Cultura

Quella finta tonta della tv


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IN realtà non c’è sera che non mi arrabbi con te. Guardo i Tg che ripropongono, a volte in tutte le edizioni della giornata, immagini brutali di morti (dittatori, sfortunatissimi sportivi e giù tutti gli altri) ripresi da tutte le angolature e tutte quante ugualmente degne di divenire fiero pasto del pubblico e penso: sei proprio una deficiente! Copyright Franca Ciampi 2001. Definizione tutt’oggi insuperata.
Morte, sangue, sofferenza umana, spiegata e inspiegabile, raccontata come un inesauribile documentario a puntate che usa non di rado i colori della messa in scena secondo le più ardite forme della comunicazione spettacolarizzata pur di solleticare la pruderie del pubblico. Anzi, pur di solleticare l’audience; dio pagano, commercializzato e targettizzato di fronte al quale la dignità delle persone-pubblico si trasfigura, grottescamente.

Così, il male amplificato e dettagliato a gran cassa rende tutti ogni giorno un po’ più assuefatti; si accumula nei corpi e nelle menti, annerisce i pensieri come un gas tossico di cui non riusciamo più a riconoscere il forte, nauseante, odore. E poi ci sono quelle robe lì, le fiction, la tv pubblica ne pullula letteralmente nell’ultimo periodo. Del tutto casualmente, certo. E allora si va dallo sceneggiato con le escort (tossina lessicale e simbolica pericolosa come un giaguaro travestito da vezzoso micino) a quello sulla favola di Cenerentola in chiave moderna. Finta tonta. Sarebbe questo un modo significativo di rappresentare le donne o il mondo moderno? Super condensando, ipersemplificando ed estremizzando? Il ridicolo, signori, è servito sulla pietanza rilassate dello sceneggiato serale. Ma non sarà mica che queste fiction siano fin troppo camomillizzanti per il cervello? E se togliamo fiction e spettacoli vari dalla tv pubblica cosa ci rimane, poi?

La stessa tv pubblica sembra aver trasferito a piene mani su di se, attraverso un’osmosi incessante, i valori e la logica della tv commerciale: “Divertiti, e ancora divertiti, e se diventi più scemo di quello che sei, ti blandiamo e t’incartiamo a festa come un bel gianduiotto; e così tu sei contento, esibizionista e narciso, e noi doppiamente soddisfatti dell’audience e grondanti pubblicità.”
E allora qui c’è un problema, perché se la televisione pubblica è industria culturale al servizio del paese, il paese è bello che fregato. Sei una deficiente tv perché non garantisci strumenti di empowerment degli spettatori, né reale tutela dei minori e neanche delle minoranze. Sei una deficiente perché non diversifichi, non sperimenti, e invece ripeti, ripeti… e ancora ripeti! Stili, contenuti, proposte e una stucchevole stereotipia del linguaggio e dei significati su misura di un’audience imbonita e contenta. Sei deficiente tv, e tv pubblica in particolare, perché proprio ti manca il senso della tua mission (le aziende che producono si esprimono così giusto?). Cioè, acculturare e fornire gli strumenti logici, di comprensione e crescita anche emotiva per navigare nel mare complesso della modernità e dei cambiamenti. Chi è lo specchio di chi? Tu di noi? Noi di te? Ma se anche diamo per buona la prima versione, non sei giustificata: tu dovresti essere maestra e invece sei scesa tra i banchi e fomenti, leziosa, peggio del peggiore della classe. Finta tonta. Piuttosto, quello strumento, il telecomando vi funziona ancora? Allora si potrebbe utilizzarlo per cambiare canale alle varie deficienze proposte dalla nostra, potremmo addirittura usarlo per spegnerla, la nostra, a estrema manifestazione del dissenso. Ma se tante persone insieme cambiano canale e non guardano più i programmi confezionati per l’audience dei gianduiotti goduriosi pensate che tutti quelli che sono dietro i palinsesti (ma proprio tutti tutti) non se ne accorgerebbero? E non si chiederebbero “Cavoli, ma la favola di Cenerentola non si porta più?” Non crediamo di avere meno potere di quello che abbiamo: signori un telecomando cerebrato non si nega a nessuno. Non lo lasciamo inerte, solo e abbandonato sul sofà…Lui è una fantastica bacchetta magica. Lui può! E noi dobbiamo. Internet non è la possibilità generalista e assolutoria per non avere una televisione, soprattutto pubblica, degna di questo nome. Potere ai telecomandi. In alto i gomiti: si scelga.

Quella finta tonta della tv ultima modifica: 2011-11-03T18:12:20+00:00 da Vittoria Gentile



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Commenti


  • vittoria gentile

    Per favore firmate, se vorrete, questa petizione per il direttore generale della rai lorenza lei a seguito di un insulso servizio sulla “donna del festival”. Presentata come una marionetta scema, e spogliata ad hoc,e rimbalzata dai due conduttori in un teatrino da avanspettacolo che faceva ampiamente piangere, piuttosto che ridere (il servizio pietoso è sotto la petizione). Non si può davvero pagare il canone per vedere questa melma deneuronizzante per tutte/i!! Fate anche girare, grazie.

    http://www.associazionepulitzer.it/appello-al-direttore-generale-della-rai-lorenza-lei#

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