltare. Del resto e purtroppo, questo primo, è il risultato del potere forte sulla pelle della gente”

Redazione Stato Quotidiano.it



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