Consiglio regionale, sospesa modifica per legge elettorale
di Pasquale Gargano
Pubblicato il 4 febbraio, 2010
Bari – SOSPESO ufficialmente l’esame della pdl per la modifica della legge elettorale. L’Aula della Giunta pugliese ha approvato infatti a maggioranza (4 astenuti e 4 contro) un ordine del giorno a firma di Rocco Palese che “sospende l’esame della proposta di legge ‘Modifiche alla legge regionale n. 2 del 28 gennaio 2005”. Roberto Ruocco:“La determinazione del PDL, manifestatasi in migliaia di emendamenti, ha bloccato il tentativo in extremis di violentare la legge elettorale calpestando anche un accordo tra galantuomini che nella precedente legislatura impegnava anche questa, e di cui noi pagammo allora consapevolmente il prezzo proprio per non essere tacciati di prevaricazione. Si è così evitata una polverizzazione anti-storica ed anti-economica della rappresentanza consigliare, al servizio di micro-formazioni destinate a dissolversi rapidamente ad elezioni avvenute. Abbiamo così stroncato il tentativo di falsare l’esito delle elezioni moltiplicando le listarelle di impronta personalistica o poco più.Il fatto che questa operazione della sinistra si sia spinta fino alle ultime ore della legislatura è prova di una volontà ostinata di piegare le regole a proprio uso e consumo, che siamo onorati di avere battuto con una dimostrazione di concordia, di tenacia, di capacità di lavoro, all’insegna cioè di un impegno e di un metodo che hanno contrassegnato un intero quinquennio di dura, documentata e preveggente opposizione ai disastri ed agli abusi del Governo-Vendola e di cui la candidatura di Rocco Palese è anche il sacrosanto riconoscimento”. Pietro Mita, consigliere regionale Prc ha motivato la contrarietà all’ordine del giorno che ha sospeso l’esame della pdl sullo sbarramento elettorale e le quote di genere. Nell’esprimere il dissenso sulla “decisione annunciata”, ha definito “politicamente ipocrita e destituita di ogni fondamento” la motivazione della mancanza di tempo per affrontare l’argomento, alla luce della quantità di emendamenti presentati dall’opposizione. Mita ha richiamato alle rispettive responsabilità “quanti non hanno inteso discutere per cinque in Consiglio una questione che vanifica il diritto alla rappresentanza democratica di parte del popolo pugliese”.Per il consigliere di RC e presidente della commissione ambiente, “non solo la maggioranza, anche parti del centrosinistra non hanno voluto modificare una legge capestro per la democrazia che non dà risposte nemmeno al diritto alla rappresentatività di genere”.
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GLI ORDINI DEL LAVORO – Fra gli ordini dei lavori delle sedute di oggi, 4 febbraio, domani 5 e lunedì 8, la sospensione (proposta da Palese) dell’esame della cosiddetta “legge elettorale”. Previsto anche il proseguo dell’esame della proposta di legge “Modifica della sigla della sesta Provincia pugliese” e l’esame della proposta di legge sulla modifica delle circoscrizioni territoriali di Marina di Casalabate. Infine, saranno esaminati i due disegni di legge “Istituzione del fondo di solidarietà ai familiari di lavoratrici e lavoratori deceduti a causa di incidenti nei luoghi di lavoro” e “Istituzione del fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficienti e loro nuclei familiari”. Al termine della seduta consiliare, è prevista la commissione Bilancio per il parere finanziario alla “legge omnibus” spacchettata in norme sociosanitarie, lavori pubblici, attività irrigue e forestali. Domani, invece, si terrà la settima commissione consiliare per audire il sindaco di Bari, Michele Emiliano, sull’autonomia di Carbonara e Palese Santo Spirito. Al termine della commissione, si esamineranno i vari provvedimenti dell’ex omnibus. Per domani è prevista la discussione in materia di irrigui e lavori pubblici. La seduta di lunedì, invece, sarà completamente dedicata alle norme sociali e sanitarie.
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DDL EX OMNIBUS – I tre disegni di legge “ex omnibus” non comportano alcun aumento di spesa a carico del bilancio regionale. Il parere dunque degli uffici competenti è positivo. E così, la prima commissione consiliare, presieduta da Giannicola De Leonardis, ha potuto licenziare, con parere positivo a maggioranza, i tre disegni di legge “ex omnibus” che potranno arrivare in Aula per la discussione. Si comincerà domani con “le disposizioni in materia di attività irrigue e forestali” (le opposizioni si sono astenute), poi lunedì prossimo sarà la volta delle “norme in materia sanitaria e di servizi sociali” e delle “norme in materia di lavori pubblici e disposizioni diverse” (su questi due ddl le opposizioni hanno espresso voto contrario). Nel corso della seduta della commissione, il governo ha chiesto e ottenuto dai commissari all’unanimità, lo stralcio di due articoli del ddl sui lavori pubblici e disposizioni varie, il 26 (turismo) relativo agli alberghi diffusi e il 17 (agricoltura) relativo alla regolarizzazione delle superfici vitate. Gli emendamenti ai tre ddl potranno essere presentati in Aula.L’assessore alla sanità Tommaso Fiore ha invitato tutti i consiglieri a presentare, nel corso della seduta di Consiglio di domani, gli emendamenti al ddl sulla sanità. “Sarei ben felice – ha detto Fiore – di riceverl idomani; in questo modo possiamo dare un parere motivato”.
