Manfredonia
Se ne andato un Grande!

Addio a Gino Grasso, storico centravanti del Manfredonia Calcio

Gino Grasso ha dato tanto al Manfredonia, non ricevendo in cambio le giuste soddisfazioni sportive, disputando ininterrottamente 7 campionati, dal torneo 1956-57 al 1962-63, quando fu assunto come dipendente nel Ministero del Lavoro


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Manfredonia. Se ne andato Gino Grasso, e noi che siamo stati suoi amici, ne ricordiamo la gentilezza, la disponibilità e la serietà. Gino Grasso era un uomo discreto, un atleta esemplare, un uomo con la “U maiuscola”, tanto per dire una frase che ci emoziona nel mentre scriviamo qualche parola per ricordarlo.

Personalmente gli devo molto, in quanto fu lui, Fedele Renzulli, Torino Di Candia e Vincenzo Salvetti, ad incoraggiarci (a me e a mio padre), di organizzare la prima mostra sul calcio sipontino, e a scrivere ben tre libri sulla storia del football locale (70 anni di emozioni, Manfredonia nel Pallone e Il Prato verde).

Purtroppo Gino non ha potuto leggere il libro che lo riguardava, quello a cui ci teneva di più, a causa di una malattia atroce; ma idealmente il libro è stato dedicato a lui, tant’è che riportai per la seconda volta un suo articolo riguardante gli anni ’50. Terzo Marcatore di sempre del Manfredonia con 63 reti e 158 presenze, Gino aveva una elevazione formidabile, tant’è che nonostante l’altezza non eccessiva, riusciva ad avere una grande elevazione e segnare di testa.

Ha esordito nel Manfredonia giovanissimo, alla seconda giornata della Promozione Pugliese, il, 21/10/1956, Maglie – Manfredonia 0-0.
La prima rete con i sipontini è stata siglata il 16/12/1956, Pro Gioia – Manfredonia 0-6 (3 reti di Fogar II, Grasso, Pacera, Fogar I). Mi ha raccontato stamattina Francesco Saverio Castriotta, suo compagno di squadra nel torneo 1957/58, che dopo la gara vinta contro l’Acquaviva e che di fatto proponeva giovani locali a vestire per la prima volta la maglia biancoazzurra, il Presidente Capurso, consegnò ad ogni calciatore la bellezza di 5 mila lire. E loro, contenti, non sapevano come spenderli. La gara si giocò il 01/12/1957, Manfredonia – Acquaviva 2-1, con reti di Castriotta F. S., e Grasso.

Gino Grasso ha dato tanto al Manfredonia, non ricevendo in cambio le giuste soddisfazioni sportive, disputando ininterrottamente 7 campionati, dal torneo 1956-57 al 1962-63, quando fu assunto come dipendente nel Ministero del Lavoro.

Per l’occasione riportiamo un articolo dedicato a suo zio Salvatore Grasso, uno dei primi calciatori degli anni ’30 dell’AS Manfredonia.

Le scarpe di Zio Salvatore


Mio zio Salvatore era munito di un forte carattere, espresso attraverso la sua spiccata padronanza su tutto e tutti.
Tale peculiarità veniva manifestata con schiettezza anche verso suo fratello Ciccillo, cioè mio padre, vecchio titolare di licenza per l’esercizio commerciale di profumi ed articoli sanitari (quest’ultimi prodotti derivavano dalla precedente professione come farmacista del loro genitore). Infatti, era solito, durante i suoi incontri quotidiani presso tale esercizio, riportarsi ad idee proprie d’impronta commerciale, usando nella circostanza un timbro di voce molto acuto che, a me allora bambino, giungeva a dir poco sproporzionato in rapporto alla futilità delle questioni trattate. E ciò veniva messo in atto da zio Salvatore con lo scopo ben preciso di sottolineare con forza e decisione quanto da lui sostenuto.
Immediatamente, si instauravano, tra i due, rapporti disciplinati unicamente dal personale interesse di mio zio a rendere superficiali le conoscenze professionali di mio padre, in tal modo colpendolo in tutto ciò che lo stesso mio padre potesse onestamente vantare: la sua enorme esperienza commerciale acquisita in tanti anni di attività specifica nel settore.
Ad ogni buon fine, indipendentemente da queste considerazioni mirate chiaramente ad evidenziare la sua personalità piuttosto forte; nei miei ricordi giovanili, proiettati verso un personale futuro di calciatore, affiorano, con estremo sentimento, quelli riguardanti due suole in cuoio di un vecchio paio di scarpe da calcio, scarsamente bullonate, già appartenute a mio zio Salvatore (all’epoca per me era zio Tatore, certamente in omaggio alla sua potenza fisica di un tempo trascorso).

MANFREDONIA 1959-60

MANFREDONIA 1959-60

Ogni giorno me le guardavo con enorme rispetto perché già di proprietà di un parente campione a me molto vicino, legato ad uno sport qual è il calcio, che io già “sentivo di seguire” concretamente allorquando l’età me lo avrebbe concesso. Ricordo che le suole si trovavano accatastate in una vecchia cassa in legno che mio padre aveva recuperato nel magazzino annesso al suo esercizio commerciale. Stavano assieme ad altre vecchie scarpe oramai non più usate dalla famiglia, ma, dato i tempi, sempre in attesa di essere riadattate.

Ho sempre cercato di rendere le due suole utilizzabili, adattandole alla men peggio al mio piede che, però, al loro diretto confronto appariva molto piccolo. Nonostante ciò, presi a custodirle molto gelosamente, spinto dalla pretenziosa speranza che un giorno piuttosto non lontano avrei potuto finalmente utilizzarle anche con l’aiuto di un buon ciabattino. Ricordo anche della generosa collaborazione di zio Salvatore nel suo impegno a convincere mio padre perché mi lasciasse partire – con la famosa 1100 nera dell’allora rinomata ditta Morlino – nella giornata del sabato allorquando la mia partita di calcio si fosse giocata nel Salento….

(A cura di Gino Grasso, Manfredonia)

Addio a Gino Grasso, storico centravanti del Manfredonia Calcio ultima modifica: 2017-09-03T19:48:05+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Simona

    Frequento la famiglia Grasso da tanti anni , ma non sapevo della carriera sportiva del signor Gino. Io ho conosiuto il buon padre di famiglia.


  • razionale

    C’è chi lo ricorda, da ala sinistra in elevazione e colpo di testa da Figurina Panini. Una persona che faceva piacere vedere e salutare, un pò come tutti i suoi familiari. Un altro pezzetto della Manfredonia buona e gentile che se ne va. Gli sia lieve la terra


  • Enzo

    Me lo ricordo che giocava come ala sinistra, centravanti era Renzulli Fedele dopo i Fogar.

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