Economia

Governo, piano per congelare le tariffe fino al 2013

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Governo, piano per congelare le tariffe fino al 2013 (fonte image: lapoliticaitaliana)

Roma – POSSIBILE sorpresa nel decreto sulla spending review che il Governo si appresta a presentare stamane alle parti sociali: si tratta di un blocco della tariffe per 18 mesi, fino al 2013. Lo annunciano le agenzie nazionali. Il piano sarebbe stato proposto dal premier Mario Monti, con scetticismo del ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera, “preoccupato per i riflessi che il congelamento potrebbe avere sulle compagnie”.

Dai dati del quotidiano Repubblica sarebbe “sospesa fino al 31 dicembre 2013 l’efficacia delle norme statali che obbligano o autorizzano organi dello Stato o autorità a emanare atti aventi ad oggetto l’adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi automatici”. Interessati, per esempio, luce, gas, acqua, trasporti. Una serie di servizi che proprio in queste ultime settimane sono stati toccati dagli aumenti.

Sindacati pronti allo sciopero. Intanto nella giornata di martedì 3 luglio il governo incontrerà i sindacati e le autonomie locali per discutere proprio dei tagli alla spesa pubblica. Il decreto prende corpo e ha già scatenato l’altolà di Pd, Pdl e parti sociali. I democratici non vogliono tagliare la spesa sociale mentre sul corposo dimagrimento della spesa pubblica che il governo va delineando in queste ore il leader Cisl Raffaele Bonanni, in sintonia con Cgil e Uil, minaccia: “Se occorrerà uno sciopero generale lo faremo”.

Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, in un’intervista alla Stampa è tornata invece a chiedere una patrimoniale: “I lavoratori hanno già dato, adesso paghino altri. Serve un piano nazionale di rilancio, altrimenti non si va da nessuna parte”.

I dubbi dei partiti . I partiti restano ugualmente in allerta sui tagli che non condividono. “Credo che nessuno auspichi l’aumento dell’Iva – ha detto Bersani – e quindi dobbiamo trovare altre soluzioni, discutendo della spesa della pubblica amministrazione. Ma senza andare a toccare la sostanza e la risposta sociale”.


Spending Review: CGIL, no a nuovi tagli alla Sanità.
“Non è accettabile che il governo usi la Spending Review per ridurre ancora il finanziamento per la sanità. I tagli lineari già adottati ammonteranno nel prossimo triennio a 17 miliardi, con quasi tre miliardi di nuovi ticket”. E’ quanto affermato dal segretario confederale della CGIL, Vera Lamonica, e il responsabile Politiche della salute per il sindacato, Stefano Cecconi.

“Non è più tollerabile aggiungere nuovi tagli”, sostengono i due dirigenti sindacali affermando che: “Così non si agisce con un’opera di riqualificazione della spesa inappropriata, certamente necessaria, giusta e possibile, come dimostra l’esperienza di alcune regioni che associano bilanci in ordine a buoni livelli di assistenza. Le regioni con i risultati di bilancio ‘migliori’, infatti, sono anche quelle con una migliore valutazione sui Lea erogati mentre al contrario le regioni in disavanzo presentano inadempienze sui Lea”.

Per Lamonica e Cecconi “con i tagli lineari si impedisce ogni risanamento e si riducono, di fatto, i confini della copertura pubblica e universale, spingendo verso la privatizzazione di alcune attività. Ormai vi è il rischio di compromettere il sistema sanitario pubblico e quindi il diritto costituzionale dei cittadini alla tutela della salute e alle cure. E’ poco serio – concludono – camuffare l’esigenza di fare cassa con la spending review, che non vuol dire tagliare il finanziamento ma spendere meglio”.


Redazione Stato@riproduzione riservata



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