Conferme sulla presenza della criminalità nel territorio di Monte Sant'Angelo

Scioglimento Consiglio Monte, così il Consiglio di Stato su mafia e criminalità (III)

"Gli episodi relativi ai danneggiamenti di cui sono state vittima gli amministratori locali (...) contrariamente a quanto sostenuto dagli appellanti – si appalesano significativi della pressione esercitata dalla criminalità organizzata"


Di:

(II – continua)

Il secondo motivo di appello

Dinanzi al Consiglio di Stato, ”Con il secondo motivo di appello lamentano gli appellanti (..) in sostanza (…) lamentano l’omessa valutazione in sede istruttoria dell’intensa attività svolta dalla disciolta amministrazione comunale per affermare il valore della legalità e contrastare ogni fenomeno mafioso. Inoltre, censurano la sentenza di primo grado per non aver ravvisato profili di illegittimità nelle valutazioni riportate nella relazione ministeriale in merito al “contesto territoriale” di riferimento, tradizionalmente e storicamente pervaso dalle cosche mafiose, senza tener conto che la diffusione del fenomeno mafioso nel territorio del singolo Ente non comporta in via automatica il condizionamento della sua amministrazione comunale”.

A questo proposito deducono che si sarebbero dovute indicare circostanze (univoche, concrete e rilevanti) indicative del condizionamento esercitato dalle consorterie malavitose sull’azione amministrativa degli appellanti, sottolineando la genericità della relazione sul punto, ribadendo l’avvenuto spostamento dei sodalizi criminali verso realtà economiche ben più interessanti”. ”Aggiungono, quindi, che Monte Sant’Angelo non sarebbe centro nevralgico della criminalità organizzata (…), in quanto gli esponenti dei clan (…) sarebbero andati via da tale comune dagli anni (…)”.

I motivi della bocciatura del secondo motivo di appello

Anche in questo caso i magistrati del Consiglio di Stato non hanno accolto la relativa “doglianza”.

”(…) è condivisibile l’assunto del primo giudice secondo cui tali interventi non avrebbero potuto sminuire la significatività degli elementi indicativi di condizionamenti subiti dall’amministrazione comunale e dall’apparato burocratico, sicchè il loro mancato richiamo non costituisce elemento idoneo a smentire l’attendibilità delle valutazioni rese nella relazione.
Occorre considerare, infatti, che compito dell’organo ispettivo era quello di delineare i fatti ritenuti rilevanti per la dimostrazione del rischio di condizionamento da parte della criminalità organizzata dell’amministrazione dell’ente e del suo apparato burocratico, sicchè una volta acquisiti gli elementi fattuali necessari per sostenere la richiesta di scioglimento, correttamente nella relazione non si è fatto cenno agli elementi contrari (quali ad esempio gli atti amministrativi regolari, le delibere conformi a legge, e quindi anche le iniziative richiamate dagli appellanti), in quanto ritenuti insufficienti – in comparazione con la complessità degli elementi negativi emersi in sede istruttoria – a far cadere l’impianto “accusatorio” (…)

Del resto – se bastasse qualche operazione “di facciata” per lenire il rischio di dissoluzione – sarebbe ben agevole farvi ricorso, eludendo in questo semplice modo la finalità perseguita della norma di cui all’art. 143 del D.Lgs. 267/2000.

”La difesa dell’Amministrazione ha rilevato, inoltre, che ben altre avrebbero dovuto essere le determinazioni assunte per evitare il rischio di contaminazione con le corsorterie criminali, richiamando, in particolare, l’adesione alla convenzione relativa al conferimento delle funzioni di Stazione Unica Appaltante intervenuta tra la provincia di Foggia, la Prefettura di Foggia ed 11 comuni della zona, alla quale però, il Comune di Monte Sant’Angelo non ha aderito, essendo notorio che il ricorso alle S.U.A. costituisce un presidio fondamentale per rendere gli apparati burocratici operanti in zone afflitte dalla presenza della criminalità organizzata, non permeabili al suo condizionamento”.

