Vertenza Tributi: sospesa la cancellazione dall’albo
di Nicoletta Marchitelli
Pubblicato il 4 febbraio, 2010
Manfredonia – NUOVAMENTE operativa la società di riscossioni, per conto degli enti locali, Tributi Italia Spa. Ieri, il presidente della quarta sezione del Consiglio di Stato, Gaetano Trotta, ha depositato il decreto che accoglie la richiesta della società di “misura cautelare di sospensione” dell’esecutività della sentenza del Tar Lazio.Prima della cancellazione dall’Albo dei riscossori italiani, Tributi era una società che emetteva 9Omila avvisi di pagamento per oltre 13 milioni di utenti, con un fatturato complessivo di 236 milioni. La stessa società (fonte: Sole24Ore) nel ricorso presentato il 1 febbraio al Consiglio di Stato ha ricordato il caso di Martina Franca (Ta), che ha deliberato la decadenza del contratto con la stessa ditta di Saggese, causandole un “danno irreversibile”. Il decreto del Consiglio di Stato, che non ha sentito le parti in causa (da una parte lo stesso ministero coadiuvato dai comuni laziali di Aprilia e Pomezia e da quello campano di Ciugliano e dall’altra Tributi Italia), ha rinviato la decisione, sempre cautelare, ma questa volta nel contraddittorio delle parti coinvolte, all’udienza camerale del 23 febbraio. “In questa sede la misura cautelare del presidente Trotta – spiega la presidentessa e ad della società Patrizia Sagge- se – sarà confermata o revocata e successivamente dovrà intervenire la sentenza di merito del Consiglio di Stato, la quale ultima costituirà la decisione definitiva su tutta l’annosa vicenda” (fonte: Sole24ore). Nel ricorso presentato ai giudici amministrativi del Tar del Lazio, Tributi Italia ha contestato della stessa consiliatura giudiziaria romana, a partire da quella secondo cui la società sarebbe in un «prolungato e sostanzialmente irreversibile stato di crisi strutturale.,.non rimovibile». A riprova del contrario, Tributi Italia non solo ricorda i crediti milionari che vanta dai comuni ma anche l’intensa opera di ristrutturazione societaria avviata e di risanamento finanziario del debito, sfociato in una richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Roma che ha aggiornato l’udienza al 6 aprile 2010.
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LA CANCELLAZIONE DALL’ALBO LO SCORSO 27 GENNAIO- Il Tar del Lazio (”al quale la società si era rivolta per appurare nel merito la legittimità della cancellazione“) accolse la richiesta di cancellazione dall’Albo dei riscossori italiani, lo scorso 27 gennaio, di Tributi Italia Spa (disposta per delibera il 9 dicembre del 2009 dal Ministero della Economia, così eliminandola di fatto e di diritto dalla casella numero 75 dell’Albo), l’ente privato di riscossione delle tasse con debiti per quasi 90 milioni di euro nei confronti di 135 amministrazioni comunali (500 complessivamente nella gestione, secondo R.Galullo del Sole24ore). Motivazioni alla base della cancellazione: “una serie di irregolarità, ritardi e lenta dissolvenza imprenditoriale”. In particolare (Sole 24ore) si indicava nel provvedimento che: “a seguito di un prolungato e sostanzialmente irreversibile stato di crisi strutturale in tal società, c’è stato un accertamento, in contraddittorio con questa, dell’impossibilità di rimuovere sifatte criticità e di mantenere un rapporto fisiologico con gli enti”. La società ha spedito al Consiglio di Stato, lo scorso 28 gennaio, una richiesta di “un nuovo provvedimento cautelare d’urgenza (’in attesa anche qui del merito’), con il quale sospendere, ancora una volta, l’efficacia della cancellazione. Patrizia Saggese, presidente Tributi, disse dopo la sentenza: “ci è arrivata la mazzata. Paradossalmente proprio mentre stavamo chiudendo con le banche per ottenere i finanziamenti necessari al piano di rientro. E altrettanto paradossalmente scontiamo il blocco della liquidità, che pure abbiamo in cassa: circa 7 milioni di euro”. A difendere il famigerato ente italiano sarebbe Nicolò Ghedini, deputato nazionale del PDL e avvocato di Silvio Berlusconi.
