Foggia, conclusioni d’indagini: avvisi di garanzia a Cda Amica
di Girolamo Romussi
Pubblicato il 4 febbraio, 2010
LE RICHIESTE DEI SINDACATI – Sul fronte operativo, i sindacati avanzarono 3 richieste: riconoscimento dei crediti iscritti nel bilancio di Amica, trasferimento diretto del gettito TARSU, gestione dell’impianto di biostabilizzazione. “Abbiamo già certificato il riconoscimento di circa 13 milioni di debiti nei confronti dell’azienda, mentre per il resto si stanno facendo i doverosi controlli incrociati per verificarne l’origine e la natura – ha affermato Mongelli – All’azienda abbiamo garantito, nel 2009, il trasferimento di somme superiori rispetto al gettito TARSU, perché ciò si è reso necessario per garantire il servizio”. Quanto all’impianto di biostabilizzazione, “il collaudo è stato ultimato grazie alla sottoscrizione ed al rispetto, da parte di questa Amministrazione, di un accordo con la ditta costruttrice, cui abbiamo appena versato una tranche da un milione di euro”. Per la sua gestione, “premesso che si tratta di un impianto a servizio dell’ATO, è nostra intenzione valutare l’affidamento in house ad Amica nel rispetto delle procedure di legge”. La richiesta di preventivo annullamento della procedura di liquidazione è stata condivisa dalle organizzazioni sindacali, che vi hanno aggiunto la proposta di “attivazione di un tavolo tecnico per precisare la strategia con cui tutelare i livelli occupazionali, ricapitalizzare l’azienda e rilanciarne l’attività”. Di qui l’appello del prefetto, Antonio Nunziante, a “compiere uno sforzo di qualità amministrativa per evitare alla città problemi ulteriori rispetto a quelli che già l’affliggono”.
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IL MAGISTRATO SALVATORE RUSSETTI ALLA GAZZETTA- Come dichiarato alla Gazzetta del Mezzogiorno, così contrastando (indirettamente) con le dichiarazioni della giunta Mongelli, il magistrato Salvatore Russetti, consigliere di Corte d’appello, ritenne che “il caso Amica”, più che in consiglio comunale di Foggia, andasse risolto “in un’aula del Tribunale”. In risposta alle affermazioni del presidente di Amica, Aimola, e a quelle del sindaco (socio unico della spa) dopo la messa in liquidazione della ex municipalizzata, Russetti, magistrato, consigliere presso la Corte d’appello di Bari mise in evidenza, nel corso della intervista con LA Gazzetta, l’aspetto penale dell’intera vicenda: “Gli amministratori di una società commerciale qual è l’Amica spa, trovandosi in una situazione finanziaria molto grave – disse Russetti – da tempo omettono consapevolmente di versare le ritenute fiscali e previdenziali sulle retribuzioni corrisposte ai dipendenti, pur sapendo benissimo di commettere reati a ripetizione. Inoltre, altrettanto consapevolmente essi hanno deciso di differenziare l’ordine dei pagamenti dei debiti, poiché la società paga le retribuzioni ma non anche altre spese correnti; ciò precostituisce una situazione che tecnicamente, in caso di futuro fallimento della società, configurerà l’ ancor più grave reato di bancarotta preferenziale, poichè la società ha deciso di soddisfare sistematicamente alcuni creditori (i dipendenti) a danno di molti altri creditori (i fornitori e gli erogatori di servizi vari), quando già essa si trovava in stato di decozione prefallimentare”, dice Russetti che aggiunge: “A questo punto le strade del CdA e dei membri del collegio sindacale dell’Amica Spa, da un lato, e del Sindaco Mongelli dall’ altro, necessariamente si dividono”, disse Russetti. “Gli amministratori della società hanno già commesso un certo numero di reati in materia previdenziale e fiscale, e il loro stesso presidente li ha già confessati apertamente. Devo immaginare che la Procura della Repubblica domani mattina stessa attiverà il procedimento penale relativo e poi chiederà il giudizio immediato, sulla base di una verifica documentale quanto mai semplice: prima colonna le retribuzioni corrisposte ai dipendenti, seconda colonna i contributi previdenziali dovuti e non versati all’ INPS, terza colonna le ritenute Irpef dovute e non versate all’Agenzia delle entrate”. Complessivamente: “un anno e mezzo di reclusione a testa, oltre all’ obbligo solidale di rifondere