”(….) la presenza della criminalità organizzata nel Comune di Monte Sant’Angelo trova riscontro non solo nella Relazione del Ministero dell’Interno al Parlamento (…), ma è confermata dall’accertamento svolto dal Comando Provinciale Carabinieri di Foggia (…) richiamato nella sentenza del TAR.
Infine, è opportuno rilevare che – sebbene sia corretto ritenere che la collocazione di un comune in contesto territoriale infestato dalla malavita non costituisca di per sé prova della collusione dei suoi amministratori con la malavita stessa, essendo necessari ben altri elementi concreti univoci e rilevanti su collegamenti diretti o indiretti con essa, o su forme di condizionamento degli stessi tale da incidere sulla gestione dell’ente –, nondimeno tale elemento fattuale può assumere rilievo ove sia accompagnato da una serie di circostanze di fatto indicative della permeabilità
degli amministratori, come nel caso di specie”.

Terza censura

Per gli appellanti ”dalla relazione prefettizia non emergerebbe alcuna motivazione sul collegamento degli episodi di danneggiamento ed intimidazione, di cui erano stati vittima alcuni degli ex amministratori con l’attività svolta nell’esercizio delle rispettive cariche, né sarebbe stata chiarita l’incidenza che tali episodi avrebbero potuto avere sullo svolgimento della predetta attività, donde l’impossibilità di considerare gli stessi sintomatici di pressioni e condizionamenti esercitati sui vertici politici e non del Comune di Monte Sant’Angelo”.

”Peraltro, si sarebbe trattato di episodi regolarmente denunciati e, nel caso più grave, la vittima si sarebbe costituita in giudizio contro il colpevole che aveva agito per interessi strettamente personali, come accertato dal Tribunale (…), ragion per cui attorno agli ex amministratori e ai funzionari comunali non si sarebbe creato alcun clima particolare. Inoltre, le frequentazioni addebitate al (…) non avrebbero avuto valenza di elementi indiziari concreti, univoci e rilevanti, trattandosi di incontri occasionali, generici, giustificabili per altre ragioni, tenuto conto sia dell’impegno da essi profuso nella lotta alla criminalità organizzata, sia delle ristrette dimensioni del contesto territoriale di riferimento che rende probabile l’incontro di persone con precedenti”.

Quanto ai rapporti parentali vantati da alcuni amministratori, rilevano che a detti legami si sarebbe attribuita una valenza eccessiva, tanto più che non sarebbe stato precisato come avrebbero inciso sull’azione degli organi colpiti dalla misura dissolutoria.

Le specifiche vicende relative ai dipendenti del Comune sarebbero risalenti nel tempo, sarebbero anteriori all’insediamento della amministrazione poi oggetto di scioglimento, e comunque la presenza di soggetti pregiudicati alle dipendenze dell’ente sarebbe fisiologica in un contesto storicamente e tradizionalmente connotato da un elevato livello delinquenziale.
Peraltro, le vicende penali riguardanti i dipendenti comunali non avrebbero avuto alcuna connessione con l’attività lavorativa svolta alle dipendenze del comune (…) Deducono poi l’illogicità della tesi ministeriale relativa alla presunta debolezza dell’apparato burocratico che avrebbe favorito l’ingerenza degli organi politici, rilevando che ciò avrebbe potuto costituire al massimo una concausa dell’ingerenza mafiosa nella macchina burocratica.

