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Decreto cattedre Natta. Brescia “Solo il Duce osò tanto”

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Bari. Non si placano le polemiche in merito al decreto sulle cattedre Natta: 75 milioni di Euro che potrebbero andare a coprire stipendi eccellenti per 500 Professori scelti da una commissione presieduta da un esperto nominato direttamente dalla Presidenza del Consiglio, in deroga a tutte le procedure consuete dell’iter della carriera Universitaria. Si esprime in merito il deputato barese del M5S Giuseppe Brescia: “Dopo aver messo pesantemente le mani sulla scuola italiana, Renzi vuole controllare anche l’università. Sembra di essere tornati al 1935, quando il Duce decise (con il regio decreto legislativo n.1071) di far nominare al governo le commissioni di un concorso – commenta il deputato componente della VII Commissione Cultura – con unica differenza che non solo non siamo più in epoca fascista ma che il decreto sulle cattedre Natta appare decisamente in contraddizione con i dettami della nostra costituzione sulla libertà e autonomia del mondo dell’istruzione ed universitario.”

Molti professori, rettori, dottorandi, docenti, insomma buona parte del mondo accademico e studentesco si stanno già opponendo, a ragione, a questa ennesima manovra del Governo Renzi nei confronti di una università già in difficoltà a causa della mancanza di adeguate risorse finanziarie: numero elevatissimo di precari, centinaia di dottorandi dal futuro incerto, pochissime risorse investite in borse e assegni limitando molto, quindi, il diritto allo studio sancito dalla nostra costituzione. “Alcuni Atenei – prosegue Brescia – hanno persino problemi di mancanza di spazi e strutture, come avviene ultimamente nell’Università di Bari dove mancano aule e posti a sedere per gli studenti di Scienze dell’educazione. Invece di investire risorse nelle giuste direzioni e di risolvere i problemi delle baronie universitarie e dell’individuazione delle vere eccellenze con norme più stringenti e trasparenti nelle selezioni dei vari livelli della docenza universitaria, il Governo decide di auto assegnarsi il compito di pilotare la scelta di questi 500 nuovi Professori, volendo far credere all’opinione pubblica che questo non porterebbe ad ingerenze politiche nelle selezione della nuova classe di Super Docenti.”

Il deputato barese evidenzia come, leggendo tra le righe del decreto in oggetto, le “anomalie” non si limitino alle commissioni preposte alla selezione ma si estendono ai requisiti minimi di accesso nonché, soprattutto, ai criteri adottati per la valutazione delle domande pervenute. Secondo l’art.6 infatti la valutazione dei candidati si suddividerebbe in due fasi: “al termine della prima fase, mediante giudizio sintetico, le commissioni determinano, per ciascun candidato, l’ammissione alla fase seconda fase selettiva o la sua esclusione”; solo nella seconda fase “le Commissioni procedono alle valutazioni delle pubblicazioni, dei titoli e dei Progetti di ricerca presentati”. “La Commissione quindi – incalza il deputato pentastellato – si riserva il diritto di ammettere o non ammettere i candidati con un semplice giudizio sintetico; non solo quindi questa procedura anomala si svolge in deroga alle normative di qualsiasi altro tipo di concorso universitario ma addirittura la prima e più delicata fase viene “liquidata” senza alcuna valutazione specifica, punteggi, criteri oggettivi che possano anche essere parametri per eventuali ricorsi. Aspetto – conclude – che il Decreto sulle cattedre Natta arrivi in Commissione Cultura dove lo contrasteremo senza mezze misure per difendere le nostre Università e coloro che vi operano e studiano.”



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