Editoriali

Ora la Commissione

Di:

Il sindaco di Foggia Gianni Mongelli (st)

VOGLIO esprimere il mio personale ringraziamento alla magistratura perché, oggi, ha contribuito a sollevare il velo di omertà che copre la “storia della case popolari” a Foggia. E’ di pochi giorni fa’ il mio invito all’assessore regionale A. Barbanente ad esercitare il potere di controllo che la regione ha sugli accordi di programma (ex PRUSST e PIRP). In quell’occasione facevo notare all’assessore che il palazzo in costruzione, preso a modello come esempio di edilizia che non si deve fare, sia stato autorizzato in seguito alla firma degli accordi di programma. Oggi quel palazzo risulta oggetto dell’inchiesta giudiziaria che coinvolge anche dirigenti comunali.

Da tempo chiedevamo che su tutta la vicenda “case popolari” ci fosse attenzione da parte della della magistratura. Da tempo chiediamo che della vicenda dei controlli omessi che hanno permesso la “non consegna” delle case promesse in cambio dei terreni si occupasse la “commissione Verile”. Da tempo denunciamo che la città è oggetto di un numero allarmante di occupazioni abusive. 150 sono le case occupate di proprietà dello IACP e non si quante siano le case occupate di proprietà del Comune di Foggia.

I fatti che sono oggetto di indagine possono spiegare perché nessun “imprenditore edile” abbia mai consegnato le case promesse. Resta da capire che fina abbia fatto la ricognizione sulle case mai consegnate al comune di Foggia che aveva fatto fare l’ex assessore all’urbanistica Lo Muzio, resta da capire perché si sia interrotto il percorso che doveva portare il comune ad ottenere quanto promesso e mai consegnato. Siamo sgomenti nell’apprendere che nell’indagine sono coinvolti “dirigenti del comune”, dirigenti che hanno il compito di vigilare sugli appalti e le concessioni, dirigenti che sono pagati dalla comunità e che hanno l’obbligo di tutelare gli interessi della comunità.

Sgomento che diventa indignazione al pensiero delle decine di famiglie costrette a “tirare lacinghia” e che sperano in una casa ad affitto calmierato per poter risparmiare qualche euro e mettere a tavola pranzo e cena più facilmente o poter acquistare tutti i libri di scuola per i figli. Indignazione che diventa rabbia al pensiero delle famiglie che vivono sulla loro pelle l’emergenza abitativa, dal Campo degli Ulivi alle baracche di via De Petra, dalle grotte trasformate in abitazioni alle famiglie numerose che vivono in 30 metri quadri.

Il pensiero va alle 30 case che il Consorzio Unico Coop Casa doveva consegnare nell’agosto 2011, alle case che dovranno essere consegnate dai PRUSST oggi oggetto d’inchiesta, ai PIRP appena sottoscritti dall’assessore all’urbanistica Marasco con la regione e, combattuto tra rabbia e speranza, mi chiedo quale credibilità hanno gli accordi sottoscritti? Il pensiero, poi, corre alle famiglie che vivono nelle baracche, famiglie che ho imparato a conoscere, famiglie di lavoratori che non invitano mai gli amici neanche per un caffè, di bambini che hanno vergogna a far sapere dove vivono e non invitano mai i compagni di scuola a giocare. Donne, uomini e bambini che nulla hanno fatto per meritare la qualifica di baraccati e che solo la cattiva politica, la cattiva amministrazione hanno condannato a un presente precario e indegno di una società civile.

Non ci resta che ringraziare la magistratura per le indagini, non ci resta che ringraziare i giornali per lo spazio dedicato alla denuncia del malaffare e del degrado sociale, con la speranza, mai persa, che oggi si possa cambiare e ci attenda un futuro di legalità e di riconoscimento dei dirittidei cittadini.

(A cura di Fiorenzo Giorgio Cislaghi – segretario Rifondazione circolo Che Guevara di Foggia)



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