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Il passaggio del turno è tutt'altro che compromesso

Juve, pari delusione con il Lione

I francesi raccolgono i frutti degli sforzi profusi e arrivano al pareggio con il colpo di testa di Tolisso

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La Juve non va oltre l’1-1 casalingo con il Lione e deve rimandare l’appuntamento con la qualificazione agli ottavi di finale e lasciare il primo posto nel Girone H al Siviglia, vittorioso con un rotondo 4-0 sulla Dinamo Zagabria. Il passaggio del turno è tutt’altro che compromesso, ma certo l’occasione sfumata brucia, anche perché i bianconeri passano con Higuain e sono padroni della gara per un’ora, ma quando abbassano il ritmo e vengono meno le forze, lasciano l’iniziativa agli ospiti e vengono agguantati negli ultimi minuti dall’incornata di Tolisso che lascia ancora aperti i giochi.

E dire che la squadra schierata da Allegri un inedito 4-3-1-2, con Marchisio in regia e Pjanic sulla tre quarti, all’inizio piace per l’aggressività con cui raddoppia gli avversari, e per la capacità di far girare il pallone rapidamente e in modo preciso. Il Lione comunque ha personalità e non pare intimorito, perché sa chiudersi e ripartire e ne dà prova dopo neanche dieci minuti, con la combinazione tra Rybus e Lacazette, che costringe Buffon a inaugurare la sua centesima gara in Champions con una provvidenziale respinta.

Immediata la risposta della Juve, con lo spettacolare servizio di Khedira per Mandzukic e il rasoterra del croato bloccato a terra da Lopes, ma soprattutto con il rigore di Higuain: Diakhaby spinge Sturaro in area in modo evidente e il signor Kuipers non può non concedere il penalty, che il Pipita trasforma.

Il vantaggio non cambia il piano tattico della gara, che rimane aperta e vivace e Marchisio sfiora il raddoppio con una fiondata dai sedici metri a fil di palo. La qualità della manovra dei bianconeri cresce con il passare dei minuti e se il Lione si rintana, i frequenti cambi di gioco permettono di trovare il varco giusto per avanzare il baricentro.

Quando poi è sono i francesi a iniziare l’azione, il pressing rimane alto e Mandzukic è uno specialista nel rubare palla: al 38′ dà un saggio della sua abilità, beffando Mammana, puntando l’area e liberando Higuain che, solo davanti a Lopes, fallisce il raddoppio sparano alto.

La gara è saldamente in mano alla Juve, ma in Champions non si deve abbassare mai la guardia e il sinistro di Ghezzal, che allo scadere del primo tempo termina fuori di un soffio, è un utile monito per la ripresa.

Ripresa che, nei primi minuti, è un monologo della squadra di Allegri. Pjanic, pescato da un lungo lancio di Bonucci, opera un’intelligente sponda di testa per Mandzukic che colpisce mal dal limite e mette a lato. Il Lione però esce ben presto dal guscio e la velocità di Lacazette e Fekir tiene sul chi vive la difesa bianconera. Buffon rimane inoperoso, ma quando gli attacchi degli ospiti si fanno più insistenti, Allegri interviene con un doppia sostituzione: fuori Bonucci e Pjanic, dentro Benatia e Alex Sandro. Il primo è un normale avvicendamento, dopo un colpo rimediato dal Nazionale azzurro nel primo tempo, ma il secondo è un cambio tattico, che riporta la squadra al 3-5-2.

Il Lione non molla e Genesio aumenta la spinta con l’ingresso di Cornet, che sfiora l’incrocio con una sventola di sinistro. La Juve ora appare un po’ stanca, gli errori in fase di impostazione si fanno più frequenti e Allegri prova a dare una scossa ai suoi mandando in campo Cuadrado al posto di Higuain. Pochi secondi dopo però, i francesi raccolgono i frutti degli sforzi profusi e arrivano al pareggio con il colpo di testa di Tolisso, pescato libero in area dalla punizione di Ghezzal. A questo punto mancano cinque minuti al termine e non ci sono né il tempo né le energie per riportarsi avanti, anzi, proprio all’ultimo respiro Lacazette conclude un contropiede sull’esterno della rete. Uno spavento che rende un po’ meno amaro l’1-1 finale.

FONTE
http://www.juventus.com/it/news/news/2016/tolisso-risponde-a-higuain-con-il-lione-finisce-1-1.php



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