Economia

Spending review, Monti: tagli ben oltre 4,2 miliardi

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Il presidente del Cdm Monti con il Ministro dello Sviluppo Economico Passera (fonte image: dirittodicritica)

Roma – TAGLI ben oltre i 4,2 miliardi annunciati dal Governo a fine aprile, con riduzione del 10% degli statali. Questi i risultati attesi dal presidente del Consiglio Mario Monti con il varo della spending review nazionale.

Oggi l’incontro del premier, a Palazzo Chigi, con gli enti locali e le parti sociali. “Per evitare che in ottobre ci sia l’aumento dell’Iva occorrono 4,2 miliardi. Si sono poi aggiunte due esigenze: il tema degli esodati, meglio qualificati come salvaguardati, e il terremoto in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, rendendo la cifra di 4,2 miliardi molto più alta”, ha detto Monti secondo quanto riferiscono fonti presenti agli incontri.

Il vice ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha confermato che il governo varerà il primo decreto per rendere effettivi i tagli questa settimana. I tempi sono stretti perché l’Italia resta “sorvegliata speciale a livello europeo”, ha aggiunto. In base alla raccolta dati, la spending review si articolerà in tre fasi. La seconda riguarda il decreto da approvare in settimana mentre la terza si concentrerà sulla riorganizzazione delle amministrazioni periferiche attraverso “un nuovo decreto da presentare tra qualche settimana”, scrive la Cgil su twitter.

SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO. piano sulla spending review presentato oggi (3 luglio) dal governo alle parti sociali non convince i sindacati che mantengono alto lo stato di mobilitazione.“Il Governo ha fatto una comunicazione criptica e reticente” ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso uscendo dall’incontro. “Siamo preoccupati – ha proseguito – non ci sono state date le cifre”.

Le uniche cifre fornite dal Premier Mario Monti sono state: il taglio del 20% dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10% dei dipendenti e di un altro 20% delle consulenze. E’ questa la strada indicata dal governo per recuperare i 4miliardi necessari per evitare l’aumento dell’IVA a settembre. La scure del governo, così come sospettato dai sindacati, rischia di abbattersi di nuovo sui soliti noti. A pagarne le spese, infatti, il pubblico impiego e la sanità, un’ulteriore ferita che rischia di essere inflitta al welfare socio-sanitario italiano. “Questi sono gli unici numeri dati – insiste Camusso – sul resto sono state dichiarate intenzioni, alcune anche condivisibili come l’accorpamento dei piccoli enti locali e delle province”. La “genericità” delle tante indicazioni e la “concretezza dei numeri solo sul personale” allarmano la CGIL, preoccupata che la revisione della spesa pubblica si traduca esclusivamente in tagli lineari e non in una politica di efficienza per evitare gli sprechi.

Giudizio negativo della CGIL su quanto annunciato oggi dal governo, inoltre il sindacato guidato da Susanna Camusso critica il metodo adottato dall’esecutivo chiedendo l’apertura immediata di un confronto per evitare il ripetersi delle modalità già adottate nel corso delle riforme precedenti: dalla manovra SalvaItalia, alla riforma delle pensioni e del lavoro. Il Consiglio dei ministri potrebbe varare il decreto di tagli alla spesa pubblica già venerdì 6 luglio, come annunciato oggi dal Premier Monti.

CAMERA APPROVA DL. Nella seduta odierna la Camera dei deputati ha approvato, modificandolo, il disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica (C. 5273-A). Il provvedimento torna ora all’esame del Senato. Successivamente l’Assemblea ha respinto la questione pregiudiziale Dozzo ed altri n. 1 presentata al disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese.

Da ultimo ha avuto luogo la discussione generale della mozione Dozzo, Donadi ed altri (…) nei confronti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, professoressa Elsa Fornero e la discussione generale del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 58, recante disposizioni urgenti per la partecipazione italiana alla missione di osservatori militari delle Nazioni Unite, denominata United Nations Supervision Mission in Syria (UNSMIS), di cui alla Risoluzione 2043 (2012), adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Approvato dal Senato).

Redazione Stato@riproduzione riservata



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Commenti


  • Italo

    L’unica cosa che non e’ andata bene e’ l’IMU. Tutto il resto statali compreso e’ tutto ok . Anche Mussolini avrebbe fatto la stessa cosa. Non possiamo avere un’Italia garantista col culo al caldo e posticino sicuro (che oltretutto non produce nulla), e un’italia che si alza al mattino chiedendosi cosa deve fare oggi per comprare tre panini per la casa.
    EVVIVA


  • Redazione

    In merito alle notizie di stampa relative ai contenuti del decreto sulla spending review pubblicate nel corso della giornata il Governo chiarisce che ogni contenuto diffuso è da considerarsi privo di fondamento. Il Governo precisa che il provvedimento è ancora in corso di stesura, in virtù degli incontri intercorsi in data odierna con le parti sociali e gli enti locali e alla luce del confronto con i Ministeri interessati.

    (http://www.governo.it/Presidenza/Comunicati/dettaglio.asp?d=68596)


  • aldo

    addirittura su alcune testate giornalistiche hanno anche riportato il taglio della tredicesima di tutti gli statali..
    accidenti
    ma io dico
    non riescono proprio a tagliare gli stipendi e le indennità di tutti questi politici?
    è possibile che non riescano a mettere un tetto a massimo 5.000 euro al mese(e senza doppie o triple pensioni) per le pensioni d’oro?
    ma i vari grandi BIG POLITICI, Bersani, Casini, Alfano ecc.. cosa dicono al riguardo?
    sono tutti falsi e lo dimostrano.
    siamo veramente tutti disgustati.


  • Pasquale Renzulli Monte Sant'Angelo

    E’ il momento storico più difficile dal dopo guerra. C’è un senso d’incertezza e di precarietà esistenziale spaventoso. Sicuramente la gente che vuole vivere dignitosamente e che non ha voce, emigrerà, come nel passato, per riprendersi speranza e dignità. Una cosa che mi scandalizza: la politica si è ecclissata, nascosta, “inchinata” ai tecnici bocconiani. Mi chiedo: non potevano mettere al governo anche un prof. universitario del sud a rappresentanza del meridione? ancora una volta, il sud è umiliato anche culturalmente.
    Poi per non parlare del clima di perbenismo, buonismo e ipocrisia generale, determinato anche dalla forte influenza culturale in Italia della Chiesa cattolica, che di tutto parla fuori dei temi reali della gente.


  • giampiero

    tanti parlamentari che non hanno fatto mai un giorno di lavoro
    e devono guadagnare tantissimi soldi
    e per risparmiare vogliono tagliare scuola, sanità e servizi
    ma dove siamo?
    che paese è?
    spero in una rivoluzione sociale

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