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Barletta, crollo palazzina. Arrestati i presunti responsabili


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Crollo palazzina Barletta, i soccorsi (Copyright: Ansa)

Barletta – LO scorso 3 ottobre, in via Roma, a Barletta ci fu il crollo di una palazzina a seguito della quale morirono 5 donne e risultarono ferite 11 persone. A due mesi dal disastro, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza coordinati dalla Procura della Repubblica di Trani, al termine di approfondite e complesse indagini, hanno raccolto importanti elementi probatori circa la dinamica dei fatti. Sulla base delle fonti di prova così acquisite, il G.I.P. del Tribunale di Trani, ha emesso quattro ordinanze di arresti domiciliari e ha adottato una misura interdittiva nei confronti dei presunti responsabili del disastro, eseguite da Polizia e Carabinieri.

Agli arresti domiciliari sono finiti i barlettani:
1) S. C. di 35 anni, responsabile della impresa appaltatrice dei lavori di demolizione;
2) A. C., di 44 anni, dipendente della medesima impresa appaltatrice dei lavori di demolizione;
3) G. C. di anni 38 dipendenti dell’impresa appaltatrice di lavori di demolizione;
4) C. G. 53enne titolare della impresa di costruzioni proprietaria dell’immobile demolito confinante con quello crollato.

Invece, G. G. P., 49enne, progettista e direttore dei lavori è stato destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione di architetto. Inoltre, il G.I.P. del tribunale di Trani, ha aggiunto alle ordinanze degli arresti domiciliari a carico di Salvatore C. e Cosimo G. la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale.

I destinatari dei provvedimenti dovranno rispondere dei reati di cui all’art. 81 (concorso formale e reato continuato), art. 449 (delitti colposi di danno) in relazione all’art. 434 (crollo di costruzioni o altri disastri dolosi), art. 589, comma 4 (omicidio colposo), art.590, comma 4 (lesioni personali colpose plurime), del codice penale. Contestualmente i militari della Gdf del Gruppo di Barletta hanno notificato altresì invito a rendere interrogatorio davanti al GIP per l’eventuale applicazione di successivi provvedimenti interdittivi nei confronti di P.U. della locale amministrazione comunale che dovranno rispondere – a vario titolo – delle condotte omissive dagli stessi poste in essere in occasione della suddetta sciagura.

Com’è noto, nel disastro persero la vita quattro operaie dell’opificio manifatturiero ubicato al piano terra dell’edificio crollato, nonché la figlia 14enne dello stesso titolare. Solo per circostanze fortuite, il crollo non provocò anche la morte degli inquilini dello stabile rimasti feriti ma miracolosamente vivi.

Mentre erano in corso le operazioni di salvataggio, partivano le indagini di Carabinieri e Polizia. Sono state sentite nell’immediatezza numerose persone informate sui fatti; è stata acquisita importante documentazione amministrativa; sono stati raccolti filmati e fotografie che documentavano lo stato dei luoghi prima e dopo il crollo della palazzina. Tali indagini, suffragate anche da consulenze tecniche qualificate, hanno consentito di individuare i responsabili del crollo.

Infatti, secondo il quadro accusatorio, le responsabilità penali sarebbero attribuibili al titolare dell’impresa edile proprietaria dell’area a ridosso dell’edificio crollato, al titolare e a taluni dipendenti dell’impresa edile esecutrice dei lavori di demolizione e al direttore tecnico dei lavori stessi. Gli investigatori hanno accertato l’illegittimità delle opere demolitorie di quanto rimasto del preesistente stabile adiacente a quello crollato. Infatti, non solo vennero eseguiti lavori in difformità rispetto al piano di demolizione elaborato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Barletta (che prevedeva l’utilizzo di mezzi manuali e di piccole dimensioni e i puntellamenti atti ad impedire cedimenti o collassi del confinante edificio) bensì furono effettuati lavori di demolizione in assenza della d.i.a che originariamente esisteva ma era diventata inefficace dal 1° febbraio 2011. Tale condotta imprudente ed imperita veniva posta in essere dal titolare e dai dipendenti della ditta appaltatrice senza che venisse impedita dall’imprenditore proprietario del cantiere e dal direttore dei lavori, nonostante la comparsa nel confinante edificio – poi crollato – di gravi lesioni murarie.

Vendola su arresti Barletta: “E’ l’inizio di un percorso di giustizia”. “La svolta nelle indagini sul crollo della palazzina di Barletta rappresenta una prima importantissima risposta a quella domanda di verità e giustizia che, con straordinaria civiltà, l’intera comunità barlettana ha espresso in tutte queste settimane”. Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha commentato la notizia relativa agli arresti domiciliari di quattro persone nell’ambito delle indagini sul crollo della palazzina che a Barletta il 3 ottobre scorso provocò la morte di cinque donne. “Per le Istituzioni dello Stato – ha continuato Vendola – si tratta di rispettare un impegno che troppe altre volte nel passato, è stato disatteso. Dopo il lutto e i solenni funerali seguono solenni promesse e poi, di concreto, molto poco. Colpire chiunque abbia livelli di responsabilità nella strage delle operaie di Barletta, è l’inizio di un percorso di giustizia”.

Redazione Stato@riproduzione riservata

Barletta, crollo palazzina. Arrestati i presunti responsabili ultima modifica: 2011-12-03T10:35:59+00:00 da Redazione



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