Capitanata

Maltrattamenti minori: domiciliari per responsabile ‘Melograno’

Di:

Comunità Melograno Rodi Garganico (fonte image: fuoriporta)

Foggia/Rodi Garganico – “MISURA degli arresti domiciliari per Antonia Silvestri, obbligo di dimora per Anna Maria Tozzi e Antonietta Silvestri“. Ulteriore tassello nella triste vicenda della comunità “Il Melograno” (di Rodi Garganico, Foggia), gestita dalla coop. Sociale Nemesi di cui Antonia Silvestri risultava essere legale rappresentante.


I FATTI.
Come si ricorderà, nel 2011, Antonia Silvestri, nata a Vieste il 25 settembre 1955, Anna Maria Tozzi, nata a Ischitella il 2 gennaio 1961 e Antonietta Silvestri, nata a Foggia il 9 aprile 1980, rispettivamente responsabile, coordinatrice ed educatrice della comunità “Il Melograno” furono sottoposte agli arresti domiciliari o all’obbligo di dimora perché responsabili “in concorso tra loro, dei reati di maltrattamento dei minori affidati alle loro cure, di sequestro di persona, oltre a lesioni aggravate per aver agito per motivi futili, crudeli ed abietti”.


Le testimonianze dei bambini (dalla conferenza stampa del 27 luglio 2011).
In un’occasione hanno preso N. e l’hanno fatta girare nuda mentre piangeva. Ma non dite nulla alla direttrice, che ci mena“. Così in una versione plausibile.

Le misure restrittive furono eseguite al tempo dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Foggia, diretta dal dr. A.Fabbrocini. Le 3 educatrici della struttura furono inizialmente arrestate dagli agenti che eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Lucera, Ida Moretti e dal sostituto procuratore Mara Flaiani. Il provvedimento era stato emesso dal gip del Tribunale di Lucera su richiesta della procura della Repubblica della citta’ federiciana. Le vittime avevano dai 4 ai 7 anni. I fatti si riferiscono al periodo che va da luglio 2010 a marzo-aprile del 2011. L’inchiesta era partita da un esposto anonimo sulla base del quale poi gli agenti della Mobile hanno effettuato i doverosi riscontri.

Le donne sottoposte alle indagini (st)

Le indagini. Pesanti le ingiurie sui bambini: “puttana, ricchione, frocio, pezzo di merda, tu puzzi, scemo cretino, ecc…. Gli immediati accertamenti permettevano di acclarare la “veridicità della segnalazione per cui venivano subito assunte informazioni dalle persone ritenute informate dei fatti”. I minori venivano escussi a sommarie informazioni nella scuola elementare da loro frequentata e “riferivano i maltrattamenti subiti. ” Gli stessi bimbi confermarono al tempo “sia le percosse, le umilianti punizioni e le pesanti ingiurie (puttana, ricchione, frocio, pezzo di merda, tu puzzi, scemo cretino, ecc…) che subivano. Addirittura vi fu un episodio nel quale una minore venne fatta girare nuda tra i ragazzi mentre piangeva. I bambini durante l’audizione, effettuata alla presenza del pubblico ministero della Procura di Lucera ed del Giudice del tribunale per i minorenni di Bari, manifestavano terrore e piangendo supplicavano di non riferire nulla alla direttrice, altrimenti avrebbero subito ulteriori percosse. Le misure cautelari venivano emesse, dal G.I.P., presso il Tribunale di Lucera.

Successivamente il G.I.P revocava le misure cautelari riqualificando le condotte delle indagate nel reato di eccesso dei mezzi di correzione in quanto aveva appurato che seppure i minori, di fatto, non si trovavano bene nella struttura “Il Melograno”, tuttavia, a riguardo, “si poteva ipotizzare il reato meno grave dell’abuso dei mezzi di correzione“.

Contro questa ordinanza, l’11.08.2011 il P.M. Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Lucera, titolare delle indagini, proponeva appello. Il Tribunale di Bari – Sezione Riesame, a giugno con ordinanza accoglie parzialmente l’appello proposto dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Lucera. A riguardo il Collegio evidenzia che, “nonostante alcune dichiarazioni discordanti e qualche discrasia nella ricostruzione dei fatti, sostanzialmente le dichiarazioni rese dai minori dimostrano l’abitualità di comportamenti di maltrattamento ai danni degli ospiti della comunità per mano delle tre educatrici”. Ad avviso del Collegio, infatti, la vicenda in questione non appare compatibile con il reato di abuso dei mezzi di correzione, considerato che i mezzi “educativi” adoperati quali percosse e maltrattamenti fisici e psicologici, i sono oggettivamente incompatibili con l’attività educativa.

La conferenza stampa in Questura a Foggia il 27 luglio 2011 (fonte image: stato@)

Tribunale: “persiste il pericolo di reiterazione di reati della stessa indole”. Inoltre, il Tribunale osserva che persiste il pericolo di reiterazione di reati della stessa indole, e ciò in considerazione della circostanza che le condotte perpetrate dalle indagate a carico delle parti offese, sono caratterizzate dalla continuità e durata nel tempo, da una particolare odiosità in considerazione del fatto che le parti offese sono generalmente provenienti da famiglie problematiche e con alle spalle storie traumatiche. In aggiunta, ancora, il Tribunale evidenzia che, nonostante la comunità “Il Melograno” sia attualmente chiusa le indagate risultano essere comunque operanti all’interno della coop. Sociale Nemesi che svolge attività del tutto assimilabili a quelle esperite dalla comunità “Il Melograno”.

Pertanto, sulla scorta di queste considerazioni il Collegio ha disposto la misura degli arresti domiciliari a carico di Silvestri Antonia, la misura dell’obbligo di dimora per Tozzi Anna Maria e Silvestri Antonietta.


Redazione Stato, ddfil@riproduzione riservata



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Commenti


  • aldo

    chissà come andrà a finire
    speriamo giustizia sia fatta


  • Tiziana

    Ma i Giudici dei Tribunali dei Minori leggono questi articoli? Perchè quando esaminano le coppie che fanno richiesta di minori in adozione, danno l’idoneità ma in realtà non ti affidano mai nessun bambino con una serie di scuse tra cui quella “minori da adottare non ci sono”, questi bambini perchè li fate marcire in questi enti? Visto che ci sono e come….!

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