Manfredonia
"Ordinario e straordinario"

Manfredonia, ok riaccertamento residui attivi e passivi (SLIDE)

"Residui attivi e passivi relativi agli anni 2014 e precedenti, rispettivamente alla data del 31 dicembre 2014 ed alla data del 1° gennaio 2015."


Di:

Manfredonia – CON recente determina dirigenziale, il Comune di Manfredonia ha approvato le risultanze del riaccertamento ordinario e straordinario dei residui attivi e passivi relativi agli anni 2014 e precedenti, rispettivamente alla data del 31 dicembre 2014 ed alla data del 1° gennaio 2015.

ATTO INTEGRALE
det n 371 RESIDUI

SLIDE – RIACCERTAMENTO ORDINARIO E STRAORDINARIO RESIDUI ATTIVI E PASSIVI 2014

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Manfredonia, ok riaccertamento residui attivi e passivi (SLIDE) ultima modifica: 2015-04-03T13:55:29+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Raffaele Vairo

    La notizia sul riaccertamento dei residui attivi e passivi e di scarsa utilità. Infatti, quasi nessuno sa che cosa sono i residui nella contabilità e bilancio pubblici. In estrema sintesi, i residui attivi sono crediti per entrate accertate (quando è sorto il diritto di riscuotere per l’Ente) e non ancora riscosse a fine anno; i residui passivi sono debiti per uscite impegnate (quando è sorto l’obbligo di pagare per l’Ente) e non ancora pagate fine periodo. I residui passivi sono costituiti non solo dai “debiti di funzionamento” dell’ente pubblico sopra definiti (residui propri), ma anche dagli stanziamenti di spesa già deliberate, che non hanno però ancora dato luogo giuridicamente a debiti verso terzi (le c.d. obbligazioni giuridicamente perfezionate); questi ultimi costituiscono, nel gergo della contabilità pubblica, “residui di stanziamento”. I residui attivi e passivi concorrono, a fine esercizio, alla determinazione dell’Avanzo o Disavanzo di amministrazione (Fondo di cassa dell’Ente + residui attivi – residui passivi). La formazione dei residui, soprattutto passivi, dipende in parte dalle lunghe procedure tecniche e amministrative della spesa pubblica, specie per quanto concerne le spese in conto capitale (investimenti), e in parte (per gli Enti locali) dai ritardi dello Stato nell’effettuare i trasferimenti loro dovuti che provocano, per riflesso, ritardi nei pagamenti ai creditori per mancanza di fondi.

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