Manfredonia
"Sono più di 100 i premi capitolati nell’arco della sua vita"

Manfredonia, ‘Il buco degli scorpioni’, Di Lascia sollecita memoria umana

Soleva ripetere: “nessuno dei miei inediti vale la pagina o il capitolo di quel gran libro che l’umanità va scrivendo attraverso i secoli”


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Manfredonia – E’ stato presentato di recente al Palazzo dei Celestini il romanzo postumo dell’autore Vincenzo Di Lascia, intitolato “IL BUCO DEGLI SCORPIONI”. A voler celebrare l’opera e la vita di Vincenzo Di Lascia sono stati soprattutto i figli: Antonio, Gina, Mario, Dino, Lello e Anna Pia, che assieme ai nipoti hanno presenziato l’incontro. Ed è proprio uno dei suoi figli, Lello, che rammenta come il papà scriveva tantissimo di notte, e noi, suoi figli, abbiamo ancora indelebile il suono della tastiera della sua Olivetti 22, che batteva con i due indici, e che ci faceva addormentare quasi fosse un racconto di favola.

Al risveglio la mattina ci teneva a leggerci qualche pezzo di ciò che aveva scritto quasi volesse la nostra approvazione. Ed una vasta approvazione l’ha avuta il poeta, scrittore e critico letterario; Infatti, riesce ad ottenere dei riconoscimenti che danno merito al suo impegno letterario.

Sono più di 100 i premi capitolati nell’arco della sua vita, tra quelli più importanti: il Premio Viareggio; il Gran Premio Montmartre, L’Oscar di Londra , Il Gran Premio delle Nazioni, Premio San Valentino V Gran Premio Internazionale Giacomo Puccini, Concorso Internazionale di un messaggio d’Amore, Premio Accademia di Paestum e tanti tanti altri. È evidente dunque, anche a un occhio poco attento e sensibile, quanto questa figura semplice ed erudita abbia contribuito ad ispessire il panorama letterario contemporanea autoctono e nazionale. Tanti sono i suoi romanzi, saggi, tesi filosofiche e tant’altro d’inedito, nascosti gelosamente nei suoi cassetti, non pubblicati perche soleva ripetere: “nessuno dei miei inediti vale la pagina o il capitolo di quel gran libro che l’umanità va scrivendo attraverso i secoli”.

Matteo Perillo, moderatore della serata, ha tracciato anche una biografia dell’autore che così possiamo riassumere: “Vincenzo Di Lascia nasce a Rocchetta Sant’Antonio il 15.11.1918. Figlio di un’antica e nota famiglia di farmacisti intraprende i suoi studi, frequentando dapprima il liceo classico, poi l’università, seguendo da giovanissimo la propria vocazione per la scrittura. Laureatosi in Lettere e Filosofia a Roma insegna in scuole di ogni ordine e grado. Grazie alla sua cultura erudita e al profondo senso critico, collabora nel passato a numerosissime riviste e a giornali di ogni genere, nazionali ed esteri (Tempo Presente, La fiera letteraria, Paragone, l’Ariete, Prometeo, l’Arenaria, la Procellaria, Silarus, Kursaal e altre). Di Lascia tiene una stretta corrispondenza con i più noti poeti ed intellettuali italiani degli anni ’50, tra cui Montale, Ungaretti, Caldarelli, di cui sono conservati i manoscritti, e l’epistolario, un vero calderone di corrispondenze, fino alla sua morte avvenuta silenziosamente a Manfredonia nel 2002.

Il vice sindaco Matteo Palumbo ricorda il maestro Di Lascia, incontrato tante volte alla scuola De Santis, quando si intratteneva con i suoi colleghi a chiacchierare con un atteggiamento trasognato e riflessivo; era un uomo che rifletteva attentamente sui problemi della vita, cercando una soluzione attraverso il pensiero dei pensatori del ‘900. Secondo l’avvocato Donato Caputo (suo grande amico) l’autore esprime un quid, probabile ricerca dello spirito dell’uomo, che riflette su se stesso, sulla sua origine e sul suo destino.

Ranieri Castelli Sindaco di Rocchetta Sant’Antonio (paese natale dell’autore) non avendolo conosciuto personalmente si rifà al cortometraggio sulla figura di Vincenzo Di Lascia, proiettata nel piccolo comune di Capitanata dalla regista Anna Rita Caracciolo. In quel breve racconto cinematografico, il Sindaco Castelli ha intravisto il profilo umano e artistico dell’autore, ben interpretato nella recitazione di Gerardo Placido. Comunque l’aspetto che il primo cittadino ha espresso dalla lettura del romanzo è di come siamo tutti immersi in un mondo che viaggia ad una velocità mai vista prima, per quanto il tempo scorra con lo stesso ritmo di sempre. In questo vorticoso andare del mondo, lo scrittore Vincenzo Di Lascia ci ricorda di quanto sia grande ed unico il valore del libro e della sua lettura.

Siamo circondati di tantissimi strumenti che ci aiutano ogni giorno a vivere meglio la nostra vita, ma il libro ha qualcosa in più, vorrei dire che ha qualcosa di “divino” che lo rende speciale ed unico perché apre la nostra memoria e la nostra immaginazione, ci cambia e ci aiuta in quella ricerca che è la nostra esperienza esistenziale. Lo scrittore Vincenzo Di Lascia ci aiuta in questo cammino.

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(A cura di Benedetto Monaco – benedetto.monaco@gmail.com)

Manfredonia, ‘Il buco degli scorpioni’, Di Lascia sollecita memoria umana ultima modifica: 2015-04-03T18:37:35+00:00 da Benedetto Monaco



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Commenti


  • Claudio Respighi

    E’ stato il piu’ intellettuale che Manfredonia abbia mai avuto, si chiamava Vincenzo Di Lascia, l’angelo della letteratura fine a se stesso di comportamento di un’esistenza vissuta con onesta’.

    Il mio riferimento di vita e’ stato lui, in quei pomeriggi dei giorni di ferie passati nella mia Manfredonia, il prof. mi dava lezione sui suoi trascorsi e scritti inediti , con sua moglie Rita appassionata di poesia , mi offriva sempre un bicchiere di succo di frutto alla pesca, posato sopra un bianco piattino.

    Quanto affetto ho ricevuto . Pochi giorni fa ho avuto in regalo il suo libro pubblicato dalle Edizioni Tracce di Pescara intitolato” Il Buco degli Scorpioni” .

    Anna Pia , la figlia mi ha fatto questo regalo , che io sto leggendo con commozione ,anche perche’ sto rivedendo tutto le scene delle sue puntate che mi raccontava di persona, i famosi fatti di paese , dei lupi, e delle sue origini, ma non ha parlato di quando da giovane faceva anche il pugile dilettante.

    Lui, Di Lascia ,aveva una visione della vita molto larga,per chi sapeva vedere lontano , ma per chi era limitato il suo mondo diventava piccolo e nascosto. Ho conosciuto molto dei suoi scritti ,tutti particolari e di grande senso ,di una sensibilita’ sconfinata , grande persona sul piano della vita , della Cultura quella maiuscola.

    Ho avuto l’onore e la grazia di essere stato un suo allievo; conosco tanto ma preferisco parlare poco. Il libro edito Il Buco degli scorpioni e’ un libro eccezionale di una scrittura purifica limpida anche se in se’ complessa, ma scorrevole. Grazie Prof. Vincenzo ,che il cielo, ti dia la grazia di farti passeggiare nei suoi lunghi corridoi pieni di vento.

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