Foggia

Prusst Foggia, fidejussioni da finanziaria inesistente, sequestri

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Controlli Guardia Finanza costruzioni edili (St)

Controlli Fiamme Gialle (archivio, fonte image: blog.panorama)

Foggia – FIDEJUSSIONI a garanzia delle opere emesse da una finanziaria inglese del tutto inesistente per un valore di 73 milioni di euro. Maxi operazione dei militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Foggia con sigilli a 700 ettari di immobili e terreni per 200 milioni di euro.


L’indagine.
Cinque le società coinvolte, di cui una di diritto inglese, nove le persone denunciate tra amministratori di società, promotori finanziari e pubblici ufficiali che, a vario titolo o in concorso tra di loro, sono stati ritenuti responsabili dei delitti di esercizio abusivo dell’attività finanziaria in Italia, truffa aggravata ai danni del Comune di Foggia, ricettazione ed abusivismo edilizio.

In particolare, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Foggia – coordinati dal Sost. Procuratore della Repubblica, dr. Antonio Laronga – hanno svolto indagini sulle convenzioni urbanistiche stipulate tra il Comune di Foggia e le società di costruzione nell’ambito dei P.R.U.U.S.T. (programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio) e dei P.I.R.P. (programmi integrati di riqualificazione delle periferie). Tali programmi prevedono la realizzazione, oltre ad interventi edilizi privati in variante al P.R.G. vigente, anche – considerato il notevole impatto sul tessuto urbanistico – di una serie di opere pubbliche significative a totale carico dei costruttori, per le quali lo stesso ente aveva inteso cautelarsi sulla loro effettiva esecuzione con il rilascio di apposite garanzie corrispondenti al costo delle stesse.

In tale ambito, i finanzieri hanno focalizzato l’attenzione investigativa sulle polizze fideiussorie presentate dalle società – in virtù di esplicite clausole previste nelle convenzioni, pena la decadenza, per il rilascio dei permessi di costruire – e che avrebbero dovuto garantire la realizzazione di importanti opere pubbliche destinate alla collettività (edilizia residenziale da cedere al Comune, impianti sportivi, opere di viabilità ed illuminazione, alloggi da cedere al Comune a titolo gratuito per la sistemazione di famiglie disagiate, aree verdi, etc.).

Dalle indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria è emerso che la società di diritto inglese “VIKAY FINANCIAL SERVICE LTD” – che aveva rilasciato le polizze fideiussorie, a prezzi di molto inferiori a quelli mediamente praticati sul mercato, e che dovrebbe assicurare al Comune di Foggia la prescritta garanzia per l’importo corrispondente al valore delle importanti opere pubbliche promesse per la collettività – non è autorizzata a svolgere in Italia l’attività finanziaria in regime di libera prestazione di servizi, non essendo iscritta nell’apposito albo e/o elenco tenuti dalla Banca d’Italia.

Le indagini – svolte presso le competenti Autorità di Vigilanza sugli Organismi finanziari, sia in Italia che all’estero – hanno consentito di appurare che la società VIKAY (che nel solo comune di Foggia ha rilasciato fideiussioni per un importo complessivo di oltre 73 milioni di euro) non risulta avere alcuna sede in Italia, mentre presso l’indirizzo londinese non è stato rilevato alcun segno circa la presenza della stessa. L’amministratore della società di diritto inglese risulta essere un italiano originario di Bari ed ivi residente.

Inoltre, sono emerse responsabilità a carico, oltre che dei promotori finanziari che hanno procacciato le polizze, anche del Dirigente del servizio urbanistica dell’Ente comunale di Foggia quale rappresentante della PA in occasione della stipula delle convenzioni urbanistiche, “in quanto era consapevole della necessità di dover acquisire polizze fideiussorie rilasciate da soggetti abilitati, scevre da vizi di nullità, in modo da non esporre l’Ente a danni patrimoniali legati alla perdita economica delle rilevanti garanzie fideiussorie”.

