Cultura
"Eros e Thanatos, Amore e Morte, l’amore per la morte e la morte per amore"

Sull’amore sulla morte – P.Süskind, 2007

Süskind scrive: “È noto che i poeti scrivono non su ciò che conoscono bene, bensì su ciò che non conoscono bene”

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Bologna/Manfredonia. Patrick Süskind ha ottenuto un grande successo internazionale con il romanzo “Il profumo”, capolavoro del 1985 il cui successo è stato amplificato dal film del 2006 diretto da Tom Tykwer “Profumo – Storia di un assassino”.

SULL’AMORE, SULLA MORTE. Eros e Thanatos, Amore e Morte, l’amore per la morte e la morte per amore: uno dei temi-totem che attraversano, anzi incarnano come pochi altri, in un eterno ritorno, il pensiero e l’arte dell’Occidente, e non solo. Narratore sfuggente a ogni classificazione, Süskind lo è altrettanto da saggista. Egli pone e si pone alcune domande: perché il tema dell’amore è indefettibilmente legato a quello della morte? L’amore è una malattia, anzi la più folle e spaventosa delle malattie? La passione amorosa al più alto grado conduce all’idea di morte? Per rispondere l’autore del Profumo chiama a testimoni Socrate, Platone, Goethe, Kleist, Stendhal, Wagner, Thomas Mann; mette a confronto i destini di Orfeo e Cristo, con una netta preferenza per l’umana debolezza del primo. Affronta insomma l’argomento senza timori reverenziali, anzi, quasi con dichiarato intento dissacratorio. Ed è soprattutto in questo confronto impertinente e beffardo con la Storia e il Mito che si ritrova il romanziere, capace di misurarsi con gli abissi del sublime senza scendere a patti, e di tracciare con pochi segni febbrili un ritratto controcorrente, al contempo sapido, severo e assolutamente laico, di un passato che non solo è parte di noi, ma nel quale ciascuno può guardarsi come in uno specchio.

ANALISI. Süskind scrive: “È noto che i poeti scrivono non su ciò che conoscono bene, bensì su ciò che non conoscono bene”. Leggendo questo libro si può giungere a una conclusione analoga, anche se meno generale, vale a dire che talvolta anche i saggisti parlano di argomenti che non conoscono bene. Amore e Morte sono due temi universali e talmente vasti che in poco più di settanta pagine ci sta al massimo una riflessione, un’introduzione all’argomento. Quindi non si comprende l’utilità di un testo come “Sull’Amore, sulla Morte”, se non con il piacere puro e semplice di leggere qualcosa, qualsiasi cosa, scritta da un autore molto amato (chi ha letto “Il profumo” ne è rimasto certamente folgorato). Tanto più che il contributo diretto dell’autore è praticamente nullo, qui si limita a citare altri autori e filosofi. Il confronto, a dir poco forzato, tra Orfeo e Cristo, mette in luce almeno un po’ dell’arguzia di Süskind, rendendo la lettura comunque piacevole.

L’AUTORE. Patrick Süskind è nato nel 1949 ad Ambach, in Baviera, e ha fatto studi storici a Monaco e a Aix-en-Provence. Ha scritto racconti (alcuni dei quali raccolti nel volume “Ossessioni”), sceneggiature televisive e il lavoro teatrale “Il contrabbasso”. Dopo aver raggiunto il successo internazionale nel 1985 con “Il profumo”, romanzo straordinario che in Italia ha venduto un milione di copie, ha confermato le sue grandi qualità di narratore con “Il piccione” e “Storia del signor Sommer”.

Il giudizio di Carmine
Patrick Süskind
SULL’AMORE SULLA MORTE
2007, Longanesi
Valutazione: 2/5

(A cura di Carmine Totaro – redazione stato quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA)



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