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Tra i tanti scrittori poco conosciuti dalle nuove generazioni vi è Vitaliano Brancati, autore di alcuni romanzi memorabili

Il bell’Antonio – V.Brancati, 1949

anche di racconti, opere teatrali e soggetti cinematografici, deve il suo successo ai romanzi poi ridotti per il cinema quali “Il bell'Antonio” e “Paolo il caldo”

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Bologna/Manfredonia. Tra i tanti scrittori poco conosciuti dalle nuove generazioni vi è Vitaliano Brancati, autore di alcuni romanzi memorabili tra cui “Il bell’Antonio”, portato sul grande schermo nel 1960 da Mauro Bolognini con le interpretazioni di Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale, sceneggiato da Pier Paolo Pasolini.

IL BELL’ANTONIO. “Giovane di rara bellezza nella Catania fascista e conformista del primo dopoguerra, Antonio Magnano gode fama di impareggiabile seduttore. Ma dopo tre anni di nozze con la bellissima e candida figlia di un facoltoso notaio, Antonio vede la sua fama offuscarsi: il presunto focoso amante di tante donne, il “bell’Antonio”, si macchia di un’onta impossibile da lavare, in una società in cui un uomo, se non è capace di “farsi onore” con una donna, diventa “meno utile di uno straccio da piedi”. E alla stregua di uno straccio da piedi egli verrà trattato quando confesserà la sua impotenza, un difetto fisiologico e psicologico che nella parabola di Vitaliano Brancati diventa una disperata reazione nei confronti di una mentalità che erige la virilità a valore assoluto. Amaro e sarcastico, comico e drammatico insieme, Il bell’Antonio può essere letto come l’allegoria dell’infelicità di vivere in una società che nasconde sotto l’ossessione per il sesso un vuoto profondo”.

ANALISI. Ha ancora qualcosa da dire, nel 2016, questo straordinario romanzo? La risposta è: sì, senza alcun dubbio. Certo il mondo è molto cambiato rispetto a quello descritto (e vissuto) da Brancati, tuttavia il tema trattato è universale ed eternamente attuale: l’ossessione per il sesso si manifesta oggi in forme differenti ma è pur sempre ben presente nella nostra società. Il sesso vissuto come un faro verso cui orientare le proprie scelte e l’intera esistenza, a prescindere dal valore intrinseco di una “persona”. Nel romanzo è un problema d’impotenza a indirizzare il destino dei vari personaggi coinvolti, oggi invece la sessualità, vissuta con apparente libertà, è oggetto di discussioni che dividono l’opinione pubblica, in fondo più ideologiche che pratiche, col risultato di non risolvere alcun problema. Parafrasando un altro grande siciliano, si può dire che è cambiato tutto ma non è cambiato niente. Il bell’Antonio, considerato “il frutto più maturo e convincente di quel barocchismo descrittivo” tipico di Brancati, è un romanzo la cui lettura è caldamente consigliata, soprattutto ai giovani, che troveranno sorprendente, oltre al modo in cui viene affrontato un tema così delicato, la strepitosa vena umoristica dell’autore che inizialmente, a torto, veniva frettolosamente classificato nella categoria del comico.

L’AUTORE. Vitaliano Brancati (Pachino, Siracusa, 1907 – Torino 1954), dopo avere esordito come scrittore in Sicilia con un poemetto, alcuni testi teatrali e un romanzo, si trasferisce a Roma dove collabora a diversi giornali e riviste. Lasciata la capitale, torna nella sua isola a Caltanissetta e scrive romanzi memorabili come “Gli anni perduti” e “Don Giovanni in Sicilia”, pubblicati nel 1941. Autore anche di racconti, opere teatrali e soggetti cinematografici, deve il suo successo ai romanzi poi ridotti per il cinema quali “Il bell’Antonio” e “Paolo il caldo”.

Il giudizio di Carmine

Vitaliano Brancati
IL BELL’ANTONIO
1949, Mondadori



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