Editoriali

Quando Gesù aveva un jet privato


Di:

Don Luigi Verzè

Bari – “NON leggo la stampa da mesi: ho pensato di far come Gesù Cristo che, dopo aver guarito molti malati e dopo averci donato una dottrina salvatrice, fu arrestato, calunniato, condannato alla croce: non si è difeso”. Questo è l’incipit mistico-giudiziario della lettera firmata dal presidente della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor don Luigi Verzè in seguito al macroscopico scandalo finanziario che lo coinvolge direttamente, valutato per 1,5 mln di euro. Di fronte ad un confronto così stridente tra la figura del “diavolo di un prete” come “amò” definirlo il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, suo fervido sostenitore, e il Figlio di Dio e di un falegname povero persino il vaticanista più convinto resterebbe piuttosto interdetto. Ma non gente come don Verzè che, per sua stessa ammissione, ha preteso un jet privato che ha portato all’ospedale una spesa di circa 20 milioni di euro. “Mario Cal, mio Vice Presidente Esecutivo (manager suicida qualche mese fa, ndr), mi propose di acquistarlo per risparmiare tempo e fatiche, per andare dove la dottrina del San Raffaele venisse conosciuta e realizzata”.

Paradossale anche il modo in cui la notizia è stata diffusa nel Tg1 delle 13 e 30 dell’evergreen Augusto Minzolini che, dopo aver censurato la parola “preservativo” anche durante la Giornata Mondiale contro l’AIDS a seguito del diktat del Ministero della Salute (il cattolico Renato Balduzzi), non si smentisce neppure in questo caso. La notizia sulla rete ammiraglia è un vero è proprio nuntius interruptus: dura 5 secondi netti durante i quali si sente parlare solo di un prete perseguitato che si paragona al Cristo, senza specificare minimamente niente dell’inchiesta in corso. Persino un sensitivo avrebbe avuto seria difficoltà a capirne il senso.

Nella lettera don Verzè spiega, inoltre, di essere una vittima giudiziaria solo perché ha voluto costruire delle strutture ospedaliere avanzate per i poveri. Ricorda, infatti, “le condizioni pessime dei vecchi ospedali, quelli in cui nei cameroni c’erano 30 o 40 letti e nessun servizio. Quelli che erano solo per ricchi perché le persone più umile non avevano la possibilità di accedervi”. “Debbo riconoscere che oggi la profezia si è avverata – dice don Verzè -. Oggi il San Raffaele non è fallito, è stato messo sotto la protezione del Vaticano e della Giustizia”.

Nessun riferimento, insomma, ai contenuti delle intercettazioni, nel quale si evidenziano, tra le altre cose, minacce, atti intimidatori presso gli impianti sportivi vicini al San Raffaele che lo stesso don Verzè voleva acquisire per costruirci ostelli per giovani ma che uno dei titolari, tale Lomazzi, non intendeva cedere. «Don Verzè – rilevano le microspie – dice (all’ingegner Roma, ndr) di fare un sabotaggio e di stare attento ai cavalli e all’asino», che sono del San Raffaele. «L’ing. Roma specifica di aver individuato il generatore… sarà sabotato il quadro elettrico … quindi i campi non potranno essere illuminati e quando gli amici dell’ing. Roma andranno da Lomazzi a fargli la proposta di acquisto (per conto del San Raffaele) “sarà in ginocchio…”». Gli stessi impianti, tra il 2005 e il 2006, hanno subito 2 incendi dolosi. Per non parlare della richiesta di invio della Guardia di Finanza per persuadere Lomazzi a vendere.

“Con questa lettera – conclude don Luigi – mi offro al giudizio di tutti, dei Signori Pubblici Ministeri, del Consiglio di Amministrazione, dell’opinione pubblica e rivendico l’intera responsabilità morale e giuridica di quanto avvenuto per il San Raffaele, ne rivendico peraltro, anche la fondamentale importanza del suo esistere e del suo perpetuarsi nella panoramica della cultura e della sanità. Confido di avere anche la forza (fisica) di affrontare dinanzi a tutti questo passo al quale non ho intenzione di sottrarmi. Concludo: ora so cosa significa essere con Cristo tempestato da insulti, sulla croce. Fa parte del mio programma Sacerdotale”. Peccato che, in virtù alla veneranda età del sacerdote (91 anni), è molto improbabile che si possa arrivare a una condanna definitiva. Deo gratias.

a.delvecchio@statoquotidiano.it

Quando Gesù aveva un jet privato ultima modifica: 2011-12-03T19:26:31+00:00 da Agostino del Vecchio



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