Cronaca

Cislaghi: ora chiarezza sul Prusst e la commissione

Di:

F.Giorgio Cislaghi, segretario Rifondazione Com. Foggia (ST)

Foggia – “COMINCIAMO a capire perché non si è mai costituita la commissione consigliare che doveva garantire la consegna al comune di Foggia delle case e delle opere di pubblica utilità derivanti dagli “accordi di programma” sottoscritti pochi anni fa da Comune, Regione Puglia e palazzinari foggiani. Lo cominciamo a capire dall’inchiesta della magistratura che ha portato al sequestro preventivo di terreni e manufatti perché le garanzie fidejussorie, dice la magistratura, sono per importi irrisori e stipulati con una finanziaria non autorizzata a svolgere l’attività in Italia”. Lo dice in una nota il segretario di Rifondazione di Foggia Giorgio Cislaghi.

Sospettiamo che questa pratica non sia nuova e riguardi anche contratti stipulati con le vecchie giunte. Ci riferiamo alla triste vicenda delle case che il Consorzio Unico Coop Casa doveva consegnare al comune di Foggia nell’agosto 2011, case la cui costruzione non è cominciata e di cui non è prevista la cantierizzazione in tempi brevi. Per queste case c’è una garanzia fidejussoria che si potrebbe incassare ma abbiamo il sospetto che, anche questa, sia per un importo che non corrisponde al valore di mercato delle case promesse.

Cominciamo a capire anche perché non siano mai stati rispettati gli accordi “case in cambio dei terreni” sottoscritti tra il comune, giunta Ciliberti, e i soli palazzinari. Ora capiamo come mai non è stato reso pubblico il documento ricognitivo sulle case promesse e mai cedute stilato dagli uffici comunali su richiesta dell’ex assessore all’urbanistica Lo Muzio. Ci ricordiamo che l’assessore aveva cominciato a fare una serie di “conferenze dei servizi” per provare a obbligare i palazzinari a rispettare gli impegni sottoscritti. Cominciamo a capire cosa è successo, dove si è creato il cortocircuito e non ci rassegniamo a vedere inapplicati tutti gli accordi fatti per dare una casa ad affitto calmierato a chi non si può permettersi di pagare fitti al prezzo vigente, in un mercato drogato dalla penuria di case popolari, afflitto dalle occupazioni abusive e, purtroppo, oggetto di “pratiche clientelari”.

Ricordiamo, al sindaco e a tutta la maggioranza, che se le politiche abitative delle giunte Agostinacchio e Ciliberti hanno creato “l’emergenza abitativa”, l’impegno a far costruire 1200 case popolari è stato il motivo per cui Rifondazione Comunista ha dato il sostegno al sindaco Mongelli sin dalla sua candidatura. Ricordiamo che un altro inverno è alle porte e le famiglie stipate nel Campo degli Ulivi dovranno passare ancora un anno in baracche malsane cui non è stata fatta la manutenzione anche quando questa era strapagata. Anche su questo, la mancata manutenzione del Campo degli Ulivi, la perdita d’acqua segnalata e mai risolta, sull’occupazione abusiva dell’ultima baracca, chiediamo che la magistratura faccia luce.

Per questi motivi il Circolo Che Guevara del partito della Rifondazione Comunista chiede al sindaco: di dare pubblicità agli accordi di programma sottoscritti (ex PRUSST e PIR) includendo nella comunicazione l’ammontare delle fidujussioni con le valutazioni di attendibilità delle stesse; il cronoprogramma delle realizzazioni e della consegna delle opere promesse al comune di tutti gli interventi edilizi concessi; che sia reso pubblico il “libro bianco” sulle opere pubbliche mai consegnate al comune stilato dall’ex assessore all’edilizia Lo Muzio; che i dirigenti indagati siano prontamente trasferiti ad altro incarico o sospesi dal servizio ove ne ricorrano gli estremi; che il sindaco dichiari la volontà di costituire l’ente parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario. Ci aspettiamo che queste richieste siano soddisfatte in tempi brevi, ore o pochi giorni al massimo, e che sia dato alla magistratura tutto il supporto necessario per chiarire la “vicenda case in cambio di terreno”, se così non sarà, verrà meno l’impegno a proseguire la consigliatura sulla strada della legalità e, con esso, il presupposto del nostro sostegno alla maggioranza”, conclude Cislaghi.


Redazione Stato



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