Cronaca

Foggia, la Polizia di Stato e la giornata internazionale della donna

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Foggia. In occasione della giornata internazionale della donna, la Questura di Foggia ha organizzato per domani 5 marzo, alle ore 09,00, un incontro con gli studenti del Liceo Scientifico “A. Volta” di Foggia, avente titolo “La Polizia di Stato con le donne”. All’evento, ospitato dalla dirigente dell’istituto, prof.ssa Gabriella Grilli, parteciperà il questore, dr. Piernicola Silvis, la dirigente del Commissariato di Cerignola, Vice Questore Aggiunto Loreta Colasuonno, il Direttore Tecnico Capo Psicologo dr. Giovanni Ippolito e la responsabile dell’Ufficio Minori, Isp. Sup. – Sostituto Commissario Alfonsina De Sario. L’evento sarà condotto dalla dr.ssa Michela Magnifico, giornalista dell’emittente televisiva “Telefoggia”, che ne curerà la successiva trasmissione.

Intanto, questa mattina, a Roma, presso la Camera dei Deputati, si è svolto un convegno avente lo stesso titolo, con la partecipazione dei massimi vertici istituzionali e di esponenti della magistratura e del mondo giornalistico, nel corso del quale è stata raccontata l’evoluzione del ruolo della donna nella Polizia di Stato, dalla riforma ad oggi, ed il determinante impegno dell’istituzione a salvaguardia dell’universo femminile. Tra i presenti, vi era il Dirigente Generale della Polizia di Stato dr.ssa Maria Rosaria Maiorino, attuale responsabile dell’Ispettorato di P.S. presso il Vaticano, che dal 2010 al 2013 ha ricoperto l’incarico di Questore di Foggia.

Inoltre, il 5 ed il 6 marzo, prima dell’inizio delle partite dei campionati di calcio, verrà indossata una maglietta, appositamente realizzata per l’iniziativa, dai bambini per la serie A e da arbitri e capitani delle squadre per la serie B.

Sempre in occasione dell’evento sono stati realizzati i seguenti hashtag:
#focusonwomen
#donnalcentro

Infine, al seguente link, ancora per 48 ore, sarà disponibile scaricare il video di promozione dell’iniziativa:
http://www.poliziadistato.tv/c_VhkUI7axv1



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Commenti

  • Molto bene, ottima iniziativa.
    La condizione della donna non è ancora al livello di una democrazia avanzata e di un paese complesso e non ancora del tutto sviluppato (specie alle nostre parti) nel rispetto della donna in quanto cittadina italiana.
    Troppe sono le brutte notizie che vorremmo non dover mai leggere in merito.
    Troppa violenza è ancora nel nostro quotidiano.


  • Redazione

    Quanti 8 marzo dovranno ancora trascorrere per dare una giusta connotazione a questa data? La Giornata Internazionale della Donna, nonostante abbia origini controverse, fu per la prima volta celebrata nella nostra Penisola nel 1922. Di decenni ne sono passati e ci ritroviamo con la quotidianità scandita dalla conta di molestie, violenze e minacce che le donne subiscono.
    Soprattutto negli ultimi trent’anni abbiamo assistito ad una vera maratona del progresso sociale diretta all’annientamento della violenza di genere, ma il traguardo è ancora lontano. Non possiamo negare che ci siano stati passi in avanti ma in che misura è davvero cambiato qualcosa?
    Dichiara Antonella Zuppa referente del Dipartimento Tutela Vittime di FdI-AN: “Nel primo trimestre del 2015, l’Istat ha rilevato circa 35 mila casi di percosse e oltre 25 mila violenze sessuali. Sterili statistiche che in realtà rappresentano vite spezzate o quasi. 110 omicidi e altrettanti 292 tentati omicidi. Numeri che in realtà sono donne, alcune delle quali ce l’hanno fatta, altre invece non sono più tra noi.
    La percentuale di donne, poi, che ricoprono posti di potere nel Bel Paese continua ad essere irrisoria così come il numero delle Parlamentari.
    Mi domando cosa ci sia da festeggiare l’8 marzo. Abbiamo bisogno di azioni concrete e mirate. Ci sono sportelli e centri di ascolto in affanno perché le richieste di aiuto aumentano quotidianamente; associazioni private che vorrebbero far di più ma il problema dei finanziamenti blocca ogni iniziativa. Nel frattempo, però, le donne restano sole.” Continua A. Zuppa: “Ancor più grave è che non ci si rende conto che siamo di fronte a un’emergenza sociale. Il problema è, spesso, sottovalutato anche dalle stesse donne. A volte bisognerebbe giudicare meno e ascoltare di più. Fino a quando vedrò e saprò di donne maltrattate, di donne a cui viene imposta una scelta tra fare la madre o far carriera, di immigrate ai bordi delle strade costrette a prostituirsi, io non avrò nulla da festeggiare.”

    FRATELLI D’ITALIA, 8 MARZO #iononfesteggio

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