Politica

Pezzano il ribelle: “Rientro dimissioni? No, irrevocabili”


Di:

Rino Pezzano (Pd)

Foggia – SONO passate solo poche ora da quando, sabato, ha rassegnato le sue dimissioni da vice presidente del Consiglio Provinciale. Ma Rino Pezzano, piddino consigliere di Palazzo Dogana, prova a guardare avanti senza troppe remore e con molta pacatezza. La frattura fra maggioranza ed opposizione, però, è ormai insanabile. Nulla andrà più avanti in maniera condivisa. E, se in passato sono stati compiuti più volte sforzi concilianti, la sensazione palesata a Stato da Pezzano è che, a questo punto, non vi saranno ulteriori clausole compromissorie. Anzi, l’Aula diverrò un terreno di battaglia per il Governo provinciale, cosparso dio mine e di insidie. “Se vogliono andare al macero, che ci vadano da soli”, s’irrigidisce.

Pezzano, qualcuno mormora che la sua possa essere una mossa strategica che potrebbe rientrare…
Assolutamente no. Noi siamo abituati ad operare in un altro modo rispetto a questa maggioranza; non siamo prostrati alle logiche dell’opportunità. Presa una decisione, quale essa sia, la portiamo avanti, fino in fondo. Non siamo incollati alla poltrona, bensì al bene della nostra terra. E’ la cittadinanza votante e non votante quella che siamo tenuti a difendere. Perciò è opportuno e doveroso, da par nostro, rendere edotta la popolazione di quanto sta accadendo in Provincia. E, per farlo, usiamo ogni arma a nostro vantaggio. Ivi compresa quella delle dimissioni. Che, tengo a dirlo, sono ferme ed irrevocabili.

Cosa vuole dimostrare Rino Pezzano con questo atto?
Vuole dimostrare che ci sono un Consiglio provinciale ed un Ufficio di Presidenza che hanno provato a lavorare ma che non hanno prodotto che risultati scadenti. C’è un’organizzazione pedestre, e non è un mistero. Lo stesso Enrico Santaniello lo ha più volte detto. In ultima istanza, nella lettera spedita al Presidente Pepe subito prima dell’ultimo Consiglio. E il problema dei problemi è che c’è un’assemblea degli eletti i cui provvedimenti vengono regolarmente mortificati dagli organismi esecutivi

C’è uno strapotere della Giunta. Sta dicendo questo?
Esattamente. C’è uno strapotere di quest’organo. Sono tre anni che si va avanti in questa maniera. E Santaniello, che, come dicevo, sa bene la cosa, non può finalmente chiudere tutto in una bolla di sapone e lasciare che il problema fluttui nel vento per disperdersi nell’infinito del niente. Avrebbe dovuto rivendicare la posizione forte del Consiglio. Ed invece non ha fatto altro che girare la testa dall’altro lato e, frettolosamente, andare avanti come niente fosse accaduto.

E lei crede che, se questi sono i problemi, le dimissioni possano essere utili?
Non parlo di utilità. E non so se, effettivamente, il mio smarcamento possa portare benefici al Consiglio. Sinceramente non lo credo possibile. Solo, ritengo che tutti, a partire dal Presidente del Consiglio Provinciale per finire al Presidente della Giunta, debbano rendersi conto dei ritardi e della lentezza con cui quest’organo va avanti. Non dimentichiamo che sono due anni che siamo in attesa del decimo assessore. E che questo decimo assessore sbandierato e proclamato non arriva mai.

Pezzano lei ha fatto passare il messaggio, nei giorni scorsi, che le sue dimissioni fossero un atto istituzionale. Oggi si può dire che si tratti di un atto politico?
A questo punto si perché ora nasce il problema, che un problema politico, dell’agibilità democratica di Palazzo Dogana. C’è una soluzione unica: fermare le bocce e ripartire. Santaniello dimostri di non essere espressione di una parte politica, prenda cognizione delle difficoltà e si dimetta dal ruolo. Lo chiedo io, ma è un’istanza che porta avanti tutto il Pd. E, credo, tutte le minoranze, in questo momento scavalcate dalla Giunta.

Lei crede che si dimetterà?
In questo momento non so nemmeno cosa accadrà domani. Vige una fase di estrema confusione politica. Se pensa che dopo le mie dimissioni non è stata neppure aperta una discussione approfondita sulla cosa…

Colpa di…
… Pepe.

Che dovrebbe…?
Fare quello che non ha fatto nel corso di questi anni: incominciare seriamente ad amministrare. Non può chiudere ogni crisi con la solita modalità del “quattro amici al bar”. Che si tratti dei rimpasti, delle nomine assessorili o delle dimissioni degli organi istituzionali, il Presidente della Giunta ha dimostrato di agire sempre nello stesso modo. Valuti e si assuma tutte le responsabilità del caso.

Questo non potrebbe dare adito ad altro accumulo di tempo e, di conseguenza, ad altri ed ulteriori ritardi?
Non può, lo farà di certo. D’altra parte, oltre all’assessorato in sospeso, siamo senza Difensore Civico, non si sa a che punto sia la questione dell’Authority e stanno per trivellarci in casa. E, in tutto questo, Pepe tace. Muto come un pesce attende che le cose si risolvano da sole. Ecco, dobbiamo ripartire da qui, da questi argomenti. Per fare il bene della Capitanata non serve necessariamente sedere sulle poltrone. Occorre semplicemente affrontare le tematiche. E risolverle.

Pezzano il ribelle: “Rientro dimissioni? No, irrevocabili” ultima modifica: 2011-05-03T16:52:22+00:00 da Piero Ferrante



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This