Con specifico riferimento alle asserite ingerenze della Giunta negli affidamenti di commesse pubbliche, hanno ribadito che solo in un caso – a fronte di 125 delibere che si occupavano di lavori pubblici e servizi – la Giunta avrebbe indicato la Ditta cui affidare l’appalto (trattandosi di un progetto sperimentale), e che solo in altre sette delibere si sarebbe dato mandato ai competenti Uffici di procedere mediante affidamenti diretti (e che in due soli casi sarebbe seguito l’affidamento ad imprese considerate vicine a contesti di criminalità organizzata di stampo mafioso): sicchè la relazione sarebbe illogica ed incoerente nelle proprie conclusioni, dirette a sostenere la commistione di ruoli fra funzioni politiche e funzioni dell’apparato burocratico.
L’illogicità delle valutazioni contenute nella relazione prefettizia emergerebbe dalla circostanza relativa al mancato cambiamento dell’assetto organizzativo dell’Ente dopo l’insediamento della Commissione straordinaria, neppure con riferimento a quei Capi Settore che avrebbero coltivato rapporti diretti e indiretti con la criminalità organizzata di stampo mafioso.

Perchè anche la terza “doglianza” non ha trovato accoglimento

Anche in questo caso, la doglianza non è stata accolta. ”(…) Ritiene il Collegio di dover procedere per gradi esaminando innanzitutto la problematica relativa alle parentele, affinità, frequentazioni con soggetti intranei alla criminalità organizzata. (…) Occorre innanzitutto ribadire quanto ha già rilevato il primo giudice in ordine alla continuità tra le amministrazioni del Comune di Monte Sant’Angfelo, circostanza che trova conferma negli atti di causa (..) (…) I rapporti di parentela di taluni amministratori con affiliati alla criminalità organizzata, puntualmente richiamati nella relazione del Prefetto di Foggia- non possono essere messi in discussione trattandosi di rapporti assai stretti (…) le frequentazioni ivi richiamate sono state accertate dagli organi di polizia e sono richiamate nella relazione prefettizia, la vicinanza al (…)– esponente di spicco della malavita locale – di un amministratore è suffragata da sufficienti elementi probatori (richiamati anche dalla difesa erariale).

In particolare, il rapporto di frequentazione con (…) trova conferma nel -OMISSIS-, nel quale l’amministratore viene ripreso mentre -OMISSIS-, il che esclude la casualità dell’incontro”. ”Quanto alle frequentazioni con soggetti controindicati -OMISSIS-la tesi degli appellanti non convince, tenuto conto di quanto indicato nella relazione prefettizia che fa riferimento anche ad intercettazioni telefoniche”.

”Gli episodi relativi ai danneggiamenti di cui sono state vittima gli amministratori locali, ed alcuni componenti dell’apparato burocratico richiamati nella relazione del Prefetto di Foggia – contrariamente a quanto sostenuto dagli appellanti – si appalesano significativi della pressione esercitata dalla criminalità organizzata sulle vittime degli atti: si tratta, infatti, di ben sette episodi verificatisi a distanza di pochi mesi (dal luglio 2013 al …) che ragionevolmente sono stati considerati dall’Amministrazione come attuati per finalità compulsive della volontà dei destinatari nello svolgimento delle loro attività istituzionali”.

(…) Particolarmente inquietante è l’episodio relativo ai -OMISSIS- a seguito della quale egli ha chiesto l’esonero dal ruolo di presidente della commissione di gara per l’affidamento dei servizi cimiteriali, motivata dallo stesso tecnico con specifico riferimento al particolare clima esistente intorno agli amministratori e all’apparato burocratico del comune. Gli atti intimidatori, i rapporti di parentela e di frequentazione richiamati nella relazione prefettizia, costituiscono dunque elementi concreti, univoci e rilevanti”.
Relativamente ai dipendenti comunali ”(…) le vicende penali sono sintomatiche in quanto dimostrano il reticolo di relazioni, contatti ed appoggi su cui poteva contare la criminalità organizzata locale; dai procedimenti penali è comunque emersa la vicinanza di tali soggetti – dipendenti comunali – con le consorterie malavitose; la vicenda relativa alla gestione del rapporto di lavoro di un dipendente comunale condannato per estorsione in concorso con l’aggravante dell’art. 7 L. n. 203/91 (…) è indicativa del rapporto di favore di cui godevano nel Comune oggetto di scioglimento i soggetti intranei o vicini alla malavita organizzata”.

