Foggia, conclusioni d’indagini: avvisi di garanzia a Cda Amica
di Girolamo Romussi
Pubblicato il 4 febbraio, 2010
Foggia – NOTIFICATI gli avvisi di conclusioni d’indagini, e le relative informazioni di garanzia, nei confronti dei vari amministratori pro-tempore della Amica spa , di tutti i componenti del CdA e del collegio sindacale. L’operazione rientra in una serie di indagini di Polizia Tributaria e di Polizia giudiziaria svolte dai militari del nucleo di polizia tributara di Foggia, coordinati dalla locale Procura della Repubblica (pm Antonio Laronga). Gli indagati avranno ora 20 giorni a disposizione, dal momento della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini in corso, per chiedere di essere interrogati, “presentare memoria difensiva, sollecitare nuove indagini”. Solo al termine di questo periodo “il Pm deciderà per quali imputati chiedere il rinvio a giudizio”. Agli indagati sono stati contestati vari reati tributari e societari, nonchè, per alcuni di essi, il reato di malversazione. Le accuse penali contestate riguardano nel complesso: l’evasione fiscale per milioni di euro di imponibile; l’omesso versamento di ritenute fiscali per ingenti importi; l’omesso versamento di Iva e falso in bilancio per le annualità dal 2006 al 2008; l’ipotesi di malversazione (a 4 indagati: Giovanni Ricci, Carlo Marconi, Elio Aimola e Michele Simone) riguarda in particolare il non corretto utilizzo di un contributo del Comune di Foggia, pari ad oltre 2,4 milioni di euro, derivante da un prestito obbligazionario in Boc, contratto dallo stesso ente pubblico. (i Boc, Buoni obbligazionari comunali, sono i titoli emessi dall’ente locale per il finanziamento di un determinato investimento “certo e definito” sin dall’emissione del titolo. In sostanza, l’emissione dei Boc deve essere finalizzata esclusivamente al finanziamento di un progetto specifico e ben determinato e corredata da un piano di ammortamento finanziario le cui rate devono essere comprensive, fin dal primo anno, di quota capitale e quota interessi. L’opportunità di emettere prestiti obbligazionari (i Boc) è stata contemplata dalla finanziaria del 1995, per la realizzazione di una maggiore autonomia degli enti locali nella gestione delle politiche di investimento. A favore dell’ente un tasso di interesse inferiore rispetto a quello di mutui contratti in via ordinaria ed una immediata disponibilità finanziaria; per l’investitore rendimenti più competitivi rispetto ai titoli di Stato equivalenti (Bot e Cct) e immediata negoziabilità ed assoluta garanzia di solvibilità ndR).
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GLI INDAGATI: Il presidente dell’Amica Elio Aimola, Saverio Balestrucci, Raffaele Brigida, Mario Mancaniello, Carlo Marconi, Michele Milano, Giovanni Ricci, Giuseppe Salvato, Michele Simone, Maria Teresa Zingrillo, dunque direttori, consiglieri e componenti del CdA Amica). In base all’indagine finora svolta dai militari della Finanza, “si ritiene che parte dei fondi siano stati dirottati per i pagamenti ai lavori per la discarica (ampliamento), lavori compiuti dall’Agecos e per contratti stipulati con la ditta Frisoli”. Dunque, andrà ora stabilito se questi fondi siano da considerarsi, o meno, degli “investimenti”.
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L’AMICA – La società Amica (attualmente in via Miranda/Foggia) nasce nel 1965, con trasformazione in azienda speciale nel 1993 e definitiva trasformazione in Società per azioni nel 2006. Il compito prevalente dell’Azienda è quello della pulizia della città, dallo spazzamento delle vie, in modo manuale che meccanizzato, raccolta e smaltimento rifiuti, derattizzazione, disinfestazione e disinfezione. Per la raccolta differenziata,l’Amica si è avvalsa di una società controllata, la Daunia Ambiente, per la raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi e la gestione raccolta prima lavorazione e stoccaggio dei materiali provenienti dalla R.d. e linea di selezione dei rifiuti indifferenziati del bacino Ato Fg/3.
