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20 indagati

Inchiesta assenteismo Comune Foggia, attesa processo

Inizialmente 13 posti ai domiciliari

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Foggia, venerdì 03 giugno 2016. Dopo aver ascoltato tutti gli imputati e dopo aver vagliato tutte le prove a carico loro, la Procura di Foggia ha deciso di chiudere le indagini sull’inchiesta degli assenteisti del Comune di Foggia. L’inchiesta dei cosiddetti “furbetti del multibadge”, come noto ha visto inquisire 20 dipendenti che lavoravano negli uffici del Servizio Integrato Attività Economiche del Comune di viale Sant’Alfonso Maria De Liguori, cui inizialmente 13 posti ai domiciliari e interdetti dai pubblici uffici. Ora che il GIP ha acquisito tutte le informazioni a carico e le prove del caso, e dopo aver accolto alcune istanze poste in essere dagli avvocati difensori degli arrestati, ha stabilito che salvo chi deciderà di patteggiare la pena con condanne di pochi mesi, andrà al processo.

Per la cronaca l’indagine dei Carabinieri di Foggia – svolta in maniera continuativa dal febbraio all’aprile del 2015 – avrebbe permesso di verificare che presso gli uffici sopracitati del Comune era in atto dai dipendenti in oggetto un sistema da tempo consolidato, con il precipuo scopo di assentarsi ripetutamente dal posto di lavoro. Il tutto organizzato in modo che ogni indagato garantiva, a turno, la presenza degli assenti marcando al loro posto i badge marcatempo, fino anche ad una decina contemporaneamente.  Secondo le argomentazione che l’accusa ha formulato i dipendenti avrebbero messo a segno 37 episodi di truffa assentandosi dal posto di lavoro, senza giustificato motivo, per oltre 1181ore per un danno complessivo di circa 34mila euro. È doveroso, tuttavia, ricordare che alcuni degli indagati hanno ammesso le proprie responsabilità e hanno versato somme pari al danno che avrebbero provocato, altri, invece, si sono dichiarati innocenti giustificando le loro assenze per motivi di lavoro o di salute. Se si andrà al processo il Comune di Foggia ha annunciato che si costituirà parte civile.

(A cura di Nico Baratta)

Redazione Stato Quotidiano.it



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