”Tale episodio si appalesa sintomatico – ove preso in considerazione unitamente alla congeria di tutti gli altri fatti richiamati nella relazione – della influenza e permeabilità delle consorterie
criminali nella gestione dell’attività amministrativa dell’Ente disciolto”.
(…) Infine, con riferimento alle vicende successive allo scioglimento, è opportuno rilevare che quanto dedotto dagli appellanti in merito alla mancanza di iniziative, da parte della Commissione straordinaria, nei confronti dei dipendenti dell’Ente e delle imprese destinatarie dei provvedimenti di aggiudicazione, risulta smentito dai dati fattuali forniti dalla difesa dell’Amministrazione nella seconda memoria datata -OMISSIS-, ai quali si fa rinvio per ragioni di sinteticità”.

Gli appalti

Per i ricorrenti ”(…) In relazione all’appalto dei servizi cimiteriali, oggetto di particolare attenzione nella relazione ministeriale, in considerazione delle pressioni subite dal responsabile del settore, l’Amministrazione non avrebbe preso in considerazione gli esiti della vicenda: vi sarebbe stato, infatti, l’arresto del soggetto interessato e l’esclusione della sua cooperativa dalla gara.

Generico, invece, sarebbe il riferimento a pressioni esercitate da non meglio precisati dipendenti in servizio presso il cimitero. Nessuno dei componenti della disciolta amministrazione avrebbe avuto frequentazioni con i fratelli -OMISSIS-, considerati vicini a contesti di criminalità organizzata di stampo mafioso e titolari di imprese destinatarie di diversi affidamenti, come del resto già si era verificato in passato, effettuati sempre dopo l’acquisizione della certificazione antimafia.

Inoltre, tutti gli affidamenti disposti in favore delle imprese di cui erano titolari i predetti soggetti sarebbero stati effettuati con provvedimenti dei Capi Settore e quindi, senza alcun intervento degli appellanti, seguendo le medesime procedure utilizzate per l’affidamento ad altre imprese. Gli appalti affidati alle imprese dei fratelli -OMISSIS- avrebbero avuto – peraltro – un importo modesto (soprattutto se rapportato al valore totale degli appalti affidati dal Comune), indicativo del disinteresse di tale nucleo familiare per gli appalti affidati dal Comune (…). Le opere eseguite per il ripristino della viabilità comunale, gravemente compromessa dall’alluvione del -OMISSIS-, sarebbero state disposte a causa dell’urgenza, e l’impresa prescelta sarebbe stata l’unica in quel momento presente in loco.
Il servizio del trasporto idrico in località -OMISSIS-sarebbe stato affidato al -OMISSIS-”, come in molti altri casi nell’area -OMISSIS-.
Irrilevante sarebbe stata poi l’erogazione da parte dell’Ente di contributi per l’organizzazione di una festa patronale, e attività varie in favore -OMISSIS-”, che annovera fra i suoi associati -OMISSIS–OMISSIS-; peraltro la stessa Commissione Straordinaria, dopo essersi insediata, avrebbe deliberato l’erogazione di un contributo a favore di tale Associazione.
Illogicamente si sarebbe tentato di trarre indici sintomatici di collegamenti fra sodalizi di stampo mafioso e appellanti da altri affidamenti e, in particolare, da quello avente ad oggetto la gestione di un parcheggio comunale in zona -OMISSIS-, quelli di cui aveva beneficiato la -OMISSIS- e la concessione di un terreno per sfruttamento di cava in località “-OMISSIS-”.
Ribadiscono, infine, che dopo l’avvento della Commissione Straordinaria non si sarebbero verificati cambiamenti di alcun genere”.