Sottoscrizione del decreto di nomina ass.Arcuri, con delega alla sicurezza (st@)

MONGELLI: PIENA E TOTALE COLLABORAZIONE CON MAGISTRATURA. “Questa mattina, presso gli uffici comunali, è stato effettuato, da parte della Guardia di Finanza, il sequestro della documentazione relativa all’indagine giudiziaria in corso su una società finanziaria con sede legale nel Regno Unito, che ha prestato polizze fideiussorie a garanzia di prestazioni dovute da alcuni soggetti privati a favore del Comune di Foggia”.


“Nel confermare e garantire che gli uffici dell’Amministrazione assicureranno la piena e totale collaborazione alla magistratura inquirente al fine di offrire il proprio contributo al chiarimento dell’intera vicenda, è doveroso precisare che l’Ente non ha ricevuto alcun danno o pregiudizio di altra natura. Inoltre, si segnala che gli uffici comunali hanno rafforzato la propria attività istituzionale di vigilanza su questo specifico caso da quando, nel marzo e nel successivo agosto scorsi, la Banca d’Italia ha incluso la società finanziaria oggetto d’indagine nell’elenco recante “Segnalazioni di operatività da parte di soggetti che non risultano iscritti in albi o elenchi tenuti dalla Banca d’Italia”.


“Attività resa particolarmente macchinosa a causa del fatto che la stessa società ha sede nel Regno Unito ed ha più volte dichiarato di operare secondo la normativa comunitaria. All’auspicio che le indagini in corso chiariscano ogni aspetto di una questione particolarmente complessa, l’Amministrazione intende sottolineare l’assoluta linearità, buona fede, vigile cura degli interessi pubblici e legalità a cui ha conformato la propria attività su questa materia tanto delicata”. Lo ha detto in una nota stampa il sindaco di Foggia Gianni Mongelli.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il licenziamento del manager aziendale è legittimo, anche in assenza di una situazione di crisi aziendale!

    Licenziamento del manager aziendale legittimo, anche senza crisi aziendale. A salvarne la legittimità, bastano infatti la non discriminazione del licenziamento e una ristrutturazione organizzativa in corso all’interno dell’azienda.

    Passa, quindi, il principio secondo cui il requisito del giustificato motivo oggettivo non sia più necessario ai fini della legittimità del licenziamento, essendo sufficiente la “giustificatezza”

    Così ha deciso la Sezione Lavoro della Suprema Corte di Cassazione, con la recente sentenza 20856 del 26 novembre corso.

    Né assume rilevanza il fatto che le mansioni svolte dal manager licenziato (nel caso di specie, un direttore commerciale) siano state suddivise e in parte affidate ad un altro dirigente dell’azienda.
    Tutto lecito, per i giudici di Piazza Cavour, in quanto la riorganizzazione della pianta organica dell’azienda ha soppresso la posizione in questione.
    Passa pertanto il principio secondo cui il requisito del giustificato motivo oggettivo non sia più necessario ai fini della legittimità del licenziamento, essendo sufficiente la “giustificatezza”.

    Il licenziamento del dirigente in questione non sarebbe da attribuire, per la Cassazione, a non meglio precisati intenti ritorsivi dell’azienda: ed è proprio il principio di correttezza e buona fede che i giudici assumono come parametro in base al quale misurare la condotta del datore di lavoro.

    L’azienda, anche se non versava in una situazione di crisi aziendale, stava procedendo ad una riorganizzazione della pianta organica, assumendo nuovi impiegati “semplici” e sopprimendo figure con mansioni apicali. Inoltre, non è dirimente la circostanza che le mansioni svolte dal manager licenziato siano affidate ad altro dirigente in aggiunta a quelle sue proprie, in quanto quello che rileva è che presso l’azienda non esista più una posizione lavorativa esattamente sovrapponibile a quella del lavoratore licenziato.

    Nessun licenziamento persecutorio, pretestuoso o arbitrario, dunque.
    Foggia, 3 dicembre 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

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