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LA SOSPENSIONE DEI PRE-AVVISI DI PAGAMENTI – Il 28 gennaio Tributi Italia avrebbe dovuto sospendere l’invio di 86.974 pre-avvisi di pagamenti in scadenza a fine gennaio per Ici, Tosap e Consap e 1053 ingiunzioni a seguito di verbali per infrazioni al codice della strada . Il valore complessivo del gettito è pari a circa 13,4 milioni di euro (fonte: Sole 24 ore). Già il 26 gennaio il Tribunale di Roma sezione fallimentare aveva dato tempo 30 giorni affinchè Tributi Italia potesse fare richiesta di concordato preventivo (fonte: Sole 24ore)
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IL CONGELAMENTO DELLA SOSPENSIONE – Lo scorso 19 dicembre il presidente della seconda sezione del Tar del Lazio, Luigi Tosti, aveva predisposto l’annullamento e/o sospensione “provvisoria” per l’efficacia del provvedimento con il quale l’ente Tributi Italia spa era stato ‘radiato’ dall’albo dei riscossori nazionale, lo scorso 14 dicembre, dal ministero dell’economia italiana. L’annullazione del provvedimento di radiazione era stata attuata in seguito al deposito di un decreto in cancelleria dello stesso presidente Tosti. Il ministero dell’economia italiana aveva infatti stabilito la sospensione cautelare della società Tributi Italia Spa, per un periodo di circa 60 giorni, a seguito dei debiti contratti dallo stesse ente per la riscossione dei tributi in Italia con alcune amministrazioni comunali del territorio.
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I LAVORATORI – I lavoratori, senza stipendio da settembre e senza ammortizzatori sociali, potrebbero avere la possibilità di proseguire il rapporto di lavoro stipulato con i nuovi concessionari, ai quali verrà affidato il servizio. È quanto è emerso nel corso di un incontro che si è svolto lunedì mattina 25 gennaio a Bari, al quale hanno partecipato – con la task force della Regione Puglia, i sindacati e una rappresentanza dei lavoratori – l’Anci Puglia (associazione nazionale delle singole amministrazioni italiane) e l’A.n.a.c.a.p., l’Associazione nazionale delle aziende concessionarie dei servizi di accertamento e riscossione. Un incontro “fortemente voluto dalla Regione in accordo con i sindacati”, per “dare un futuro ai lavoratori di Tributi Italia, una delle maggiori società italiane nel campo dell’accertamento e della riscossione dei tributi, oggi in una situazione di gravissima crisi”. Degli 800 dipendenti in tutta Italia, 256 sono quelli che si dividono tra le sedi di 35 Comuni della Puglia e i due Centri di Servizi a Bari e Margherita di Savoia. Per questa ragione all’incontro erano invitati anche i 35 Comuni interessati. Hanno partecipato, tuttavia, solo rappresentati di Bitritto, Fasano, Nardò e Zapponeta. Da parte loro la rassicurazione a garantire agli operatori di Tributi Italia, che svolgono attività nei quattro Comuni, “la prosecuzione del rapporto di lavoro anche con un nuovo concessionario”, che “dovesse eventualmente subentrare a Tributi Italia”. L’A.n.a.c.a.p., dal canto suo, ha dichiarato la disponibilità dei propri associati a verificare la possibilità di subentro nei Centri di Servizi di Margherita di Savoia e Bari. I suoi associati, infatti, in incontri successivi, valuteranno con la Regione la possibilità di rilevare l’attività dei due Centri. Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore al Lavoro Michele Losappio. “Con questo incontro – ha detto – la Regione, d’accordo con i sindacati, ha confermato la propria disponibilità a trovare con l’A.n.a.c.a.p. una soluzione per la crisi industriale legata ai Centri di Servizi ed ha preannunciato un’iniziativa con tutti i Comuni, specie quelli che non hanno partecipato all’incontro, per garantire l’applicazione generalizzata della clausola sociale che, come è noto, stabilisce l’assorbimento dei lavoratori da parte dell’impresa che subentra nel servizio”.
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LA SITUAZIONE A FOGGIA E IN CAPITANATA – SULLA vertenza Tributi Italia, i sindacati di Capitanata hanno chiesto “garanzie per i lavoratori” all’amministrazione del Comune di Foggia. A tal fine le segreterie provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Foggia hanno inviato una lettera al Sindaco, Gianni Mongelli, al Dirigente dell’Ufficio Contratti ed al Dirigente dell’Ufficio Legale del Comune di Foggia. “Appresa la notizia – scrivono i sindacati – dell’aggiudicazione provvisoria per l’affidamento temporaneo, fino al 31 dicembre 2010, del servizio di accertamento e riscossione delle entrate alla Società Aipa S.p.A. intendiamo rimarcare le preoccupazioni (già espresse con precedente nota del 12 ottobre 2009) per la salvaguardia dei livelli occupazionali per i 14 dipendenti, rivenienti dalla precedente società di riscossione Tributi Italia, e chiediamo di preservare i diritti acquisiti nel corso della vita lavorativa degli stessi lavoratori”. Le segreterie provinciali vigileranno “affinché affidamenti e gare d’appalto vengano assegnate, dalla stazione appaltante alla società aggiudicatrice, nel rispetto della normativa delle offerte economicamente vantaggiose, e non con offerte al massimo ribasso. E così come statuito dall’articolo 86 del codice degli Appalti (DLgs 12/4/2006 n. 163), di cui si deve tener conto nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, con la valutazione – si legge nella nota sindacale – che il dato economico sia congruo rispetto al costo del lavoro ed al costo relativo alla sicurezza, alla qualità del servizio offerto oltre che agli altri costi”. Pertanto, le segreterie provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil invitano l’Amministrazione Comunale di Foggia “a vigilare su tali aspetti, non secondari, per evitare disagi che potrebbero ripercuotersi solo ed esclusivamente sui lavoratori, con perdita dei diritti acquisiti e tagli retributivi e contributivi da parte della società che si è aggiudica l’affidamento”.