La bocciatura del Consiglio di Stato

Anche in questo caso, “La doglianza, anch’essa complessa in quanto afferente ad una pluralità di fatti, non può essere condivisa” per il Consiglio di Stato. ”E’ necessario partire dalla relazione prefettizia (poi ripresa dalla relazione del Ministro dell’Interno), ripercorrendo – in sintesi – le circostanze ivi riportate, e ritenute significative ai fini dell’adozione del provvedimento dissolutorio”.

”Nella relazione si fa innanzitutto riferimento alla impropria commistione di ruoli fra funzioni politiche e amministrative proprie dell’apparato burocratico, con ingerenza del vertice politico sulle scelte gestionali dei funzionari. Si fa, poi, specifico riferimento ad affidamenti diretti di lavori in favore di talune ditte disposti dalla struttura tecnica sulla base di precedenti delibere di Giunta, che autorizzavano tale procedura, ovvero affidamenti diretti di servizi o proroghe disposte direttamente dalla Giunta. Tali circostanze sono state valutate come indicative dell’inadeguatezza dell’apparato burocratico e della sua incapacità di sottrarsi all’indebita ingerenza degli organi di direzione politica dell’Ente; al contempo, è stata giudicata la condotta dell’organo politico come incapace di controllare il buon andamento degli uffici.

Nella gestione dell’attività comunale la Commissione di accesso ha riscontrato notevole disorganizzazione e disordine amministrativo, con effetti sullo svolgimento dell’attività istituzionale dell’Ente, tenuto conto che – notoriamente – la criminalità organizzata si approfitta di tale situazione”.

”(…) Occorre innanzitutto ribadire che il provvedimento dissolutorio è stato adottato sulla base della valutazione complessiva dei fatti accertati in sede istruttoria: nella relazione ministeriale, infatti, il materiale istruttorio è stato esaminato e valutato nel contesto complessivo di tutti gli elementi rilevati, sicchè la confutazione dei singoli elementi acquisiti in via istruttoria, attraverso una lettura parcellizzata del materiale acquisito, non è in grado di incidere sulla logicità e ragionevolezza della valutazione complessiva che sta alla base del provvedimento di scioglimento degli organi elettivi”.

”(…) Nella relazione si fa innanzitutto riferimento – in relazione alle procedure di gara – a quella relativa all’appalto dei servizi cimiteriali nell’ambito della quale si colloca l’episodio che ha interessato -OMISSIS-, responsabile dei lavori pubblici del Comune, che in seguito alle pressioni subite e all’evento intimidatorio del -OMISSIS–OMISSIS- (-OMISSIS-) ha chiesto l’esonero dall’incarico di presidente della commissione giudicatrice”. Lo stesso -OMISSIS-era stato oggetto di pressioni anche da parte di dipendenti in servizio al cimitero legati alla criminalità organizzata. Tale episodio è stato considerato particolarmente significativo ai fini dell’adozione del provvedimento impugnato”.

(…) In realtà la vicenda è stata legittimamente considerata significativa a prescindere dagli esiti del procedimento di gara e dei risvolti giudiziari, in quanto l’atto intimidatorio commesso nei confronti del Presidente della Commissione di gara è indicativo dei tentativi di condizionamento esercitati dalla criminalità organizzata sugli apparati dell’Ente”. (…) Particolarmente significativa si appalesa anche la vicenda relativa alla realizzazione delle opere di urbanizzazione relative al comparto -OMISSIS-” e l’appalto assegnato con procedura negoziata al -OMISSIS-” riconducibile al signor -OMISSIS–OMISSIS-. (…) Vengono poi richiamate nella relazione ulteriori elementi dimostrativi del collegamento tra gli amministratori, l’apparato burocratico e la criminalità organizzata, ai quali si fa espresso rinvio per motivi di sinteticità degli atti processuali: anche la valutazione di tali elementi non risulta affetta da illogicità o irragionevolezza”.

