Disoccupazione, 3000 giovani si danno alla pastorizia | Lavoro

Disoccupazione, 3000 giovani si danno alla pastorizia

Disoccupazione, giovani si danno alla pastorizia (ST - fonte image: newsnotizie)

Roma – DAVANTI alla crisi e alla perdita di posti di lavoro alcuni giovani trovano la forza di inseguire un sogno e di migliorare la propria vita, diventando “pastori professionisti”. Tra i giovani che cercano lavoro in Italia, più di uno su tre risulta senza impiego: dati che colpiscono, come il livello di disoccupazione giovanile generale, salito al 36%. Di fronte alla crisi che avanza, c’è però chi ha saputo tornare alle proprie radici e investire nel proprio futuro.

Sono circa 3.000 i giovani che hanno scelto di mettersi alla guida di un gregge, non solo come reazione alla crisi, precisa Coldiretti, ma come vera e propria scelta di vita: in gran parte si tratta di ragazzi che intendono dare continuità all’attività dei genitori, ma ci sono anche ingressi ex novo spinti da una scelta di vita alternativa a contatto con gli animali e la natura.

Il fenomeno porta nuova linfa ad un’attività tanto preziosa quanto sottovalutata: quando a guidare il gregge sono i più giovani si assiste, secondo Coldiretti, ad un impulso nell’attività, con il 78% che investe sul miglioramento dei prodotti aziendali. La diffusa capacità di innovazione, spiegano gli addetti ai lavori, si concentra sulla qualità e sulla sicurezza del prodotto ma anche nella capacità di presidiare il mercato attraverso nuove formule commerciali come la vendita diretta del proprio prodotto.

Proprio la qualità dei cibi made in Italy rischia infatti di essere messa da parte da alimenti importati dall’est, spesso di dubbia qualità ma pur sempre più economici di quelli realizzati interamente a partire da ingredienti italiani: Coldiretti ricorda come più della metà della carne di agnello in vendita venga importata all’insaputa dei consumatori e spacciata come made in Italy perché non è stato ancora introdotto l’obbligo di indicare l’origine in etichetta previsto dalla legge nazionale sostenuta dalla Coldiretti ed approvata all’unanimità dal Parlamento. E non va meglio per il latte: dalla mungitura quotidiana di una pecora si ottiene in media solo un litro di latte che viene pagato attorno ai 70 centesimi al litro, ben al di sotto dei costi di allevamento. Qui a pesare – conclude la Confederazione degli agricoltori – è la concorrenza sui mercati internazionale dei pecorini low cost prodotti soprattutto nell’est Europa e spacciati come Made in Italy.

Come non raccontare, infine, la storia Davide Bortoluzzi, 25 anni e un diploma dell’istituto tecnico in tasca, era pronto ad entrare nello studio del padre geometra, ma qualcosa l’ha spinto verso il suo sogno: sin da piccolo chiedeva a babbo natale caprette. Ora, grazie al suo gregge di 500 pecore, lavora su e giù per le Dolomiti e con il suo lavoro riesce a garantire la sopravvivenza di una particolare razza “l’agnello alpagoto”. In lui c’è tutta la convinzione di fare il “pastore professionista”.


Redazione Stato

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2 Commenti

  1. un cittadino come tanti. scrive:

    Me lo auguro ma sono un po’ incredulo su questo dato. Vedete che le cose non stanno così, qui in CAPITANATA la situazione e tragica. Dico questo perchè faccio parte del settore agricolo , quindi essendo ancora ragazzo posso dirvi che ho visto tutto quello che c’è da vedere….. basti pensare che la vendita del latte non viene pagato dai caseifici nei tempi stabiliti…infatti i produttori devono aspettare sei ho sette mesi per ricevere il pagamento della mensilità del latte conferito.. (se va bene); poi per la vendita dell’agnello i produttori non hanno nessuna via di uscita, il prezzo è stabilito dai compratori …. infine la lana viene pagata 0.50 centesimi al kg.. Quindi credo che la nostra agricoltura ha bisogno di aiuti strutturali non di chiacchiere…. qui è finito tutto gli allevamenti sono finiti, per non parlare di altri settori… questo lo dovete dire …… Il mio appello è rivolto ai nostri politici :
    devono cercare di adottare delle misure strutturali per risollevare il settore agricolo.
    Infine un ultimo pensiero a Voi della Redazione cercate di approfondire alcuni punti che sono importanti, i numeri sono solo numeri, non hanno nessun valore reale ,cercate ho meglio fate delle interviste approfondite e vi accorgerete che le cose non stanno così. Cordialmente…

  2. Redazione scrive:

    Grazie, restiamo a disposizione per un articolo dettagliato. Ci contatti nella giornata di domani, dalle ore 8, dopo invio e-mail a: segreteria@statoquotidiano.it, grazie a Lei, Red.

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