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LA DECISIONE DEL COMUNE DI FOGGIA – E’ l’Agenzia Italiana per le Pubbliche Amministrazioni S.p.A. (Aipa Spa) la società aggiudicataria della gara per l’assegnazione dei servizi di gestione del canone di occupazione del suolo pubblico e delle affissioni pubbliche (Cosap), le cui procedure concorsuali si sono svolte nella mattinata di oggi. La decisione è della Giunta Mongelli. Alla gara sono state invitate 17 imprese; in 4 hanno risposto attestando il possesso dei requisiti richiesti: iscrizione all’Albo dei Concessionari; gestione di servizi di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate comunali per almeno 3 anni consecutivi negli ultimi 5, con puntualità dei pagamenti e senza contestazioni per gravi inadempienze, in un Comune di classe pari o superiore a quella del Comune di Foggia;realizzazione di un fatturato minimo di 6 milioni nell’ultimo triennio per servizi di accertamento, liquidazione e riscossione; accettazione dei contratti risolti con Tributi Italia; versamento del minimo garantito di 1.727.976,72 euro per l’anno 2010; sottoscrizione di un’idonea fideiussione bancaria o assicurativa. A determinare l’esito è stata l’offerta migliorativa dell’aggio versato dal Comune alla società di riscossione: l’A.I.P.A. tratterrà per i propri servizi il 9,35% degli introiti, a fronte del 21% per la Cosap e del 23,74% riscossi da Tributi Italia. In termini finanziari, si determina un maggiore introito a vantaggio dell’Amministrazione comunale quantificabile in circa 200.000 euro. Come previsto dal bando, l’A.I.P.A. gestirà entrambi i servizi fino al 31 dicembre 2010 avvalendosi del personale prima dipendente di Tributi Italia. Lunedì sarà attivata la procedura di verifica della documentazione presentata. In assenza di eccezioni formali o sostanziali, l’aggiudicazione del servizio dovrebbe avvenire al più tardi a partire dal 1° febbraio. Fino ad allora, peraltro, si ribadisce che i canoni dovuti per usufruire dei servizi di occupazione del suolo pubblico e affissioni pubbliche dovranno essere versati sul conto corrente del Comune di Foggia.
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GLI INTERESSI DELLA AIPA – La Aipa è l’ente riscossione dei tributi (dopo l’interruzione avvenuta nel 2007 con la cancellata Tributi Italia Spa) anche del Comune di Manfredonia. Come riportato L’Attacco, l’Aipa è stata scelta “quale società minoritaria nel gruppo misto creato proprio dal comune sipontino, la Manfredonia Tributi”. In questa società partecipata, la Manfredonia tributi avrebbe trascinato, cedendo una quota del 2%, anche il Comune di Monte Sant’Angelo che, quindi, ha affidato la riscossione dei propri tributi alla società mista in Housing (senza l’indizione di una gara d’appalto). Con la Aipa, la Manfredonia Tributi cercherebbe di ampliare il proprio campo d’azione anche alle altre amministrazioni che hanno interretto la ‘collaborazione’ con la cancellata Tributi Italia (come San Giovanni Rotondo e Mattinata). In ogni modo, gli stessi comuni garganici non sembrerebbero essere orientati per l’adesione alla società mista, preferendo al contrario l’indizione di una gara d’appalto per l’affidamento di servizi a privati (o con gestione comunale).
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LE INDAGINI DELLA FINANZA DI FOGGIA: Il sindaco foggiano, Gianni Mongelli, ha presentato un esposto in Procura di Foggia di fronte ad una esposizione di due milioni e mezzo di euro di presunti debiti della Tributi nei confronti dell’amministrazione foggiana. Il procuratore affidò l’incarico ad un Pm per approfondire la situazione, e questi affidò a sua volta estese l’indagine al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza per effettuare degli ulteriori accertamenti. Ora si attende il rapporto dello stesso Nucleo, dopo che le stesse Fiamme Gialle avrebbero acquisito a metà dicembre del materiale per capire (fonte: Gdm-Capitanata): “coma mai a fronte di un credito di 2 milioni e mezzo di euro, fosse stata predisposta dai tecnici comunali una fidejussione di soli 180mila euro da parte di Tributi Italia spa”. In seguito il Comune predispose la gara fra i 14 concessionari in lizza, con l’assegnazione del servizio all’Aipa di Milano, temporanea fino a dicembre del 2010, (”ma nella quale si sospetta che figurino esponenti locali provenienti da vecchi organigrammi di Tributi Italia”).
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