Editoriali

Nuovo asse PD-UDC: Vendola si smarca

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Il governatore pugliese Nichi Vendola (archivio)

Bari – “IO sono interessato a costruire il centrosinistra. Un’alleanza basata su un accordo tra Pd e Udc non mi trova interessato. Non voglio impedire un dibattito con i moderati né un compromesso con loro, ma è vietata la resa”. Lo ha spiegato il presidente della Puglia Nichi Vendola nel corso del dibattito “Tra crisi e alternativa” durante il Padova Sherwood Festival dove ha aggiunto: “La sommatoria algebrica dei partiti non ci porta da nessuna parte. Se poi al centro della somma algebrica c’è l’asse privilegiato tra il PD e l’UDC, se c’è al centro l’asse D’Alema-Casini, io militerò con tutta la mia energia in una parte alternativa e antagonista a quest’area”. Lo scorso 29 giugno Vendola aveva affermato sul social network Facebook che: “In una coalizione che non riconosce le coppie di fatto, io non mi accomodo nemmeno per prendere un caffè”.

Terrorizzato dal preoccupante calo di consensi in seno al Partito Democratico, specie dopo l’ennesimo accordo pdelllino sull’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, è arrivata celere e ecumenica la risposta del segretario Pier Luigi Bersani a Youdem: “Le convivenze stabili tra omosessuali bisogna che trovino una risposta scegliendo al meglio nella legislazione europea. Bisogna che lo risolviamo questo problema. Senza ambiguità e con una certa decisione”. E ha aggiunto anche, con un certo ottimismo, che è necessario ragionare “tra le diverse sensibilità, laiche, cattoliche”.

Lesta è arrivata la risposta di Paola Binetti, deputata ultra cattolica dell’Udc che in una recente intervista si è dichiarata disponibile ad un’alleanza col Pdl, ponendo, diversamente, il veto sia a Nichi Vendola che a Antonio Di Pietro. “E se il Pd insistesse sul matrimonio gay?”, le si domanda su il sussidiario.net. “Sono convinta che non lo farà. Se, invece, ne facesse una bandiera, credo che staremo all’opposizione”, conclude il deputato emigrata per “motivi etici” dal Partito Democratico.

Secondo i dati del sondaggio realizzato in collaborazione con l’ISPO di Renato Mannheimeri il Pd, primo partito in Lombardia, si ferma al 36,2% mentre il governatore pugliese Nichi Vendola si attesta attorno al 23,4. In più, nonostante Bersani sostenga pienamente il governo di Mario Monti, una lista di tecnici con o senza il premier riscuote un modesto 5,5% tra gli elettori (quasi la metà dei consensi per il Movimento 5 Stelle).

Il dato più evidente è che l’ipotesi dell’allargamento al centro del centrosinistra stipulato con Pier Ferdinado Casini raccoglie lo scarsa adesione da parte della sinistra. D’altra parte il centro della politica in passato ha flirtato ora a sinistra e ora a destra. E del trasformismo della Politica questo martoriato Paese ne ha avuto fin troppi esempi.

(a.delvecchio@statoquotidiano.it)



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Commenti


  • Pasquale Renzulli Monte Sant'Angelo

    Ancora una volta assistiamo al “teatrino della politica”. Fino a ieri Vendola corteggiava i moderati cattolici con dichiarazioni di apertura “culturale”. Oggi, prende ancora una volta atto che nell’alveo della sinistra moderata (pd-udc) non è il benvenuto, ed allora si smarca e condanna quest’alleanza. Ancora una volta caro Vendola, parlate solo di voi, dei vostri “teatrini” e non parlate dell’Italia e dei problemi degli italiani. Complimenti!

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