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“La clausola di inadempimento sui 18 mesi, e non 7 come ipotizzato in precedenza, sarà facoltativa"

Mutui: Pd, bozza parere migliora condizioni, da 7 a 18 rate

Il capogruppo dem alla Camera, affiancato in conferenza stampa dal relatore Giovanni Sanga e da Michele Pelillo, parla di “equivoco mediatico”

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(ANSA) La bozza di parere predisposta dal Pd in Commissione finanze con modifiche già concordate con il governo prevede un’estensione delle garanzie già previste dallo schema di decreto di recepimento della direttiva europea sui mutui. Lo affermano i parlamentari Pd in Commissione Finanze che segnalano, tra l’altro, come l’inadempimento per morosità sia di 18 rate e non di sette. Si
tratta inoltre di “mancato pagamento” e non di “ritardato pagamento”. (ANSA)

Mutui sulla casa, alcuni elementi di chiarezza. “La casa può essere pignorata e poi venduta dalla banca dopo 18 rate del mutuo non pagate. Inoltre la valutazione deve essere effettuata da un perito nominato dal tribunale e affiancato da un esperto di fiducia del mutuatario. E’ quanto prevede il nuovo parere delle commissioni Finanze di Camera e Senato al recepimento della direttiva europea sul credito, redatto dal PD e sul quale c’è l’ok del governo”. Lo riferisce il capogruppo democratico a Montecitorio, Ettore Rosato, nel corso di una conferenza stampa alla Camera.

“La clausola di inadempimento sui 18 mesi, e non 7 come ipotizzato in precedenza, sarà facoltativa e non si applica ai contratti in essere. Il parere sarà dato martedì prossimo dalle commissioni parlamentari 5 stelle permettendo”, sottolinea Rosato. “Questa è la proposta che sarà recepita in pieno dal governo e che verrà fuori nel decreto legislativo”, spiega ricordando che formalmente i pareri delle commissioni sui decreti legislativi non sono vincolanti per l’escutivo. “Se abbiamo avuto dei contatti con i grillini? Solo fisici… loro si occupano di scie chimiche”, prosegue ancora Rosato.

Il capogruppo dem alla Camera, affiancato in conferenza stampa dal relatore Giovanni Sanga e da Michele Pelillo, parla di “equivoco mediatico” e di “strumentalizzazioni” del Movimento 5 stelle che ieri ha impedito che si depositasse e si votasse proprio questo “nuovo parere” con le modifiche inserite dal PD con l’ok del governo. “A loro non interessa fare chiarezza, ma alimentare tensioni. Nel loro dna c’è solo demolire, distruggere e dare segnali negativi mentre invece la direttiva è tutta a tutela dei cittadini e le modifiche erano già pronte ieri, si poteva fare un dibattito parlamentare in tutta serenità”. Le 7 rate? “E’ un equivoco- insiste Pelillo- riguarda un comma del Testo unico bancario sul ritardato pagamento, non sul mancato pagamento. Non riguardano questo decreto”. Mutui sulla casa, alcuni elementi di chiarezza che provano la strumentalità delle accuse sui rischi per i cittadini. a)Nel 2014 il Parlamento europeo approva una direttiva che si pone l’obiettivo di aumentare il livello di protezione del consumatore.

b)Il Governo italiano recepisce la direttiva Ue con uno schema di decreto.
c)Il Gruppo Pd in Commissione Finanze, già la scorsa settimana, predispone una bozza di parere a tutela del consumatore che prevede un’estensione delle garanzie. Un parere che ieri non si è potuto presentare a causa della gazzarra inscenata dal M5S.

La nuova normativa sull’inadempimento non si applica ai contratti già in essere neanche in caso di surroga e offre al momento della stipula maggiori vantaggi per il cittadino, obbligando la banca ad una maggiore trasparenza:

1)La clausola di inadempimento è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla;
2)E’ considerato inadempimento la morosità di almeno 18 rate;
3)In caso di inadempimento la casa può essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte del consumatore;
4)Viene confermato il divieto al “patto commissorio” (art. 2744 cc);
5)Viene disciplinato per legge il cosiddetto “patto marciano”, già riconosciuto dalla giurisprudenza: la banca può cioè trattenere dopo la vendita della casa solo quanto ancora dovuto ed è obbligata a restituire al consumatore l’eventuale eccedenza;
6)In ogni caso, il trasferimento del bene immobile alla banca, a seguito dell’inadempimento, comporta l’estinzione del debito anche se il valore dell’immobile è inferiore a quello del debito residuo;
7)Si evita così la procedura giudiziaria, con conseguenti risparmi di spesa per il cittadino, e il deprezzamento del bene immobile;
8)La valutazione della casa, successivamente all’inadempimento, deve essere effettuata da un perito indipendente nominato dal tribunale;
9)Il consumatore deve essere assistito da un esperto di sua fiducia;
10)Su tutta la procedura vigila la Banca d’Italia.



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Commenti


  • Raffaele Vairo

    Pare non risolto, nel provvedimento, il potenziale conflitto d’interesse delle banche che da un lato sono venditori degli immobili in garanzia e, dall’altro, potrebbero essere acquirenti attraverso società d’intermediazione (direttamente o indirettamente controllate) che comprano a prezzi da saldo per rivendere a prezzi di mercato. Un affare sostanzialmente esentasse grazie alle nuove norme sulla garanzia di Stato sulle cartolarizzazioni che prevedono solo un’imposta sostitutiva di 200 euro per le banche che entrano in possesso degli immobili e per gli acquirenti in asta che poi rivendono a un acquirente finale. L’Italia si conferma il Paese dei conflitti d’interesse a scapito, soprattutto, delle persone più deboli.

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