Cultura
Forse omosessuale o bisessuale, come molti ritengono, certo un uomo dalla grande carica emozionale e passionale

Tra passione e sregolatezza: poesie e amori di Sergej Esenin

La notte del 27 dicembre 1925, nell’Hotel Angleterre di San Pietroburgo, nella stessa stanza dove tre anni prima era stato ospite durante il viaggio di nozze con Isadora, Esenin fu trovato impiccato


Di:

Roma. Il 3 ottobre 1895, nel villaggio di Konstantinovo, in una Russia contadina, retta dall’ultimo zar, nasceva Sergej Esenin, destinato a divenire uno dei poeti russi più letti e studiati. Definito “poeta agreste” per la prima produzione, che è dedicata soprattutto alla vita in campagna e alla Russia, fu, in seguito, negli ambienti letterari pietroburghesi, da un lato apprezzato sia per le sue qualità artistiche che per la sua bellezza fisica – slanciato, dai lineamenti delicati, dagli occhi azzurro intenso, caratteristiche che facevano sì che destasse un grande interesse nell’universo femminile e in quello omosessuale dell’epoca – dall’altro criticato, da alcuni, per il suo essere “folkloristico” e provinciale, per quelle sue camicie “a punto-croce”, in quel contesto marchio diruralità, e per la disinvoltura nel cantare, su richiesta, le filastrocche del paese. Molto diverso, in definitiva, dagli altri frequentatori di quei salotti. Allora Esenin aveva già un figlio, avuto da una donna conosciuta quando, pochi anni prima, aveva lavorato in una tipografia moscovita. Aveva, inoltre, già pubblicato la prima raccolta di poesie, Radunica, ispirate all’amore e alla vita semplice, che gli avevano conferito una certa popolarità.

Nel 1917 sposò la sua prima moglie, l’attriceZinaida Rajch, dalla quale ebbe due figli, e, quattro anni dopo, conobbe, e poi sposò, una ballerina americana, Isadora Duncan. Del rapporto con quest’ultima fece scalpore soprattutto il fatto che la coppia non aveva possibilità di comunicare a parole: Esenin, infatti, non parlava nessun’altra lingua oltre al russo, del quale Isadora conosceva, invece, solo poche parole. Alcuni sospettarono, nei termini di quell’epoca, che il matrimonio fosse solo una trovata pubblicitaria. Gor’kij di loro scrisse: “in comune hanno solo il linguaggio dell’alcool e del sesso”. Sembra che quando si sposarono, per la felicità, Esenin abbia improvvisato un ballo tradizionale sotto il municipio, urlando che da quel momento si chiamava Sergej Esenin-Duncan. Isadora aveva diciotto anni in più di lui e, alle spalle, il dolore di due figli annegati nella Senna. Nel suo campo era stata un’innovatrice, imponendo sui palcoscenici russi del tempo, dominati dal balletto classico, la propria danza libera. Pur essendo americana, era vicina ai capi rivoluzionari, a Lenin in particolare. Anche Esenin aveva creduto negli ideali della rivoluzione bolscevica, per poi rimanerne, però, deluso, di fronte all’involuzione del periodo staliniano.

Nel corso di un viaggio in Europa e negli Stati Uniti, per accompagnare Isadora in tournée, il loro matrimonio si incrinò. Alienato in un mondo molto diverso dal proprio, in preda alla nostalgia, sembra che Esenin impiegasse il tempo per lo più nel bere e nell’acquistare abiti costosi, trasformandosi da poeta agrestein essere mondano e irrequieto. Tornò, poi, a Mosca, dove ebbe relazioni con altre donne e un altro figlio che non conobbe mai, questa voltadalla poetessa Nadežda Vol’pin; la sua dipendenza dall’alcool si fece sempre più grave e i suoi comportamenti sempre più sregolati. Nella primavera del 1925sposò la sua terza moglie, Sofia Andreevna Tolstaja, una nipote di Lev Tolstoj, conosciuta solo pochi mesi prima.

La notte del 27 dicembre 1925, nell’Hotel Angleterre di San Pietroburgo, nella stessa stanza dove tre anni prima era stato ospite durante il viaggio di nozze con Isadora, Esenin fu trovato impiccato. La mattina prima avrebbe lasciato all’amico Elrich una poesia di congedo, scritta col proprio sangue, con la promessa di leggerla solo l’indomani. Secondo altri, Elrich lesse la lettera il giorno dopo solo per dimenticanza. Il corpo, tuttavia, presentava graffi, un taglio profondo sulle braccia e un livido sotto un occhio: Esenin dopo aver tentato di tagliarsi le vene sarebbe sopravvissuto e avrebbe provato, poi, a chiedere aiuto all’amico, che però non lesse immediatamente il biglietto, dopodiché, la notte successiva, avrebbe ripetuto, questa volta con successo, il tentativo di suicidio.

A questa ipotesi, però, se ne affianca un’altra, che vede il poeta ucciso da agenti della GPU, futuro KGB,che non avrebbero apprezzato le sue critiche al regime.

La poesia di congedo, dedicata al poeta Anatolij Mariengof, che sarebbe stato, secondo molti, non solo suo amico ma anche suoamante, recita:
Arrivederci, amico mio, arrivederci.
Tu sei qui, nel mio cuore.
Questa separazione voluta dal destino
Ci promette un incontro futuro.

Arrivederci, senza strette di mano né parole.
E non piangere, non fare il viso triste.
In questo mondo non è cosa nuova morire,
Ma neppure vivere è più nuovo
.

[traduzione italiana di C. Ferrari]

Fonti
(Sergej Aleksandrovič Esenin, “Russia e altre poesie”, Introduzione e traduzione di Curzia Ferrari, Baldini Castoldi Dalai editore, Milano 2007, con bibliografia.
Wikipedia, vc. Sergej Aleksandrovič Esenin)

(A cura di Valentina Sapone – valentina_sapone@libero.it)

Tra passione e sregolatezza: poesie e amori di Sergej Esenin ultima modifica: 2017-04-03T17:01:21+00:00 da Valentina Sapone



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi