Manfredonia

Ostetricia, ginecologia: “riaperti? ma se è attivo solo il monitoraggio”


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Visita ginecologiche (archivio)

Manfredonia – RIUNIONI, vertici, proteste, sit-in, mobilitazioni. Contratti in scadenza – e prorogati – medici da altri presidi ospedalieri. Infine: reparti a rischio chiusura ( Dal vertice in Prefettura all’incontro ai Celestini di Manfredonia e L’incontro fra le 15 associazioni). Ad oggi, 3 novembre 2011, il San Camillo De Lellis non gode decisamente di buona salute, con una situazione di precarietà tanto strutturale (con lavori in corso lungo i piani e aria di dismissioni) quanto assistenziale.

Dopo il vertice in Prefettura – alla presenza di sindaci della Capitanata – era stato stabilito (per Manfredonia): riapertura ginecologia e ostetricia, potenzialmente pediatria, sospensione ortopedia. Dopo giorni sono stati prorogati al 31 dicembre 2011 i contratti in scadenza, ed interessati al processo di stabilizzazione ( Focus: vertice in Prefettura e tutela legale all’avv. Quarto per contratti a tempo determinato, dopo decisioni Consulta su illegittmità norma regionale ‘Omnibus Sanita’). Infine è emerso che due medici dell’ospedale Lastaria di Lucera, del reparto di ginecologia, dovranno essere impiegati nel medesimo reparto di Manfredonia.


Ma le difficoltà restano. Ed a testimoniarlo sono i lettori. Come emerso da fonti interne il passaggio da 7 medici a 3 ha reso di fatto virtuale la riapertura dei reparti, ricordando come sia la stessa cittadinanza a preferire e ad aver preferito fare seguire i parti dei propri nascituri in altre vicine strutture ospedaliere (vedi San Giovanni Rotondo). I 3 medici attualmente in servizio, in attesa che l’Asl si esprima a riguardo – contrattualmente – sui 2 provenienti da Lucera, sarebbero pertanto impegnati in attività di prassi, e di monitoraggio, e non dunque di emergenza. Questo fino ad una risoluzione della vicenda. Questo fino ad intervento risolutivo ed effettivo da parte delle istituzioni. Restando comunque certo il declassamento dell’ospedale e la riduzione a 159 – da 189 – dei posti letto.


La testimonianza di un lettore.
“Scrivo facendo seguito all’articolo in data 21 ottobre 2011 in cui ho segnalato il caso di una sig.ra che ad un mese di distanza circa dalla data presunta del suo parto, ha ricevuto notizia della chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale di Manfredonia. Ebbene visto e considerato che siamo stati personalmente nel suddetto reparto proprio nella giornata di ieri, voglio aggiornare i lettori tutti”.

Declassamento ospedali Capitanata, un momento del vertice in prefettura a Foggia dello scorso 26 ottobre (ST)

“Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Camillo De Lellis di Manfredonia, alla data di ieri 02.11.2011, non ha riattivato l’attività di ricovero delle pazienti gravide, bensì è attivo il servizio di monitoraggio fetale, ma fine a se stesso. Qualora quindi si dovesse presentare un’urgenza ostetrica emergente o da tracciato o indipendente da esami specifici, le pazienti continuano e continueranno ad essere ricoverate presso l’Ospedale di San Giovanni Rotondo o presso l’Ospedale di Foggia. Questo è quanto, a detta degli operatori del settore che hanno anche aggiunto di non poter dire null’altro di più certo allo stato attuale delle cose”.

“Per dovere di cronaca ma soprattutto di una corretta informazione, che riguardante la salute di pazienti gravide, ritengo dover essere ancora più corretta e doverosa, ho ritenuto opportuno divulgare queste righe aggiornando direttamente dai corridoi del nosocomio la cittadinanza sipontina, a scanso di eventuali equivoci in merito ad alcune voci e notizie, circolate nei giorni scorsi, circa la riapertura del reparto ostetrico in questione, e più precisamente dell’attività di ricovero delle gravide, che dal giorno della sua sospensione, non è mai più avvenuta. Ovviamente, quanto sta accadendo, non perdo occasione per ribadirlo a gran voce, è quanto, a mio parere e credo non solo così solo mio poi, di più spiacevole e imbarazzante potesse accadere”.


La riunione ai Celestini: “istituzione di un Comitato permanente di difesa”.
“Istituzione di un Comitato permanente di difesa per l’ospedale San Camillo”. E’ stata questa la decisione comunicata dal sindacalista CGIL Pietro Frattaruolo, e dall’Usppi, dopo il vaglio delle proposte dei dipendenti presenti il 31 ottobre nella sala convegno di Palazzo Celestini. Inizialmente la riunione tra le sigle sindacali e i rappresentati istituzionali era stata rimandata in attesa di un quadro più completo da fornire ai dipendenti e alla cittadinanza.Il personale ospedaliero, composto per la maggior parte da infermieri e amministrativi, ha lamentato l’assenza in sala dei medici e dei componenti della direzione sanitaria. “Una lotta impari” contro le decisioni del Piano di rientro ospedaliero e del Patto della Salute del 2010-2012 approvato dal Governo.

“Troppi i posti vacanti in sala”. Con “gli stessi cittadini mancanti all’appello”. Un’attesa snervante non solo per i lavoratori, ma per la dismissione dei punti di nascita prevista dalla legge statale che sta causando diversi disagi tra le pazienti. Si tratta del piano delle dismissioni di reparti (Piano di riordino ospedaliero, ndR) al quale sarebbe giunta la commissione regionale incaricata di mettere a punto le indicazioni della conferenza Stato-Regioni che dispone la chiusura dei reparti di ostetricia con meno 1000 parti l’anno per garantire maggiore sicurezza clinica alle nascite e sfavorire il ricorso ai parti cesarei. I timori si concentrano per un bacino di utenza che coinvolge anche i paesi limitrofi come Mattinata, Monte S. Angelo e Zapponeta, oltre lo stesso Comune di Manfredonia.

