Manfredonia

Maltempo, riaffonda natante Tortuga, rottura gabbie con pesce

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Maltempo, riaffonda natante Tortuga, rottura gabbie con pesce (ST; archivio@)

Manfredonia – CAUSA il mare mosso di stamane, un natante dell’allevamento di itticoltura della Gargano Pesca, Tortuga e Algesiro è affondato verso le ore 11 e 30, nei pressi del porto Industriale (Bacino Alti Fondali, dove è presente l’allevamento di itticoltura).

MALTEMPO 03.12.2012, STAMANE CADUTA PALI ILLUMINAZIONE, ROTTURA VETRI IN CITTA’, INTERVENTO VIGILI E POLIZIA



L’incidente.
Come riferito dal responsabile della società di Manfredonia, Algesiro Cariglia, “gli schizzi delle onde hanno raggiunto un’altezza massima di 18 metri e gli operatori dell’azienda non hanno potuto che assistere in modo inerme al semi-affondamento del natante (“con prua fuori acqua di circa 2 metri”, ndr), con rottura delle gabbie contenenti il pesce di allevamento finito in mare”. I danni non sono stati ancora quantificati. “Nel caso di un nostro intervento avremmo forse rischiato la vita – dice Cariglia – Eravamo intenzionati ad effettuare il tiraggio a secco del natante (spostamento sul Porto Industriale con una gru, ndr) ma siamo ancora in attesa dell’autorizzazione da parte della Capitaneria di Porto di Manfredonia, Guardia Costiera. Siamo sicuri che la dedizione e la sensibilità degli operatori della Capitaneria consentiranno una consona risoluzione del caso”, dice il titolare della Tortuga. Una decina di pescatori sarebbero intervenuti via terra dopo l’affondamento del natante.


Previsioni meteo.
Nel pomeriggio ancora mare mosso con altezza massima delle onde nei 2 metri, con vento (nodi) WNW 13.6 / max 22.6 e 1014 mb di pressione. Miglioramenti previsti in nottata.


I precedenti affondamenti.
Si ricorda, che lo stesso natante era già affondato il 28 settembre 2012. Causa l’imbarcamento di acqua sul natante, “di circa 10/12 metri in acciaio inox”, lo stesso era affondato nelle acque per poi essere recuperato “in seguito alle attività di 12 pescherecci del compartimento marittimo di Manfredonia”, come disse a Stato l’armatore Algesiro Cariglia, proprietario dell’imbarcazione di servizio dell’azienda dedita alla piscicoltura, acquicoltura in acqua di mare. L’impianto “Tortuga” – con le sue 40 gabbie – godrebbe di una produzione annuale pari a “800 tonnellate tra spigole, ombrine, orate e saraghi”.

Primo affondamento il “26.08.2012″ in seguito al peggioramento delle condizioni meteo. Dalla raccolta dati – grazie all’ascolto dei diretti interessati, dai privati ad addetti del settore fino alla Guardia Costiera – la mattina del 26.08.2012 dalla Sala operativa della Capitaneria di Porto di Manfredonia era partita una segnalazione, come prassi, relativa all’avviso Meteomar. L’avviso, destinato agli addetti del settore, preannunciò “isolati temporali sull’Adriatico Centrale” con tentenza “Nordovest 6-isolati temporali” e con “sereno o poco nuvoloso sull’Adriatico Meridionale”. In occasione del primo affondamento ci sarebbero stati tentativi di recupero del natante “a 10 ma anche 20 giorni dal primo affondamento”, con l’intervento di alcuni pescherecci. Il 28 mattina, il precipitarsi della situazione con “l’arrivo di 12 pescherecci del compartimento di Manfredonia e soccorso in mare dettato da uno stato di necessità”, come detto dall’armatore. Giunti sul posto i pescherecci avrebbero tirato le cime dove sono legati i palloni per il recupero marino, in considerazione di precedenti tentativi di recupero del natante portato a livello superficiale delle acque. Dunque lo svuotamento dell’acqua e il recupero dell’imbarcazione.

“Non c’è stato sversamento di gasolio in mare”. Non si sarebbe verificato sversamento di gasolio nelle acque, “come accertato anche dall’Arpa Puglia”. Al tempo si parlò di un valore del natante tra i 400 ai 500 mila euro con danni tra i 120/150 mila euro tra funzionamento dei 3 motori presenti, del quadro elettrico e idraulico del natante.


L’indagine della Procura.
In seguito, 1.10.2012, “a seguito dell’operazione condotta – la Capitaneria di Porto di Manfredonia – aveva informato (…) la Procura di Foggia, per consentire ogni opportuna valutazione circa la possibile rilevanza penale delle condotte poste in essere“.


g.defilippo@statoquotidiano.it



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