Cronaca

Primarie, La Salandra pro Meloni: “ridare dignità alle idee”

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G.Meloni for primarie (st)

Foggia – “LA celebrazione delle elezioni primarie non è soltanto un passaggio propagandistico o mediatico. Per il Popolo della libertà è qualcosa che assume un contenuto simbolico e politico, che rimette al centro del dibattito la partecipazione, la sovranità, la titolarità di una legittimazione che deve avvenire dal basso. Perché il patrimonio di idee, valori e cultura che trova corrispondenza in quei milioni di italiani che si riconoscono nel centrodestra è qualcosa di molto più prezioso ed importante del destino di chi, pro tempore, l’ha rappresentato e lo rappresenta”. Così Giandonato La Salandra, presidente provinciale della Giovani Italia e coordinatore del comitato di Capitanata per Giorgia Meloni premier, commenta l’esito della riunione tenuta sabato a Roma proprio per fare il punto della situazione rispetto alla delicatissima discussione all’interno del partito circa l’opzione delle elezioni primarie e circa il futuro stesso del Pdl e della sua leadership.
“Al netto di quanto succederà da qui a qualche giorno – afferma La Salandra – è evidente che mentre qualcuno prospetta soluzioni di marchio, qualcun’altro immagina la definizione di contenuti chiari per un partito il cui più grande errore è stato quello di schiacciarsi eccessivamente su di una leadership personale, sia pure riconosciuta e autorevole. In questo momento storico – spiega il presidente della Giovane Italia – la risposta non sta nel rincorrere la soluzione meno indolore dinanzi ad una eventuale sconfitta elettorale ma va ricercata nell’elaborazione di proposte e strategie che siano proiettate e declinate al futuro”.

Secondo Giandonato La Salandra “le elezioni primarie potevano e dovevano essere l’occasione per un confronto tra posizioni politiche diverse. L’occasione per ridare dignità alle idee e misurare il loro consenso all’interno della base elettorale del Pdl. Un obiettivo che è stato evidentemente svilito da chi ha voluto ridurre tutto ad una conta personale o correntizia”. “Io penso che nessuno di quanti hanno impegnato il proprio tempo nel sostegno alla candidatura di Giorgia Meloni o di Angelino Alfano abbia vissuto in questo modo questo momento di democrazia e di partecipazione – sottolinea La Salandra –. Credo al contrario che ciascuno di questi militanti, iscritti e simpatizzanti abbia compreso l’importanza di superare il target televisivo dell’antipolitica, lasciando che per la prima volta anche nel centrodestra fossero i cittadini a decidere a chi affidare la guida del partito che si candida al governo della Nazione”.

“Non sappiamo ancora se questa grande opportunità sia stata definitivamente sacrificata – dichiara il presidente della Giovane Italia –. Se così dovesse essere non è possibile però farlo immaginando partiti che si richiamano a slogan europei ma impegnandosi per riempire di contenuti lo spazio illegittimamente occupato da quanti hanno vissuto sino ad oggi all’ombra del leader”
“Noi restiamo convinti che la più grande sfida che va lanciata per un cambiamento reale sia quella che trova il suo fondamento nella difesa di quella straordinaria conquista che è stata il bipolarismo – aggiunge La Salandra – cioè il superamento degli inciuci di palazzo, degli accordi sottobanco stretti alle spalle del popolo ed il confronto, alla luce del sole, tra visioni del mondo distinte e contrapposte. Una conquista che è stata un traguardo di democrazia e di sovranità popolare, da cui non è possibile in alcun modo tornare indietro. Da questo punto di vista le proposte avanzate e sostenute dal Pdl in materia di legge elettorale sono una discriminante tra chi vuole per davvero difendere il valore culturale e politico del bipolarismo e chi, invece, preferisce declamarlo avendo in mente soluzioni che riporterebbero tragicamente l’Italia indietro nel tempo”. “Qualora qualcuno pensi che nelle riedizioni di schemi e offerte popolari possa trovarsi la soluzione vincente è evidente che siamo in presenza di personaggi chi preferiscono i contenitori ai contenuti, che preferiscono il potere alle idee. Una ipotesi – conclude il presidente della Giovane Italia – contro la quale chi ha a cuore il centrodestra, il Pdl ed il patrimonio che con coerenza, fatica ed impegno è stato costruito in questi decenni ha il dovere di battersi”.


Redazione Stato



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