Nel 2010 l’Ospedale di Manfredonia ha registrato 550 nascite contro le attuali 325 del corrente anno. “Bisogna puntare al ripristino dei reparti, stiamo assistendo impotenti all’involuzione del sistema sanitario. Dobbiamo fare la nostra parte, andare al di là delle parole e delle promesse. Bisogna agire, prima che si arrivi alla chiusura come è avvenuta a Monte S. Angelo” conferma Pasquale Papagna, infermiere professionale.


Donne gravide tra Foggia e S.G.Rotodo.
Il personale dei reparti di ginecologia e di ostetricia presente in sala confermano che le partorienti del Comune di Manfredonia sono dirottate in altre sedi ospedaliere. Come detto, si attendono due ginecologi dell’ospedale di Lucera per riprendere il ciclo dei ricoveri. La situazione è stagnante, numerose le pazienti che lamentano il disordine e la delusione nell’essere state seguite da ginecologici locali per l’intera gravidanza e di essere state abbandonante nel momento più delicato. La mobilitazione attenta dei dipendenti e dei vari intervenuti in sala hanno ottenuto uno stato di agitazione generale che si terrà dopo le festività, con due gazebo presenti uno in Via Barletta e l’altro all’ingresso dell’ospedale anche per invitare l’intera popolazione a partecipare attivamente alla difesa del diritto alla salute. Una nuova assemblea sindacale è stata rinviata la prossima settimana alla presenza delle istituzioni.

Declassamento ospedale di Manfredonia. Il punto con il prof. Cavicchia




Redazione Stato, gdf@riproduzione riservata

Ostetricia, ginecologia: “riaperti? ma se è attivo solo il monitoraggio” ultima modifica: 2011-11-03T13:01:26+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Antonio La Trippa

    Quando chiude un’ospedale della città, non capoluogo, più grande della provincia è una sconfitta per l’intera società ma più di tutto è una sconfitta per la parte politica-amministrativa della società.
    Bene ha fatto il Sindaco Riccardi, in extremis, ad adire le vie legali.
    Sì perché pagherebbe, Lui (Riccardi)in prima persona, uno scotto di proporzioni non quantificabili, mandando in fumo tutti i progetti politici futuri.
    Sindaco faccia quadrato con tutti coloro che hanno a cuore il bene di questa terra!
    BASTA SCIPPI!
    Sindaco in piazza, ritornino le piazze!
    BASTA SCIPPI!


  • Simone Codirenzi ( Giovani UdC)

    La situazione di emergenza, che in questi giorni sta colpendo la Sanita’ , fa sentire i suoi effetti tra licenziamenti e accorpamenti, producendo danni al territorio Pugliese. Un po’ di luce proveniente dalla porta di via Capruzzi a Bari, dove l’Assessore alle politiche della Salute Tommaso Fiore, con prot. 24/461/11, invita il Direttore Generale dell’ Asl FG, dr. Ruggiero Castrignano’ a prendere provvedimenti per i contratti in scadenza al 31/10/2011 di medici e infermieri. Infatti dopo la riunione tenutasi nelle stanze del prefetto, alla presenza dei sindaci di : Lucera, Manfredonia, Cerignola e San Severo, sono state messe in risalto le criticita’ dell’assistenza sanitaria in Capitanata, compreso quello dell’ordine pubblico. Ad oggi il personale in servizio, che degnamente svolge la propria professione con passione e amore per il bene di tutta la collettivita’, vedra’ una piccola candela vegliare sul proprio futuro lavorativo. Con delibera n. 1717 del 2011, sono stati prorogati i contratti a tempo determinato, fino al 31/12/2011 per evitare il collasso completo del Sistema Sanitario nella provincia di Foggia. Tutto questo e’stato possibile grazie al mancato superamento dei vincoli del patto di stabilita’ , per quanto riguarda la spesa del personale. Tutti ci chiediamo dopo tale proroga cosa succedera’?

    Entro la fine dell’anno la Regione dovra’ deliberare il nuovo riordino delle funzioni ospedaliere in Puglia, nello specifico la L.R. n.2/2011 Piano di rientro 2010-2012, cioe’ la rideterminazione della Dotazione Organica, in conformità alle indicazioni fornite dal competente Servizio dell’Assessorato Regionale Puglia. Siamo fiduciosi, non vorremmo perdere anche il diritto alla Salute, sancito solo dalla Costituzione e dimenticato nella realta’. Per adesso i lavoratori e tutti i cittadini passeranno un Natale sereno, nella speranza di ripartire in un anno piu’ salutare e meno critico.

    Coordinatore Giovani UDC Lucera
    Codirenzi Simone


  • io

    no, no , no………non è possibile poter fare il monitoraggio e poi andare a san giovanni rotondo a partorire!!!!!allora eliminate anche il fatto di poter fare monitoraggio, perchè se si dovesse presentare una sofferenza fetale, li siamo a minuti per poter riuscire a salvare la vita del piccolo nascituro…….giunto a questo punto è meglio recarsi direttamente nell’ospedale che poi dovrà affettuare il cesareo.


  • anonimo

    io sono molto contenta che a riaperto il reparto ostetricia perche se qualche donna deve partorire e a emergenza corre subito in ospedale.

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