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QUOTE DI GENERE: DISAPPUNTO DEGLI ORGANISMI DI QUALITA’. La presidente della Consulta regionale femminile, Annamaria Carbonelli, la consigliera di parità, Teresa Zaccaria e la presidente della Commissione Pari Opportunità, Rosa Cicolella, esprimono disappunto e dispiacere per la mancata discussione e approvazione dell’emendamento sulla doppia preferenza e sulle quote di genere, presentato dall’assessore Elena Gentile e dal consigliere Pina Marmo. Sottolineano che l’innovazione contenuta nell’emendamento consiste nell’assunzione di una norma antidiscriminatoria, al fine di garantire la presenza equilibrata di donne e uomini a partire dalla composizione delle liste elettorali. I partiti politici nel loro insieme hanno perso una preziosa occasione per rispettare ed attuare gli artt. 3 e 51 della Costituzione, dimostrando scarsa sensibilità per le politiche di genere, per la realizzazione dell’uguaglianza non solo formale ma anche sostanziale, ignorando l’autorevolezza e l’autonomia delle donne che ha prodotto e continua a produrre forti cambiamenti nella società”.
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LE REAZIONI DEI CONSIGLIERI SULLA LEGGE ELETTORALE: Per il presidente del Gruppo consiliare “Verdi per la Pace”, Mimmo Lomelo: “Dopo cinque anni di attesa il Consiglio regionale affossa la legge elettorale con l’opposizione di Verdi, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Cinque anni di rinvii per non affrontare il tema di una maggiore democrazia e partecipazione delle forze democratiche e della società civile.Non è stato possibile discutere non solo dello sbarramento del 4 % ma anche della possibilità di introdurre la semplice doppia preferenza di genere, dando la possibilità alle donne di essere maggiormente rappresentate in Consiglio regionale”.
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PALESE: PERSA UNA OCCASIONE – “Sulla legge elettorale oggi il presidente Vendola ha perso l’ennesima occasione per tacere e il centrodestra ha salvato i cittadini pugliesi dal mercimonio delle Istituzioni per fini politico elettorali”. Lo ha afferma il capogruppo Fi-Pdl in Consiglio regionale, Rocco Palese, che in una nota difende “una legge che da mesi viene tirata per la giacchetta dai partiti della sinistra, a seconda delle convenienze del momento, dal tentativo di far passare l’indecoroso Lodo Emiliano ai continui messaggi incrociati di questi giorni tra il Pd e i cespugli della sinistra, che evidentemente hanno problemi a chiudere le liste. La legge elettorale approvata all’unanimità nel 2005 non si cambia perché non c’è convergenza tra maggioranza e opposizione e ringraziamo il presidente del Consiglio Pepe che ha impedito ogni possibile colpo di maggioranza”. “Per non dire – conclude il capogruppo Fi_Pdl – che in questi cinque anni Vendola ha decuplicato consulenze, missioni, inutili spese discrezionali che hanno letteralmente centuplicato i costi di funzionamento della Regione”.
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MIMMO LOMELO, PRESIDENTE ‘VERSI PER LA PACE’: “Dopo cinque anni di attesa il Consiglio regionale affossa la legge elettorale con l’opposizione di Verdi, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Cinque anni di continui rinvii per non affrontare il tema di una maggiore democrazia e partecipazione delle forze democratiche e della società civile. Non è stato possibile discutere non solo dello sbarramento del 4 % ma anche della possibilità di introdurre la semplice doppia preferenza di genere, dando la possibilità alle donne di essere maggiormente rappresentate in Consiglio regionale: una resa alla democrazia e un rifiuto di avere più donne in Consiglio”. Manni, capogruppo del PRC in Consiglio regionale: “La maggioranza del Consiglio regionale ha deciso la sospensione della discussione sulle modifiche alla legge elettorale, con il mio voto contrario quello di Pietro Mita di Rifondazione Comunista, di Arcangelo Sannicandro di SeL e di Mimmo Lomelo dei Verdi. La proposta di legge giaceva da oltre quattro anni e veniva rinviata di volta in volta per l’opposizione, palese o malamente occultata, della destra, del Pd nonché di SeL: questi stessi partiti che oggi vengono a dire che è troppo tardi, che non si fa in tempo. Rifondazione Comunista, per senso di responsabilità, avrebbe accettato di sospendere la discussione sulla legge elettorale, purché fossero approvati i soli emendamenti riguardanti la rappresentanza di genere. Questi emendamenti, presentati da me, miravano a garantire una maggiore rappresentanza delle donne, le quali, come è noto, oggi sono soltanto due su settanta consiglieri: una carenza di rappresentanza di genere che è un vero vulnus alla democrazia”. In conclusione, Manni “spera che le donne di Puglia votino le donne presenti nelle varie liste”.
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