Cinema

Il sospetto – V. Vinterberg, 2012


Di:

Thomas Vinterberg e Mads Mikkelsen - Cannes 2012 (fonte: denstoredanske.dk)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: Jagten
Nazione: Danimarca
Genere: drammatico

MENTRE permane in Italia il clima festivaliero grazie al Torino Film Festival (ultimi giorni), continuano a spuntare silenziosi nelle sale i gareggianti e vincitori delle ultime edizioni di Venezia e Cannes, con ritardi più o meno marcati. Giovedì 29 è il turno de Il sospetto di Thomas Vinterberg, uno dei fondatori del gruppo Dogma 95, passato all’attenzione con il suo agghiacciante Festen nel 1998 (Premio della Giuria a Cannes).
Si narra la drammatica avventura di un insegnante di scuola materna accusato da una bambina, per ripicca, di gesti osceni e molestie. La sua vita si trasformerà in un incubo.

Il sospetto - locandina

In concorso a Cannes 2012 e vincitore del premio per la miglior interpretazione maschile (Mads Mikkelsen), più che un film sulla pedofilia, Il sospetto è un’amara riflessione sui tabù e le conseguenze della loro violazione. In seconda battuta è un freddo racconto dell’atroce e impunibile crimine della diffamazione e della fama, quella cattiva, mostro incontrollabile contro il quale la legge si rivela impotente se non su marginali sentenze di giudizio. L’immagine corrotta si sostituisce ad ogni forma di garantismo e civile processo, e la verità agli occhi dei più può essere solo una, quella più paventata, che fa sospettare un uomo del più scabroso dei reati, l’abuso su un minore: il possibile diventa probabile e, subito dopo, certezza, soprattutto se confermato dalla voce di una bambina che “non può mentire”, che “non ha mai mentito”. Parte, così, per Lucas la macchina della pubblica lapidazione fatta di sguardi, evitamenti, allontanamenti, pestaggi, abbandoni, senza possibilità di difesa: l’eventualità di assolvere per errore un colpevole di pedofilia diviene un rischio che non può essere corso, ed anche l’ingiusta condanna di un innocente gli è preferibile, cautelativamente.

Dopo una prima parte francamente deboluccia, che ricorda alcuni momenti fiacchi dei lavori meno interessanti del gruppo Dogma 95, il film acquista spessore proprio sul registro drammatico, dopo l’accusa stizzita della bambina, Klara, che si sente rimproverata dal maestro. Le vicende si susseguono senza particolari colpi di scena, soluzioni di trama, di sceneggiatura e di regia memorabili od originali, ma la tensione è ben gestita, il tormento di Lucas ben scandito dalle sue sofferenze e dalle azioni di chi lo circonda, e cattura per la partecipazione accorata e speranzosa dello spettatore verso una vittima nei panni della quale non vorrebbe mai trovarsi. Da quel momento si parteggia per il protagonista, si invoca il garantismo ad ogni minuto di proiezione, ma si resta frustrati, vinti, spossati. Un disagio che si amplifica proprio nel riconoscimento interiore degli stessi comportamenti giustizialisti degli accusatori non appena si sposta l’immedesimazione dal maestro ai genitori sospettosi, furiosi, spaventati.

Il sospetto - dal film

E’ questo altalenarsi di emozioni contrastanti la carta vincente di un film che, in fondo, non ha grandissimi meriti registici ed appare anche un po’ sopravvalutato. La stessa interpretazione del “dolce coriaceo” Mads Mikkelsen, pur essendo convincente, non strappa l’applauso, immota, approfittatrice di un ruolo che può giustificarne il profilo basso. E cade il pensiero, per associazioni libere, su Refn, il suo Valhalla Rising (protagonista ancora un marmoreo Mikkelsen), poi il successivo Drive, e infine, di questa pellicola, il protagonista Ryan Gosling, attore che sfonda per un personaggio scarsamente espressivo ma coerente, che, pur tuttavia, diventerà maschera costante e inopportuna su opere successive (Love & Secrets, Le idi di marzo).

Il sospetto (cit.) che anche Mikkelsen stia facendo fatica a liberarsi di un personaggio – o che non ne sappia rivestire altri – si affaccia all’orizzonte, per ora lontano.
Lasciamolo laggiù, ancora furenti di garantismo per la disavventura del maestro Lucas.

Valutazione: 7/10
Spoiler: 1/10

altreVisioni

L’ultimo terrestre, G. Pacinotti (2011) – singolare storia di un uomo “diverso”, con tracce di fantascienza in sottofondo. Diretto benissimo, fotografia suggestiva. Tra l’astratto e il fumettistico * 7
Perdita Durango, A. de la Iglesia (1997) – avventura tra thriller e crime story con eccessi che anticipano la filosofia di de la Iglesia. Frenesia composta con buoni risultati * 6.5

In Stato d’osservazione

Lawless, J. Hillcoat (2012) – gangster, Cannes 2012 * 29nov
Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore, W. Anderson (2012) – drammatico, Cannes 2012 * 5dic
Lo Hobbit – un viaggio inaspettato, P. Jackson (2012) – fantasy * 14dic

Il sospetto – V. Vinterberg, 2012 ultima modifica: 2012-12-03T00:47:38+00:00 da Alessandro Cellamare



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