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L’INDAGINE – La ex azienda municipalizzata del Comune di Foggia, Amica spa, era al centro, dal 2006, di una verifica fiscale effettuata dai militari della Guardia di Finanza di Foggia per documentazioni relative al triennio 2007, 2008 e ai primi mesi del 2009. Le indagini hanno rilevato infrazioni di imposte dirette e indirette, oltre all’accertamento dell’impiego di finanziamenti comunali, erogati tramite i Boc (Buoni ordinari comunali), destinati ad investimenti (vedi scheda), ma utilizzati al contrario per spese correnti quali debiti, pagamenti di conti correnti e stipendi ai dipendenti. I controlli hanno anche stabilito l’omessa fatturazione relativa a prestazioni al Comune di Foggia e ad altri Comuni della provincia e l’omessa dichiarazione dei ricavi. Complessivamente sono state undici le persone denunciate tra cui i componenti di due consigli di amministrazione.
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LA REVOCA DEL COMUNE, LA NOMINA DELL’AD DI BARI – “L’obiettivo principale del Comune ?: quello di garantire il pieno ripristino del servizio in uno con l’ordinato dipanarsi delle relazioni, amministrative ed economiche, tra l’amministrazione e la società Amica”. Questo il pensiero di Mongelli e della vice Lambresa alle organizzazioni sindacali di rappresentanza dei lavoratori di Amica SpA, riunitisi a Palazzo di Città all’indomani della revoca del Consiglio di Amministrazione e la nomina dell’Amministratore unico, Michele Di Bari.“L’indicazione è scaturita dalla valutazione delle competenze specifiche acquisite dal vice prefetto in questi ultimi anni – ha spiegato il sindaco – e sta a significare quale ruolo sociale riveste l’azienda per l’intera Capitanata, al punto da sollecitare una proficua collaborazione tra istituzioni”. Sul fronte aziendale, “registriamo con piacere la distensione dei toni – afferma la vice sindaco, Lucia Lambresa – e l’apprezzamento rivolto dai sindacati all’Amministrazione rispetto alla rigorosa serietà con cui si stanno affrontando i problemi aziendali”. “Tutti gli impegni assunti dall’Amministrazione comunale in ordine alla tutela dell’Amica, a partire dalla sua ricapitalizzazione, saranno rispettati – ha concluso il sindaco – avendo cura di promuovere la collaborazione di tutti, lavoratori in primis, al raggiungimento di questo obiettivo”.
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L’INCONTRO DEL 26 GENNAIO – LA RICHIESTA DI REVOCA DELLA PROCEDURA DI LIQUIDAZIONE DELLA DITTA – “Nell’interesse dell’azienda, dei lavoratori e dei cittadini chiedo al Consiglio di Amministrazione di revocare la procedura di liquidazione di Amica, che è immotivata, non condivisa, errata nella forma e attivata con atto unilaterale. Solo così è possibile ripristinare un clima di dialogo e consentire all’Amministrazione comunale di attuare il mandato ricevuto dal Consiglio comunale”. Si pronunciò in questo modo il sindaco di Foggia, Mongelli, al termine del confronto con le organizzazioni sindacali – Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fiadel – convocato il 25 gennaio in Prefettura, alla presenza della vice sindaco, Lucia Lambresa, l’assessore agli Affari generali, Nando Frattulino, il presidente e la vice presidente del CdA, Elio Aimola e Maresa Zingrillo. Nel suo intervento, il sindaco precisò alle organizzazioni sindacali quanto successo nella settimana precedente, aperta dalla notizia dell’avvio della procedura di liquidazione “non ancora perfezionata – ha sottolineato Mongelli – che sta già provocando gravi danni, spero non irreparabili, ad un’azienda da noi considerata parte integrante del patrimonio comunale e asset strategico per l’attuazione del nostro programma di governo”.
Quanto sia critica la situazione delle ex municipalizzate “è stato formalmente rilevato dalla Corte dei Conti e ribadito in una mia comunicazione, dell’agosto scorso, in cui invitavo gli amministratori delle aziende a non compiere atti ulteriormente onerosi. Invito che, stando alle informazioni in mio possesso, è stato disatteso”. “Non consentiremo a nessuno – ha scandito Mongelli – di espropriare l’Amministrazione del mandato che le è stato conferito dal Consiglio comunale e che, nel caso di Amica, ha come obiettivo la ricapitalizzazione dell’azienda, la sua riorganizzazione e la ricostruzione del ciclo dei rifiuti”.
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