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In molti si chiedono se ci sarà mai un'amministrazione capace di prevederlo, progettarlo, e realizzarlo

Manfredonia e la (grave) assenza di un parco verde urbano

"Qualche speranza potremmo riporla, a dispetto di ogni pessimismo, addirittura già in questa amministrazione"

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Manfredonia. L’area urbana di Manfredonia soffre di una grave assenza: un grande ed attrezzato parco verde urbano. In molti si chiedono se ci sarà mai un’amministrazione capace di prevederlo, progettarlo, e realizzarlo, riconoscendo quello che è un diritto degli abitanti, assolvendo quello che dovrebbe rappresentare un dovere per gli amministratori. Qualcuno, basandosi sull’esperienza delle Giunte precedenti, almeno dal dopoguerra ad oggi (quasi tutte di centro-sinistra, più o meno variopinte, fino agli ultimi nipotini del partito della nazione), potrebbe desistere dal perseguire il desiderio che, però come ogni aspirazione insoddisfatta, cova nei più reconditi anfratti della mente, cresce, fino a trasformarsi, appena può, in impeto esplosivo, pretendendo attenzione esclusiva.

Come ogni cittadino saggio a ragion pretende, codesta area verde attrezzata, dovrebbe, ove fosse possibile, nascere nel centro urbano, per ragioni di raggiungibilità e fruibilità immediata, per rendere la vita cittadina e quotidiana più armonica ed “ossigenata”.

Il caso vuole che Manfredonia sia una città fortunata, come spesso capita di constatare, infatti possiede una immensa fascia inutilizzata che parte proprio dall’inizio di Corso Manfredi per arrivare quasi nei pressi della basilica di Santa Maria di Siponto. La zona di cui si parla è all’incirca quella che comprende l’attuale ferrovia, che sembra destinata alla dismissione, vista la previsione della nuova stazione, Manfredonia Ovest, dove il c.d. treno-tram inizierà ad utilizzare la strada e non più i binari

Perché quindi non trasformare tutta quest’area in un bel parco verde? Si potrebbe ad esempio costruire un bel teatro proprio dove ora c’è quell’immenso parcheggio nei pressi del porto turistico, inglobandolo nel verde, magari con un “tetto verde intensivo”. Trattasi, quest’ultima, di struttura paragonabile ad un vero e proprio giardino sollevato, con percorsi pedonali, alberi ed attrezzature come panchine e tavoli. In questo caso è necessario un substrato dallo spessore consistente con un conseguente aumento delle sezioni delle strutture portanti. La manutenzione è simile a quella degli spazi pubblici tradizionali e necessita di sistemi di irrigazione, manutenzione e potature.

Le spese per questa struttura potrebbero venire ammortizzate in circa 11 anni grazie ai vantaggi economici legati alla capacità di isolare naturalmente la copertura, abbassando i consumi per il riscaldamento del 23% e per il raffrescamento del 75%; questo consistente risparmio per il condizionamento degli ambienti è dovuto al fatto che mediamente un tetto verde in estate si mantiene una temperatura di 21°C inferiore rispetto ad un sistema di copertura tradizionale. Un altro risparmio economico sta nel fatto che la copertura verde riesce a proteggere il manto che impermeabilizza la copertura e ne rende molto meno frequente la necessità di sostituzione.

Oltre a questa struttura, che come abbiamo visto potrebbe essere decisamente virtuosa, il resto delle aree, come ad esempio quella antistante la chiesa di S. Andrea, attualmente chiusa e recintata, potrebbe essere riconvertita, in area verde con strutture leggere, magari riutilizzando le esistenti, da dedicare ad attività di ricerca culturale, come centri studi, scuole, biblioteche, centri sociali, laboratori, sempre però con una intensa presenza di verde.

Il parco, nel suo complesso comporterebbe dei notevoli vantaggi ambientali come l’abbassamento delle temperature nelle immediate circostanze, dato che le piante per vivere sottraggono energia termica all’atmosfera. Questo significa combattere l’effetto isola di calore, la sensazione di afa e l’innalzamento delle temperature del centro urbano. Un altro beneficio è legato alla capacità del manto verde di assorbire e drenare le acque meteoriche abbassando il carico della rete fognaria. Le piante inoltre riescono a depurare l’aria da inquinamento e polveri sottili ed una presenza intensiva di aree verdi in città permette di abbassare notevolmente la concentrazione di PM. Inoltre i parchi sono delle case per insetti ed uccelli, ed animali di varie specie, che in città non trovano un riparo. Questo tipo di zone aiuta quindi, anche a tutelare la biodiversità e a combattere la scomparsa degli animali dai centri abitati.

PUG_Nuovo Disegno Urbano del comune

PUG_Nuovo Disegno Urbano del comune

In definitiva, si potrebbe riconvertire ad area verdi anche tutte le zone attualmente degradate ed abbandonate, che costeggiano la ferrovia per costruire questo grande parco verde, che segue all’incirca tutto il percorso dell’attuale ferrovia, donando finalmente respiro al troppo trascurato centro urbano cittadino, ad oggi assolutamente privo di zone di questo genere, essenziali per rendere la vita più felice, serena, ed anche sana e produttiva.