(…) In sostanza, dagli atti e dalla documentazione allegata, emerge che le iniziative assunte dalla Giunta sono chiaramente indicative dell’ingerenza in diversi casi esercitata dagli organi politici nella sfera di attribuzioni e competenze riservate all’apparato burocratico, con l’ulteriore precisazione che al di là del dato quantitativo, era e resta significativo il dato che nella stragrande maggioranza dei casi in cui la Giunta si era spinta a effettuare scelte in realtà demandate agli apparati burocratici dell’Ente (come quelle concernenti affidamenti da effettuarsi in via d’urgenza), l’azione amministrativa si era risolta in vantaggi assicurati a imprese che indubbiamente incontravano il pieno gradimento della criminalità organizzata radicata in loco (…).

(…) Quanto ai rilievi svolti in appello, e relativi alle certificazioni antimafia, sono condivisibili le deduzioni svolte dalle appellate e dirette a sostenere che la criminalità organizzata si nasconde dietro società titolari di certificazioni antimafia (non a caso l’ordinamento conosce la ben più incisiva misura dell’interdittiva antimafia per evitare il contatto con imprese rischio di permeabilità da parte della criminalità organizzata), sicchè l’acquisizione di tale certificazione (sempre che vi sia stata in tutti i casi) non esclude radicalmente il rischio di contatti con soggetti controindicati (…). (III- fine)

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Scioglimento Consiglio Monte, così il Consiglio di Stato su mafia e criminalità (III) ultima modifica: 2017-10-03T16:22:44+00:00 da Redazione



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Commenti


  • luciano

    Adesso finito i ricorsi speriamo che i giudici decidano di emettere ordine di sequestro ..se intestati a prestanomi

  • OGGI GIORNATA DI FESTA A MONTE È UN GRANDE GIORNO! ESCE DEFINITIVAMENTE SCONFITTO …


  • Evviva!

    VIENE DA ESULTARE, ANCHE QUESTA SENTENZA COME LE PRECEDENTI INCHIODA CHI CI HA AMMINISTRATI PER ANNI – DI FARE IL BENE DELLA GENTE- ADESSO BISOGNA CONTINUARE IN QUESTA OPERA DI PULIZIA AVVIATA DAI COMMISSARI E DAI GIUDICI DEL TAR E DEL CONSIGLIO DI STATO.


  • GIORGIO

    Una vittoria dei Montanari onesti contro chi ha usato il Comune. Spiace solo che quelli che hanno amministrato li abbiamo votati, ma si è capito subito chi erano veramente.

  • Speriamo che ora quelli sciolti smettono di andare in giro a utilizzare il nome di Monte Sant’Angelo per i loro interessi politici. Il Consiglio di stato è stato durissimo contro di loro, era tutto molto evidente per chi aveva occhi per vedere. Giustizia è fatta definitivamente.


  • PIDIOTA SI NASCE!

    Leggendo e rileggendo la relazione del consiglio di stato mi rendo sempre più conto di come sia irrisoria e quindi priva di rispetto dei montanari. Evidentemente taluni politic credono che l’intelligenza dei montanari sia limitata, ma questo è una pura follia crederlo. I cittadini di Monte hanno capito molto bene come stanno le cose, e non sarà sicuramente una relazione ad hoc a cambiare la realtà delle cose: MONTE E’ UNA CITTA’ FATTA DI PERSONE PER BENE ED ESTRANEA ALLA MAFIA! CAPISCO CHE DIRE CHE MONTE E’ MAFIOSA FA COMODO A QUALCHE POLITICANTE ALLOGENO, MA QUESTO NON BASTERA’ PER ASSERVIRE MONTE E I MONATANARI AI LORO INTERESSI E VOLERI POLITICI.


  • Matteo

    In giro dicono tutti che questo è stato un scioglimento politico è questo alle persone non gli togli dalla testa perché a monte ci conosciamo tutti tra persone è disoccupati, è , sappiamo tutti che il scioglimento è stato voluto da qualcuno partito che si vuole apprpiare di monte è dei monatanri. ma i muntaner nsonn fess com e l’alti i crstien, nuih sim dsuccupet ma na sim fess. sop cudd u comun stann facenn i cazz lor e bast.