le somme non versate all’INPS e all’Erario, nascenti dalla commissione di reati.» SU MONGELLI: “Ipotesi puramente retorica – per Russetti – che Mongelli non sapesse della situazione di Amica”, perché lo stesso “avendo trattenuto per sé la delega al Bilancio della sua Giunta, da sempre era informato in via diretta della vicende di quella società”. Un Mongelli che sarebbe stato informato della gravità della situazione dell’azienda “dopo una tempestosa riunione del 13 gennaio 2010″. “D’altro canto – disse ancora Russetti- il sindaco potrebbe essere venuto in possesso di informazioni sul modus operandi dell’AMICA circa i pagamenti preferenziali e circa le omissioni contributive e previdenziali, ben più dettagliate di quelle fornite sinteticamente alla stampa dall’ ing. Aimola nella sua nota del 20 gennaio; tardare ulteriormente a denunciare tali fatti con una informativa analitica alla Procura non rappresenterebbe più una semplice leggerezza politico-amministrativa, ma un illecito penale che oscillerebbe tra la omissione di denuncia di reato e il favoreggiamento personale a beneficio degli amministratori dell’AMICA. Se, in conseguenza del suo ritardo nel consentire alla Procura una indagine tempestiva e “mirata”, costoro potessero organizzare versioni giustificative consistenti in reciproci scarica-barile al fine di conseguire la impunità per alcuni di loro. In secondo luogo (..) è sufficiente che il Sindaco-Assessore al Bilancio inizi contro il CdA un’ azione di responsabilità con richiesta di danni, ai sensi dell’ art. 2393 e 2407 Codice civile“. “Tale operazione di messa in chiarezza non va fatto solo – ormai non più – nell’ aula consiliare del Comune, ma in un aula di Tribunale nel corso di una causa di risarcimento, che il Sindaco ha ora il dovere giuridico di attivare», disse tra le altre cose il consigliere della Corte d’appello, Salvatore Russetti alla Gazzetta del Mezzogiorno (edizione Capitanata).
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LA NOTA STAMPA DEL PRESIDENTE DELLA DAUNIA AMBIENTE, ROSA CICOLELLA -”A causa della grave crisi finanziaria che ha colpito la Amica spa anche la Daunia Amviente (controllata della ditta per le opere di raccolta e smaltimento, vedi sopra) si è vista costretta ad avviare le procedure per lo scioglimento e la liquidazione, dopo la volontà dell’Amica di non procedere alla ricapitalizzazione”. A renderlo noto è stata la presidente della Daunia Ambiente, Rosa Cicolella (Pd), in una nota con cui, tuttavia, prende decisamente le distanze da Aimola e dal cda dell’azienda madre. “In premessa – scrive Rosa Cicolella – è necessario riconoscere quanto sia stato vitale per la società e per i suoi lavoratori il pieno sostegno morale e materiale che il sindaco, Gianni Mongelli, e l’Amministrazione comunale hanno garantito dal primo giorno del loro insediamento. La comunicazione al registro della imprese del verificarsi della causa di scioglimento della Daunia Ambiente S.p.A. è un atto dovuto da parte degli amministratori della stessa in conseguenza della volontà espressa dal socio di maggioranza Amica S.p.A., nell’assemblea del 23 dicembre 2009, di non voler procedere alla ricapitalizzazione. Pur non volendo entrare nel merito dei rapporti tra Amica S.p.A. e la proprietà e sulle motivazioni che hanno portato Amica S.p.A. a non procedere alla ricapitalizzazione di Daunia Ambiente S.p.A., mi preme comunicare lo sconcerto rispetto a tale decisione, giacchè il sindaco ha sempre e palesemente espresso la volontà di tutelare i dipendenti e rilanciare l’azienda.” “Tale certezza – conclude Rosa Cicolella – è presupposto fondamentale per gli amministratori di questa società che sentono di dover lanciare ai propri lavoratori e alla comunità foggiana un messaggio di serenità circa la soluzione di una vicenda che sarà affrontata e risolta soltanto con grande senso di responsabilità da parte nostra e dell’Amministrazione comunale”.
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Parole chiave: Amica Spa Rosa Cicolella Amica Spa, Capitanata, Daunia Ambiente Spa, Enzo Aimola Finanza Foggia Amica Cda Amica, Foggia, indagine Finanza Amica, indagini Amica Spa, Manfredonia
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