Qualche speranza potremmo riporla, a dispetto di ogni pessimismo, addirittura già in questa amministrazione, infatti sembra che il Piano Comunale delle Coste, che è lo strumento che definisce gli assetti, le modalità di gestione, controllo e monitoraggio della fascia costiera (nella quale appunto rientrano le zone di cui abbiamo trattato) persegua proprio l’interesse pubblico inteso ai fini di favorire lo sviluppo del settore turistico, del garantire il diritto al godimento del bene da parte della collettività e del perseguire la protezione dell’ambiente naturale e il recupero dei tratti di costa che versano in stato di degrado.

Il PCC deve quindi perseguire uno sviluppo improntato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale; deve coordinare attività e usi che finora hanno seguito logiche e finalità autonome; deve individuare azioni per contrastare il degrado, per riqualificare e per recuperare aree attualmente in condizioni di degrado; deve eliminare i fattori di criticità ambientale e antropica; deve proteggere e valorizzare le aree e il patrimonio naturalistico.” Come da immagine però, sembra che di verde ce ne sia poco. E quindi? Cosa ha intenzione di fare, questa amministrazione con le zone citate? Verde, salute, ambiente, turismo cultura, oppure continueremo a costringere i cittadini sipontini a dimenticare i propri desideri di vita felice e sana, per rassegnarsi all’idea di vivere in un centro grigio, sporco e squilibrato?

(A cura di Francesco Saba – francescosaba1989@gmail.com)



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Commenti


  • yuri

    Nel quartiere manfredoniano di Siponto c’è una bellissima pineta che tante città ci invidiano!


  • svolta

    Progetto condivisibile ma per il momento molto ambizioso.
    Mi accontenterei, per il momento, che queste attuali amministrazioni riuscissero a tenere in bel aspetto le poche piazze destinate a verde pubblico…. che in estate sono vere e proprie savane ed in inverno boschetti con alberi aggrovigliati nei rami che raggiungono il terreno dove vegeta tanta altro tipo di vegetazione e non come dovrebbe essere un bel prato dove far giocare i propri figli piccoli e nipotini….. Mi accontenterei solo di questo…. ma aimè anche questa, a Manfredonia, è pura utopia…. ASE permettendo…….


  • elettore

    abbiamo già una fantastica zona verde, ovvero la palude creata dalla bariera frangiflutti di Siponto, lo studio che l’ha progettata ne sapeva una più del diavolo 🙂


  • AZ

    SI…PROPRIO UN BEL PROGETTO….COME IL FOSSATO DEL CASTELLO….MIGLIAIA DI EURO BUTTATI PER COSA? UN PARCO VERDE A MANFREDONIA SERVE SOLO A FAR VEDERE LE SCHIFEZZE CHE CI VERRANNO BUTTATE SOPRA, O PER FAR BIVACCARE ZINGARI ….


  • stella del nord

    L’amministrazione le colpe cel’ha ma , scusate, dove sta la civilta’ dei ragazzi che distruggono tutto xche’ non hanno nulla da fare? Vogliamo civilizzarci? L’idea del parco e’ bella e anche io ci avevo pensato.speriamo che la cosa arrivi alle sorde orecchie


  • verita

    VAI SINDACO….


  • stella del nord


  • Giorgio

    Svolta incurabilmente IDIO…


  • svolta

    IL CRET…. DI SEMPRE CHIAMATO GIORGIO……. FA PROPRIO PARTE DELLA SQUADRACCIA….. CHE HA RIDOTTO QUESTA CITTA’, CHE STANDO IN ARGOMENTO, AD UNA GIUNGLA IN TUTTI I SENSI.


  • Giorgio

    Povero svolta , l’odio gli sta divorando quel poco di cervello rimasto , riducendolo ad un miserabile IDIO..!!!!!!


  • svolta

    Giorgio concittadino dei miei stivali , se la critica alla tua ciurmaglia la scambi per odio vuole dire che sei proprio un imb…..le e che non capisci un tubo…..


  • Giuseppe mancini

    Vedere per credere….i progetti realizzati e finanziamenti che chi ha versato non vedrà in nessun Parco…ma aree depresse abbandonate a se stesse ……cava Gramaziostudio ed ex area VP1….visitate gente ,visitate gente!


  • Morpheus

    Un bel viaggio con la fantasia… Le numerose amministrazioni passate e presenti hanno le loro responsabilità. Con tutto quello che si è costruito negli ultimi 40 anni, si potevano concedere i permessi di costruire, a patto che si realizzassero spazi verdi annessi… Invece, solo distese di asfalto e cemento. Ora tocca riempire i buchi rimasti. Senza fare i disfattisti, si può dire che il progetto è ambizioso. L’idea vera sarebbe trovare modalità virtuose tali da finanziarne la realizzazione e il mantenimento, visto che i costi a breve e lungo termine non sono nelle corde di un amministrazione a riachio bilancio.


  • Sorridi sei a Manfredonia: la città dei balocchi

    C’è la grandissima e formidabile area del comprensorio della stazione, i capannani di Manfredonia, aspettate e vedrete quando falliranno i gas man altro calcio innovativo altre opere innovative in quelle zone!

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