  • Patetico Matteo e p idiota, cioè la stessa persona ben nota a Monte. Monte per fortuna non sei tu, che rappresenti solo te stesso e nemmeno i tuoi famigliari.


  • MICHELE

    comunque sia, no dovremmo fare commenti sia in bene che in male, ci stiamo facendo solo pubblicità negativa , e i turisti diminuiranno sempre più leggendo le nostre cazzate.ma quale vittoria? ha molti di voi mi rivolgo, PERCHE TACETE SU COSE CHE SAPETE? E ORA FATE I FILOSOFI DEL C…..DIETRO UN PC. pensiamo a come uscire da questa crisi CAPRE CAPRE CAPRE.


  • matteo

    antonio io non sono pidiota al massimo sei tu è ti dico che io rappresento non solo i miei famigliari ma anche tante persone sofferenti di monte che voi del pd non pensate penche’ pensate solo ai fatti vostri. ti ricordo il stipendio raddoppiato del sindaco, il concorso ha mattinata, l’assunzione ha 1500mila euro in cinque anni a Gatta e chi piu’ ne’ ha piu’ né metta. pensate ha risolvere qualche problema dei cittadini ma dubito che lo sapete fare, ormai , sono quattro mesi è gli unici problemi che avete risolto solo stati i vostri.


  • Alessandro

    BENE ANZI BENISSIMO IL CONSIGLIO DI STATO CHE CI LIBERA DEFINITIVAMENTE DI CERTE PERSONE.


  • matteo

    Alessandro riguardo al trattamento sanitario credo che sarei in bella compagnia con te’. e’ evidente che sei un’ assuntore costante di allucinogini.
    invece di dire cazzate, spiegate le cose alle persone come il concorso ha mattinata del sindaco, il stipendio che si è raddoppiato è l’assunzione da 150mila euro in cinque anni a quello che ha curato la campagna elettorale al pd cioe’ Gatta pasquale. alle persone interessano queste cose è non le cazzate che tu spari a vavnvera. i munataner hann capit tutt cos sop u sciogliment è tu e quidd sop u comun avit a spighe’ ai cristnien e ai dsuccupet i cos ch te ditt prim. sti cos i interess ai crstien. po ai vutazion a i politic sapim che hamm a dic au pd e quidd che fann part.


  • matteo

    Alessandro
    ha proposito cosa è questa storia del PD di mattinata? che sta parlando un altro giornale? un giornalista del corriere della sera ha detto che se sarebbe Renzi cambierebbe il segretario cittadino. tu Alessandro che sei del pd mi sai dire qualcosa in piu’?


  • LUIGI M.

    ANCHE IO HO LETTO LA QUESTIONE DEL PD DI MATTINATA. QUALCUNO DEL PD DI MONTE MI PUO’ DELUCIDARE? NON SO, MI PARE DI AVER LETTO, COME HA DETTO IL SIG. MATTEO, CHE UN GIORNALISTA DEL CORRIERE ABBIA DETTO CHE SE FOSSE IN MATTEO RENZI CAMBIEREBBE IL SEGRETARIO A MATTINATA. MA PERCHE’? IO NON CI HO CAPITO NIENTE. ERANO TROPPO SIBILLINI.

    STATO QUOTIDIANO, PERCHE’ NON FATE VOI UN ARTICOLO SUL PD DI MATTINATA? LE PERSONE VOGLIONO ESSERE INFORMATE, E VOI DI STATO QUOTIDIANO SIETE DEGLI ECCELLENTI GIORNALISTI. SAPRETE SICURAMENTE DARCI TUTTE LE OPPORTUNE E GIUSTE INFORMAZIONI AL RIGUARDO. GRAZIE


  • Redazione

    È scritto nel testo relativo al video, grazie a lei. Se possibile aggiorneremo. Gentilissimo. A presto. StatoQuotidiano.it

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